Prescrizione Breve, l’opposizione del PD

La nostra opposizione sta impedendo l’approvazione della prescrizione breve che la maggioranza avrebbe voluto ratificare in tutta fretta già questa settimana per mettere definitivamente i bastoni tra le ruote al processo Mills. La strategia d’aula messa appunto dall’ufficio di presidenza del gruppo si è dimostrata vincente. Abbiamo utilizzato tutti gli strumenti previsti dal regolamento, anche i più cavillosi e nascosti, per scongiurare che venga approvata una legge che è stata definita dal Csm una vera e propria amnistia. Il gruppo democratico è stato il più presente in tutte le votazioni e solo la presenza dell’intero governo ha consentito alla maggioranza di non essere battuta. Un risultato che sicuramente fa comodo a Berlusconi che, per primo usufruirà delle nuove norme, ma che penalizza tutti gli italiani che si trovano con un governo assente e distratto proprio nel mezzo di un conflitto bellico e di una crisi economica senza precedenti. Per tutta la settimana, tutti i ministri sono rimasti inchiodati agli scranni parlamentari per approvare quelle norme che il collegio difensivo del cavaliere attende con ansia per poi utilizzarle, fresche fresche, nei processi in corso. La prossima settimana continueremo con la nostra dura opposizione. Non si tratta di ostruzionismo bello e buono ma della volontà di accendere i riflettori, anche quelli mediatici, sulla gravità di quanto sta accadendo in parlamento. Il nostro rigore sta facendo vacillare le convinzioni della maggioranza e i mugugni cominciano a farsi sentire soprattutto tra i leghisti che sanno che sarà molto complesso far digerire al proprio elettorato norme che riporteranno in libertà migliaia di colpevoli. Chissà se l’insofferenza verso gli effetti devastanti di questa ennesima legge ad personam non cambi le carte in tavola. Noi non faremo sconti e chiederemo la votazione su tutti i nostri emendamenti. Intanto, quel provvedimento che doveva essere incassato già da due settimane, è ancora fermo alla discussione del secondo articolo.