Sulla Tav l’aut aut di Settimo

Alessandro Mondo – LaStampa
Sì alla Torino-Lione, ma non a scatola chiusa. A cinque giorni dal vertice a Palazzo Chigi, convocato martedì prossimo, un’altra ombra si agita sul fronte sempre in fermento della Tav.

Il nuovo problema nasce a Settimo Torinese, dove il sindaco Aldo Corgiat lancia un aut aut alla Regione, alla Provincia e all’Osservatorio guidato da Mario Virano: o le esigenze sollevate dall’amministrazione (l’ultima volta mercoledì, in Prefettura) otterranno risposta, oppure i fautori della Torino-Lione si troveranno un altro bastone tra le ruote. Di quelli robusti.

La richiesta-principe riguarda l’interramento dei circa due chilometri della linea storica Torino-Milano che attraversa il comune: malcontati, sono 150 milioni. Il medesimo comune dove, per la precisione, corre anche la tratta ad alta velocità della Torino-Milano e in prospettiva la Tav. Tre linee, tutte in superficie, nello stesso territorio: impensabile, secondo Corgiat.

Un modo per alzare la posta in vista del summit romano? Chi conosce il coriaceo primo cittadino giura di no. Non a caso, nella sua agenda si sono già materializzati due appuntamenti con Antonio Saitta e Barbara Bonino, vale a dire Provincia e Regione, entrambi previsti domani. Non a caso Stefano Esposito, deputato Pd, invita a non sottovalutare questa partita: «Conosco la disponibilità di Corgiat verso la Tav ma anche i problemi legati a un’infrastrutturazione pesante del suo territorio. Invito tutti a non produrre una frattura nel rapporto positivo con Settimo su un percorso ormai al buono. Va trattato come gli altri nodi». Segue una postilla, squisitamente politica: «Non vorrei che Settimo, solo perchè guidato dal centrosinistra, fosse discriminato rispetto a due comuni amministrati dal centrodestra».

Nel dubbio, Corgiat ribadisce il concetto: «Chiediamo l’interramento della linea storica per Milano, il che presuppone uno studio di fattibilità da parte di Rfi, e che Settimo venga considerato a tutti gli effetti un nodo strategico: come Susa, dov’è prevista la stazione internazionale, e Orbassano, dove sarà valorizzato lo snodo per le merci all’Interporto. Finora abbiamo ricevuto solo rassicurazioni». Segue l’avvertimento: «In assenza di un impegno forte di Regione e Provincia al tavolo di Palazzo Chigi, e di uno studio di fattibilità, potremmo riconsiderare la nostra posizione: dalla localizzazione dei cantieri a percorsi alternativi per la Tav».

L’uscita è tanto più singolare se si considera che Settimo, dove inizierà la tratta italiana del super-treno, è da sempre ascrivibile ai comuni Sì-Tav, che rappresenta uno degli snodi strategici della linea nell’area metropolitana e che sarà tra i primi comuni ad essere interessato dai mega-cantieri. A maggior ragione, se prevarrà l’ipotesi del «progetto low-cost», la soluzione che prevede di dare la priorità nei lavori al nodo di Torino e al tunnel di base.

Insomma: uno stop nel quadrante dell’area metropolitana è un lusso che i fautori della Torino-Lione, sempre in bilico, non possono permettersi. A proposito di Rfi, quindi di Ferrovie, ieri l’ad Mauro Moretti, da Venezia, ha detto che «il problema più grande, il numero uno in Italia, è il completamento della Tav Milano-Venezia».

Immediate le repliche a Corgiat. «In questi anni Settimo ha dato molto, le sue richieste vanno riconosciute – risponde Mario Virano, presidente dell’Osservatorio -. Il problema è che la delega degli esponenti di Rfi al nostro tavolo si limita alla Tav, l’interramento della linea storica per Milano esula dal loro mandato. O lo si amplia, oppure bisognerà istituire una sessione parallela». Di rigore, secondo Virano, lo studio di fattibilità per preventivare i costi dell’intervento e ragionare su dati affidabili. Ne conviene Paolo Foietta: «E’ una delle proposte che la Provincia avanzerà al tavolo di Palazzo Chigi. Certo è che Settimo, Susa e Orbassano hanno pari dignità». D’accordo anche Saitta: «Occorre aprire una negoziazione con le Ferrovie per definire tempi, costi e modalità dell’interramento della linea per Milano». Partita aperta.