Processo breve: Il rinvio è una sonora sconfitta per il governo e la maggioranza

Il deplorevole shopping parlamentare portato avanti dal presidente del consiglio negli scorsi mesi non si è rivelato sufficiente a garantire la governabilità. Anzi, il proliferare di gruppi e sottogruppi di fantomatici responsabili ha aumentato i ricatti politici nei confronti del governo. In parlamento si vive una situazione di perenne instabilità; e se in aula la maggioranza può contare su pochi di voti di vantaggio, nelle commissioni i margini sono molto risicati: ogni provvedimento nasconde in sé un probabile incidente parlamentare e questo non fa che alzare il prezzo che il governo deve pagare per restare in vita. Siamo all’accanimento terapeutico, senza i numeri e senza forza politica e consenso sociale, le elezioni sarebbero lo sbocco naturale. Ma i problemi giudiziari del premier lo impediscono ed ecco allora che nel bel mezzo di un conflitto internazionale e di una crisi economica senza precedenti un intero esecutivo è inchiodato agli scranni parlamentari per approvare norme e cavilli che il collegio difensivo di Berlusconi dovrà poi utilizzare nei tribunali. Ma hanno fatto i conti senza l’oste: la maggioranza non è riuscita a portare a casa le norme sulla prescrizione breve che sacrificano centinaia di migliaia di processi per gettare al macero il processo Mills. La nostra opposizione ha impedito l’approvazione di questo ennesimo intervento ad personam. La maggioranza è entrata nel pallone, il nervosismo è salito alle stelle e i ministri La Russa e Alfano si sono resi protagonisti di gesti maldestri e antidemocratici. Per non parlare dei gravi insulti che la maggioranza ha rivolto alla nostra deputata Ileana Argentin apostrofata con parole irripetibili. La prova muscolare è dunque fallita e il rinvio del processo breve a questa settimana è una sonora sconfitta dell’arroganza di questo governo e questa maggioranza.