Thyssen: “Dovrebbero applaudire i lavoratori morti”

RAPHAËL ZANOTTI – LaStampa

Sentenza sulla Thyssen ancora troppo recente per non incendiare gli animi. Ieri, mentre parole di sconcerto e condanna arrivavano rispetto all’applauso tributato sabato dalla Confindustria riunita a Bergamo in favore di Harald Espenhahn, l’amministratore delegato di Thyssenkrupp Italia condannato a 16 anni e mezzo per omicidio con dolo eventuale per la morte dei sette operai nell’acciaieria di Torino, i familiari delle vittime interrompevano uno degli avvocati della difesa a un incontro pubblico organizzato alla Provincia di Torino.

Ezio Audisio, uno dei difensori di Espenhahn, stava criticando alcuni commenti dei politici a suo dire poco a conoscenza delle carte processuali, quando dalla platea un padre e una madre degli operai arsi vivi nel febbraio 2007, si sono alzati urlandogli contro: «Assassini». Il legale si è rifiutato di andare avanti: «Mi era stato promesso un dibattito di tutt’altro genere» ha detto rivolgendosi a Massimiliano Quirico, direttore del periodico «Sicurezza e Lavoro», organizzatore dell’incontro. Altri familiari hanno cercato di placare i due genitori per permettere al legale di continuare il suo pensiero, ma tutto è stato inutile. «Dovete scusarci – hanno detto al termine dell’incontro – ma quell’applauso a Bergamo ci ha straziato il cuore».

Un gesto che ha senz’altro colpito, tanto da essere stato commentato da più parti. Il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani, ha parlato di «applauso tendenzialmente improprio», mentre il collega Maurizio Sacconi, ministro del Lavoro, ha tentato di gettare acqua sul fuoco: «Caso chiuso, Cisl e Uil hanno sottolineato quanto Confindustria e le organizzazioni sindacali stiano lavorando insieme per migliorare le condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro». Poco prima erano arrivate le prese di posizione di Luigi Angeletti, segretario generale Uil («caso per nulla gradevole») e di Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl («La tragedia della Thyssen e le sue conseguenze hanno fatto prendere coscienza del problema a imprenditori e sindacati che ora lavorano insieme»). Più dura Susanna Camusso, segretario generale Cgil: «L’applauso è stato una manifestazione eccessiva di fronte a una delle più orrende stragi sul lavoro dell’ultimo periodo».

Toni accesi da parte dei politici locali. Per il governatore leghista Roberto Cota «l’applauso è sbagliatissimo, spero che gli imprenditori chiedano scusa». Per Carlo Chiama, assessore provinciale al Lavoro, «le parole della Marcegaglia sono gravi» mentre l’assessore regionale Claudia Porchietto ha rifiutato il gesto «come imprenditrice prima che assessore». I parlamentari Pd Giorgio Merlo e Stefano Esposito hanno parlato di gesto «semplicemente incommentabile».

Gli imprenditori, tuttavia, anche ieri hanno continuato a contestare la sentenza di Torino. Per Luigi Abete, presidente Assonime, «a Torino si sono applicate norme, quelle sul dolo eventuale, che vanno oltre l’effettiva responsabilità delle persone». Mentre Vincenzo Ilotte, presidente dell’Amma, ha invitato i magistrati «a lavorare insieme per la prevenzione, invece che sulla sanzione: giudicare col senno del poi è facile».