Archive for maggio 2011


ELPA: “E’ URGENTE L’INTERVENTO DELLA REGIONE”

maggio 31st, 2011 — 3:49pm

L’On. Stefano ESPOSITO (PD) ha incontrato questo pomeriggio i 20 giovani addetti dell’Elpa, la società che gestisce il servizio di svuotatura delle cassette postali a Torino e la consegna a domicilio dei quotidiani il sabato e che rischiano di perdere il lavoro a seguito della decisione delle Poste Italiana di internalizzare il servizio. “Siamo di fronte a un’altra brutta vicenda che vede i lavoratori lasciati soli e senza prospettive. L’Elpa si era aggiudicata nel dicembre 2010 un appalto della durata di 30 mesi ma le Poste hanno deciso diversamente, con la conseguenza di lasciare senza lavoro i 20 addetti. Dal momento che è stata concessa una proroga di un mese, bisogna agire rapidamente per trovare un’adeguata soluzione. E’ indispensabile l’intervento della Regione Piemonte e dell’Assessore Porchietto affinché si convochi un tavolo con l’obiettivo del mantenimento dei posti di lavoro”.

Il consigliere regionale Roberto PLACIDO (PD) presenterà nei prossimi giorni un’interrogazione a risposta immediata (question time) per sapere cosa intenda fare l’Assessore a salvaguardia dei lavoratori dell’Elpa.

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I 20 addetti della Elpa senza lavoro

maggio 31st, 2011 — 3:31pm

LaStampa

Disperati i 20 addetti della Elpa, la società che da anni gestisce l’appalto esterno delle Poste per lo svuotamento delle cassette delle lettere. Oggi potrebbe essere il loro ultimo giorno di lavoro e minacciano, se non ci sarà una soluzione, di incatenarsi alla cancellata della sede piemontese delle Poste. L’azienda ha loro comunicato che – visto che le Poste vogliono reinternalizzare la mansione – verranno lasciati a casa. Dicono: «Per noi da anni vale la clausola sociale e abbiamo sempre lavorato anche se cambiava la ditta che vinceva l’appalto: adesso se le Poste vogliono far svolgere a loro dipendenti quella mansione ci devono assumere». Il deputato del Pd Stefano Esposito, che sta seguendo la vertenza, dice: «Inammissibile licenziare questi lavoratori: occorre un tavolo regionale».

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Tav: il Pd al presidio Cisl a Susa

maggio 29th, 2011 — 5:05pm

Bragantini: chiediamo al Governo uno straordinario sforzo di comunicazione sul Tav. Il Partito Democratico di Torino aderisce all’iniziativa promossa dalla Cisl, che ha organizzato un presidio a Susa martedì 31 maggio, alle ore 9.30 per manifestare la propria solidarietá ai lavoratori, che sono stati bersaglio della sassaiola dello scorso lunedì. Il Segretario del Partito Democratico di Torino Paola Bragantini si associa alle parole pronunciate dai segretari regionale e provinciale dell’organizzazione sindacale Giovanna Ventura e Nanni Tosco, auspicando che il presidio sia un’occasione per riaffermare il principio della non violenza. “Aderiamo allo spirito della manifestazione, esprimendo tuttavia rammarico per il fatto che l’organizzazione di tale iniziativa non sia nata nell’alveo di un percorso unitario con il coinvolgimento delle altre sigle sindacali. Il Partito Democratico ritiene che sia necessario uno sforzo straordinario per informare i cittadini in merito al senso e all’utilità dell’infrastruttura; solo in questo modo la tensione in val Susa potrà diminuire e la realizzazione di un’opera così importante cesserà di essere un problema di ordine pubblico. Occorre che il Governo promuova una campagna di comunicazione diretta ai cittadini della Val di Susa. Altrimenti si rischia di ingenerare un cortocircuito di manifestazioni pro e contro il completamento del Corridoio Cinque, contribuendo ad esacerbare il clima. Auspichiamo che il cantiere di Chiomonte possa finalmente essere aperto, in osservanza dei tempi previsti dall’Unione Europea per ottenere i primi finanziamenti per l’opera, nell’interesse dei nostri territori. Mi riferisco alle importanti ricadute sul piano occupazionale; alle opportunità commerciali, che possono accrescere il potenziale economico dei nostri territori; ai benefici sul sistema dei trasporti e delle spedizioni con l’ammodernamento di nodi logistici di prioritaria importanza per lo sviluppo dell’area torinese. Non possiamo permetterci che lo sviluppo della nostra area rimanga appeso all’incertezza della realizzazione di questa infrastruttura”.

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Tav, i sassi dividono i sindaci della valle

maggio 26th, 2011 — 8:52am

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

Il giorno dopo la sassaiola di Chiomonte le diverse anime dell´opposizione all´opera si ritrovano a Bussoleno: un incontro di oltre due ore ieri pomeriggio tra Sandro Plano, nove amministratori dei Comuni della bassa valle, le liste civiche, i Movimenti e i comitati di lotta contro i cantieri. Un vertice che arriva alla fine di una giornata difficile, dopo le dichiarazioni del Presidente della Comunità montana sulle compensazioni che, sostiene Plano, sono il nodo del consenso.

«Se mi tagliano una gamba non c´è compensazione che tenga» sostiene Dario Fracchia, eletto sindaco di Sant´Ambrogio di Susa con la lista civica No Tav. «E comunque i soldi per le compensazioni non ci sono… nemmeno quelli già promessi mille volte» aggiunge. È invece più duro il commento di Luigi Casel, coordinatore delle liste civiche No Tav: «Serve un chiarimento: per noi quel tema non esiste, perché quando devasti un territorio non c´è nessuna compensazione possibile». «Abbiamo idee divergenti, ma ci unisce il No all´opera» è la sintesi di Sandro Plano all´uscita dall´incontro.

L´apertura sulle compensazione è invece apprezzata dai “nemici storici” di Plano, i parlamentari Giorgio Merlo e Stefano Esposito, secondo i quali «Plano, pur confermando la sua contrarietà all´opera, apre una questione di merito e affronta gli stessi temi della mozione parlamentare del Pd. Siamo d´accordo con lui: la Valle attende dal Governo soldi veri e non promesse».

Non si fida invece Enzo Ghigo, che parla di «dichiarazioni ambigue e contradditorie» e auspica «che la responsabilità dei sindaci abbia il sopravvento sulle irresponsabilità del presidente Plano che punta solo al proprio tornaconto politico». Gli fa eco il sindaco di Giaveno e vice coordinatrice provinciale del Pdl, Daniela Ruffino, che si chiede se si tratti di «virata opportunistica o reale presa di distanza», accusando «una certa politica di sinistra di indossare diverse giacche».

Ma non è quella delle compensazione l´unica graticola per Plano che ieri sera ha convocato l´assemblea dei quaranta sindaci della comunità montana, disertata da quelli del centrodestra che non intendono affrontare in quella sede il tema della Tav. Da stabilire l´atteggiamento che gli amministratori dovranno tenere nei prossimi giorni, quando a Chiomonte la situazione potrebbe tornare critica. La linea di Plano, frutto delle richieste che i movimenti hanno portato nel vertice pomeridiano, è: i sindaci ribadiscono la contrarietà all´opera e partecipano a tutte le manifestazioni No Tav, a patto che si svolgano nella legalità e senza violenze, e, in caso di scontri, si impegnano a mediare, come è già avvenuto lunedì notte, quando Plano si è recato al presidio portando la proposta di tregua delle forze dell´ordine.

È contrario Antonio Ferrentino, che prende nettamente le distanze dai Movimenti. «Io partecipo solo alle iniziative organizzate dagli amministratori. La sassaiola di lunedì contro gli operai cambia le carte in tavola: dopo quello sindaci non possono offrire alcun tipo di copertura al movimento».

È di ieri anche l´attacco al Movimento No Tav di Raffaele Bonanni che, dalla Fiera della Contrattazione organizzata dalla Cisl a Bergamo, ha definito «fascisti che fanno violenza» i manifestanti che lunedì a Chiomonte hanno «aggredito i lavoratori». «Reagiremo» ha annunciato, promettendo «un´iniziativa a Chiomonte per difendere la dignità dei lavoratori che sono lì per guadagnarsi il loro stipendio». Dovrebbero invece andarsene dal presidio, ma non hanno intenzione di farlo, i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle che hanno trasferito alla Maddalena una sede distaccata del proprio ufficio. Il presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo ha negato l´o.k. alla richiesta di Bono e Biolè perché l´ufficio assegnato è a Torino, in più lassù non vale la «copertura degli infortuni lavorativi» per i dipendenti.

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Corrispondenza con Diego Novelli

maggio 25th, 2011 — 5:00pm

Da un articolo di Nuova Società nasce questa corrispondenza, ho chiesto a diego novelli una parola di condanna nei confronti di coloro che l’altra notte hanno lanciato pietre contro operai e poliziotti. Non ho ancora ricevuto risposta. Diego Novelli, di cui conosco anche io la storia di difensore della democrazia, non ha ancora pronunciato una parola di condanna nei confronti dei NoTav violenti

Per contro invece, vorrebbe spiegare a me quando parlare e di cosa parlare. Francamente pur rispettando una figura storiaca come la sua, non mi faccio spiegare da nessuno quando e su cosa intervenire nel dibattito politico.

L’onorevole Stefano Esposito ancora una volta ha sentito il bisogno di esternare alcuni pensieri che lasciano di stucco, indipendentemente dal sì o dal no a favore del Tav. Il fatto che un esponente di un partito che si definisce tra l’altro democratico auspica di fatto la militarizzazione della Val di Susa con l’intervento armato dell’esercito è di una gravità che non ha bisogno di ulteriori commenti.

Dopo aver rivendicato il rispetto delle idee altrui, il succitato logorroico deputato del Pd definisce tout court «fascisti» i grillini. Per fortuna della democrazia italiana, personaggi come questo Esposito rappresentano un’infima minoranza del partito di Pierluigi Bersani. Consigliamo comunque ai dirigenti di questo partito di trovare un antidoto alla verbosità se vogliono limitare i danni di questo suo vizietto. E soprattutto fargli sapere che il linguaggio che ogni esponente politico usa ha un’importanza non secondaria. Scriveva Carlo Levi che «le parole sono pietre». Quindi, soprattutto gli aggettivi, non possono essere usati a casaccio soltanto per far parlare di sé ed avere quattro miserabili righe di citazione su un giornale.

Gentilissimo On. Novelli,
leggo con interesse le Sue considerazioni sulla mia proposta, peraltro non nuova, di istituire un sito di interesse nazionale strategico o sito militare per garantire l’apertura del cantiere della Torino-Lione alla Maddalena.
Ovviamente ognuno è libero di usare gli aggettivi che preferisce per giudicare le opinioni, ma non è legittimo dire cose diverse da quelle che sono. Infatti, Lei non ha ritenuto di dire una sola parola di condanna nei confronti di quei teppisti che la notte scorsa hanno preso a sassate operai e poliziotti per impedire che si potessero avviare i lavori. Le ricordo che su questa scelta esiste una posizione comune tra tutte le istituzioni: Governo, Parlamento, Regione, Provincia. Ovviamente la cosa non mi sorprende, la Sua opinione è a me nota da tempo e quindi usa legittimamente il Suo giornale web per dare una sponda politica a quel movimento senza, purtroppo, prendere le distanze dai violenti.
Colgo l’occasione per ribadire che senza una scelta netta come quella del sito di interesse nazionale strategico, non ci sarà modo di garantire a chi vuole protestare legalmente contro l’opera di farlo e di colpire con la durezza necessaria, vivendo noi in uno Stato democratico, chi delinque usando la violenza per impedire che una scelta democraticamente assunta venga praticata.
Sui grillini confermo quanto dichiarato al Suo giornale, peccato che la Sua difesa sia chiaramente strumentale e demagogica, avendo accuratamente evitato di ricordare nel Suo articolo quale sia la ragione della mia dichiarazione.
Le confermo che continuerò la mia battaglia, convinto che la diversità tra le nostre opinioni sia naturale in quanto espressione di due mondi che per ragioni anagrafiche si sono formati in tempi molto diversi.
Naturalmente Lei crede di essere migliore di me e io non intendo, su questo punto toglierLe alcuna certezza.
Se riterrà di pubblicare questa mia lettera ne sarei lieto.

RISPOSTA DI DIEGO NOVELLI
Chi conosce la mia lunga militanza sa benissimo che sono sempre stato contro ogni forma di violenza e anche in occasione di alcuni atti verificatisi in Val di Susa questo giornale non è mai stato indifferente. Circa le questioni anagrafiche, non è colpa mia se sono nato qualche decennio prima dell’onorevole Stefano Esposito, questo però non gli dà titolo di considerarsi più inytelligente, più furbo, più preparato di quelli che sono nati prima di lui. La questione sulla quale invitiamo lo scrivente a riflettere è la sua logorrea. È mai possibile che a ogni stormir di fronda ci debba essere una sua dichiarazione sempre con toni esacerbati? Lo invitiamo a riflettere nell’interesse suo e della parte politica che lui ritiene di sostenere.

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Vento a Favore

maggio 25th, 2011 — 2:39pm

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DOPO LE PAROLE DI PLANO, IL GOVERNO DICA SE CI SONO I SOLDI”.

maggio 25th, 2011 — 11:07am

Ferma restando la necessità che il cantiere di Chiomonte venga avviato e che i gruppi di violenti siano isolati, leggiamo con grande interesse le dichiarazioni del Presidente Plano. Pur nella nota diversità di opinioni sull’utilità della TAV, riteniamo che su alcune questioni abbia ragione, in particolare sul fatto che la Valle di Susa attende soldi veri e non promesse.

Come PD abbiamo più volte denunciato il ritardo e l’atteggiamento troppo vago del Governo che in questi anni non ha mai concretizzato le promesse di finanziamento del piano strategico e del sistema ferroviario metropolitano. Servono immediatamente risorse per il trasporto pubblico locale e non solo qualche euro per fare un maquillage delle stazioni.

Nelle sue dichiarazioni Plano, pur confermando la sua contrarietà all’opera, una posizione di dissenso che merita rispetto, affronta una discussione di merito parlando chiaramente del tema delle compensazioni e utilizzando gli stessi argomenti della Mozione parlamentare del PD, approvata dal Parlamento, con la quale vincolavamo il Governo al rigoroso rispetto del cronoprogramma dell’opera e degli impegni presi nei confronti del territorio.

In occasione dell’ultimo tavolo istituzionale eravamo tra coloro che ritenevano sbagliato l’aver escluso Plano e gli amministratori contrari all’opera. Dopo le dichiarazioni di quest’oggi, è giusto andare a verificare se quelle di Plano sono parole di circostanza (ma non lo crediamo) o se su questo terreno vi sia la possibilità di aprire un confronto serio e sul merito. Pertanto, chiediamo al Ministro Matteoli e al Sottosegretario Letta di convocare rapidamente un incontro con Plano e gli amministratori valsusini, alla presenza del Presidente dell’Osservatorio Mario Virano, affinché il Governo mostri le carte e, in modo netto e chiaro, una volta per tutte confermi se i soldi sono veri o finti.

Il PD da sempre considera la nuova linea ferroviaria Torino-Lione un’opera strategica, ma non in quanto dogma di fede, ma nella convinzione che rappresenterà una grande occasione di rilancio e di sviluppo anche per la Valle. Tale condizione potrebbe venir meno qualora il Governo continuasse a non dare risposte. Invitiamo la Regione e la Provincia a considerare con molta attenzione gli argomenti illustrati dal Presidente Plano e ad adoperarsi nei confronti del Governo affinché si giunga a un rapido incontro chiarificatore che potrebbe avviare una nuova stagione di relazioni tra i diversi livelli istituzionali.

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Fassino: “Condanno i disordini” Bonino: “Garantire il via ai lavori”

maggio 25th, 2011 — 6:38am

MARCO TRABUCCO – repubblica
La condanna della sassaiola in Val Susa arriva questa volta da ogni parte e coinvolge tutti i partiti. Dal Pd il coro di no è compatto: «Qualsiasi persona democratica – dice il neo sindaco Piero Fassino – non può che condannare i disordini contro l´apertura del cantiere di Chiomonte. Ritengo incomprensibile e colpevole l´atteggiamento violento di alcuni facinorosi. La Tav è necessaria a Torino e al Piemonte se vogliamo rilanciare lo sviluppo e creare occupazione». Duro il presidente della Provincia Antonio Saitta: «I cantieri per la Torino-Lione non devono essere considerati luoghi di richiamo per teppisti. A questo punto il problema impegna esclusivamente il governo e le forze dell´ordine: servono la capacità e l´intelligenza usate finora perché non si cada in strumentalizzazioni politiche». Parole di condanna arrivano anche dal Pd valsusino: «I circoli Pd della Val Susa e della Val Sangone condannano le provocazioni e le forme di protesta utilizzate ieri notte: riteniamo inaccettabile il lancio di sassi contro i lavoratori, gli automobilisti e le forze dell´ordine e invitiamo tutti a mantenere la via del dialogo e della legalità». Parole accolte con un sospiro di sollievo dai vertici del Pd piemontese: «Abbiamo molto apprezzato la presa di posizione dei nostri circoli» dicono i segretari piemontese e torinese del Pd, Gianfranco Morgando e Paola Bragantini. E aggiungono: «Quanto avvenuto la scorsa notte è preoccupante. È la conferma che una minoranza del movimento No Tav è intenzionata a impedire l´apertura dei cantieri ricorrendo ad azioni degne di una paraguerriglia rurale che sta al di fuori del recinto della legalità e della democrazia». Una proposta per uscire dal´empasse viene dai parlamentari del Stefano Esposito e Giorgio Merlo: «Creare un sito nazionale di interesse strategico o militare nella zona del cantiere. Permetterebbe ai No Tav di continuare a contestare legittimamente l´opera e, al contempo, di perseguire chi, invadendo il sito, viola deliberatamente le leggi in materia di ordine pubblico». Proposta che non piace però all´altro parlamentare Pd, Roberto Della Seta: «È insensato militarizzare la val Susa serve passo un indietro degli opposti estremismi pro o contro la Tav».
Uguale tono di condanna ma con sfumature diverse emerge invece nelle dichiarazioni del centrodestra. Se il presidente della Regione Roberto Cota ripete il suo invito alla calma, ma aggiunge la «solidarietà agli operai e alle forze dell´ordine che sono stati aggrediti da chi usa metodi che non c´entrano niente con la legittima manifestazione delle opinioni», dalle parole dell´assessore ai Trasporti regionale Barbara Bonino sembra invece trasparire quasi la delusione per il blitz dell´altra notte troppo blando: «Bisogna mettere subito in campo tutte le azioni per la sicurezza dell´area di cantiere a Chiomonte. Le istituzioni hanno il dovere di garantirne l´apertura. Non possiamo tradire la maggioranza silenziosa che vuole la Torino-Lione».

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TAV: ORA SERVE UN SITO STRATEGICO DI INTERESSE NAZIONALE PER FAR PARTIRE L’OPERA

maggio 24th, 2011 — 3:33pm

“Di fronte alla violenza e alla guerriglia in Val Susa patrocinata da settori, seppur minoritari, dei No Tav forse è opportuno riprendere la proposta – da noi già avanzata tempo fa – di creare un sito nazionale di interesse strategico o sito militare capace di favorire il decollo normale del cantiere della Torino.-Lione.

Una proposta, questa, che permetterebbe ai No Tav di continuare a contestare legittimamente – e rispettando le norme di legge – l’opera e, al contempo, di perseguire chi viola deliberatamente le leggi in materia di ordine pubblico.

Del resto, il dissenso è del tutto legittimo ma nessuno può scatenare una guerriglia per impedire la realizzazione di un’opera. Ora il Ministero dell’Interno e la Prefettura devono vagliare attentamente la bontà di questa proposta. Probabilmente l’unica realisticamente percorribile per potere far partire il cantiere della Torino-Lione. La violenza, comunque, va fermata definitivamente. Auspichiamo, infine, che questa proposta possa essere condivida da tutti parlamentari piemontesi”.

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Caso Askoll: Evitata la chiusura ma è appeso a un filo il destino dei lavoratori

maggio 20th, 2011 — 8:16am

Giuseppe Legato – LaStampa
La bella notizia, che rischia di essere l’unica, è che la Askoll di Moncalieri non chiuderà nell’immediato lo stabilimento di via Vittime del Vajont. Al tavolo regionale la società ha annunciato l’intenzione di ritirare la procedura di cessazione di attività. Feste, proclami e ottimismo. Peccato che le cose non stiano esattamente così. O perlomeno non solo in questi. Perchè Askoll ha detto chiaro e tondo «che non produrrà più a Moncalieri le pompe per elettrodomestici». E, visto che solo questa era la sua attività a Sanda-Vadò, non si capisce cosa farà in futuro. Su questo non una parola. È spuntata, invece, una promessa di piano industriale. Cosa preveda non si sa. Come non si conosce se il polo produttivo di Moncalieri rimarrà aperto con 5 o con 80 dipendenti. Intanto s’inaugura da giugno una procedura per crisi aziendale che, nella migliore delle ipotesi, allungherà – rispetto all’annuncio di chiusura – la cassa integrazione per altri due anni. Da qui la necessità di tenere alta la guardia sulle promesse così da non illudere i 208 lavoratori.

«Ora l’impegno della Regione – dicono gli assessori regionali Claudia Porchietto e Giovanna Quaglia rispettivamente titolari delle deleghe al Lavoro e al Bilancio – è quello di tentare tutte le strade per mantenere la capacità produttiva degli stabilimenti oggetto di crisi. Abbiamo già coinvolto il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e in tempi brevi prevedo un incontro con il Ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani». Più prudenti l’assessore provinciale al Lavoro, Carlo Chiama e il sindaco di Moncalieri Roberta Meo che ha partecipato al tavolo tecnico con l’assessore Francesco Maltese. «Evitare la chiusura immediata dello stabilimento è un risultato certamente positivo. Detto ciò spiega Meo – rimane una forte preoccupazione per gli esiti occupazionali» . Chiama rincara la dose: «Va verificata la reale disponibilità della Askoll a garantire un futuro produttivo allo stabilimento. Per fare ciò però bisogna aspettare il piano industriale». A questo punto i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) chiederanno ai lavoratori di interrompere la protesta e di rimuovere il blocco ai cancelli dello stabilimento.

«È un primo importante passo per il quale ho lavorato e che mette oggi le parti in condizione di trattare il futuro di Askoll e che dà speranza ai lavoratori e alle loro famiglie». Lo ha detto il neo sindaco di Torino Piero Fassino soddisfatto per la decisione dell’Azienda di ritirare la procedura di cessata attività dello stabilimento di Moncalieri, dove si era recato domenica scorsa per incontrare i lavoratori dell’Azienda in un presidio davanti ai cancelli.

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