Il governo è senza maggioranza in politica estera

Il governo non è autonomo in politica estera e agisce in sede internazionale con grave dilettantismo esponendo al ridicolo l’intera nazione. I distinguo della Lega sulla guerra in Libia sono la prova che la maggioranza non c’è più, o meglio, che c’è solo quando si tratta di votare norme e provvedimenti che riguardano i problemi giudiziari del presidente del Consiglio. Una maggioranza ad personam, dunque, che naviga a vista e che accetta, come se nulla fosse, la presenza di un partito che strumentalizza cinicamente il conflitto libico. Quello della Lega non è certo pacifismo, ma bieco opportunismo pre-elettorale: per questo abbiamo presentato una mozione parlamentare per fare chiarezza su quale sia la posizione del governo italiano in Libia e su quali siano le posizioni dei partiti che supportano l’azione dell’esecutivo. Per noi valgono le deliberazioni adottate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite che autorizzano operazioni militari solo per evitare che il regime di Gheddafi possa massacrare le popolazioni ribelli. Far finta di non vedere il drammatico aggravarsi della situazione umanitaria in Libia, dove si stanno consumando vere e proprie stragi di civili per mano dei lealisti di Gheddafi, è da irresponsabili. I civili devono essere protetti dai colpi di coda del regime militare senza se e senza ma. Non possiamo abbandonarli. Martedì 3 maggio il Parlamento voterà la mozione del Pd, si capirà a quel punto se la maggioranza è in grado di confermare l’impegno italiano nelle linee essenziali del mandato Onu o se non è più in grado di sostenere autonomamente il nostro impegno militare. In quel caso sarebbe crisi di governo.