La sicurezza della pista di bob finisce nel mirino della procura

FABIO TANZILLI -Repubblica
La Procura di Torino sta indagando sulla sicurezza e la gestione della pista di bob di Cesana, realizzata per i Giochi 2006. Da febbraio, infatti, l´impianto costato 107 milioni è chiuso al pubblico, dopo soli cinque anni di attività. Il sostituto procuratore Padalino ha già convocato a Torino il sindaco di Cesana Colomb e due addetti della Parcolimpico srl, società a maggioranza privata (il 70 % appartiene a Live Nation, mentre il 30 % a Regione, Provincia e Città di Torino) che si occupa della gestione dei siti 2006. In particolare ha interrogato il cesanese Casu, attualmente incaricato alla sorveglianza della pista, e Alberto Pairetto – responsabile dei siti per la Parcolimpico. Ad oggi non ci sono ancora ipotesi di reato. Ma le perplessità del pm sono importanti, e riguardano proprio il sistema di sicurezza della pista, contenente 48 tonnellate di ammoniaca.
Secondo indiscrezioni, in queste settimane Padalino, coadiuvato dal maresciallo della Finanza Dicorato, ha più volte visitato la pista e fatto ispezionare l´edificio tecnico. Ad oggi infatti il sito di gara non è sorvegliato sul posto, ma soltanto tramite un sistema di telecamere a distanza, i cui schermi sono posizionati nell´abitazione di Casu. In caso di allarme, è attivo un sistema di trasmissione tramite cellulare Gsm ricaricabile. «Siamo disponibili a fornire informazioni alla procura – dicono serenamente Casu e Pairetto – hanno tutto il diritto di fare indagini. Nei colloqui, abbiamo ribadito l´assoluta sicurezza all´interno della pista di bob».
Ci sono perplessità anche sul futuro della pista, se la Regione non farà decollare il progetto “Coverciano della Neve” di cui tanto si è parlato, ma che a oggi non ha nulla di concreto. Di soldi da Roma non se ne vedono, ed entro giugno la Parcolimpico ha già fatto sapere che svuoterà il deposito di ammoniaca, chiudendo definitivamente l´impianto di Cesana. Con tale prospettiva, le ipotesi sono varie: la cessione futura “a noleggio” (come già avvenuto con il trampolino di Pragelato) di attrezzature dell´impianto a chi sta costruendo la pista di bob per le Olimpiadi di Sochi 2014 in Russia (dentro c´è anche la cooperativa Orion, che già ha realizzato l´impianto di Cesana).
Oppure il possibile smantellamento dell´opera, offrendo così una nuova area edificabile a Sansicario. «E´ una situazione assurda – accusa l´ex sindaco Serra, che da sempre denuncia i problemi del postolimpico – ad Albertville, in Francia, la pista di bob del 1992 è ancora funzionante, e qui la fanno chiudere dopo 5 anni. Ma dove sono ora i vari politici di destra e sinistra che cinque anni fa tagliavano i nastri e stavano in prima fila in tribuna? Anche il Comune deve alzare la voce». Intanto, proprio oggi il Pd tiene una conferenza sul tema: “Coverciano della neve? Dalla Regione Piemonte cala il silenzio”.