Corso Marche, la variante lampo che dilania il centrosinistra

LoSpiffero
Un Consiglio comunale a tre giorni dal voto approverà una variante al piano regolatore che prevede il trasferimento di Alenia da corso Marche a Caselle e la riqualificazione di quell’area ad opera di Finmeccanica che, nel perimetro entro cui oggi insistono gli stabilimenti dell’azienda aerospaziale, realizzerà tra le altre cose un grande centro commerciale. Un’operazione da approvare in tutta fretta con buona pace dei sindacati, che per giorni hanno chiesto lumi sul piano industriale di Alenia e sulle ripercussioni che potrebbe avere il trasferimento degli stabilimenti di corso Marche. Il presidente della Sala Rossa Beppe Castronovo aveva giocato di sponda con i rappresentati dei lavoratori, in particolare la Fiom, tentando di far slittare l’approvazione di questo provvedimento, ma la maggioranza e il Pd in particolare hanno tenuto il punto in modo compatto: “La approveremo prima delle elezioni”. E così sarà.

A rendere ancor più sospetta l’operazione è la scelta da parte di Finmeccanica di affidare l’appalto al consorzio Csi di Verona, di cui detengono piccole quote azionarie anche i costruttori Gavio e Rosso. «L’operatore scelto da Finmeccanica taglia via di fatto tutto il tessuto industriale del nostro territorio» tuona il deputato del Partito democratico Stefano Esposito, che annuncia una interpellanza alla Camera per chiedere al Governo informazioni sulla scelta compiuta da Finmeccanica, il cui azionista di riferimento è il ministro dell’Economia che ne detiene circa un terzo del pacchetto azionario.

Il ragionamento di Esposito è chiaro: Finmeccanica è un’azienda pubblica, che grazie a un provvedimento del Comune di Torino potrà riqualificare, secondo un progetto concordato con l’amministrazione, un’area quanto mai strategica per i cambiamenti che la interesseranno nel prossimo futuro, a partire dal passante. Per questo Palazzo di Città non può assistere senza colpo ferire alla scelta di coinvolgere un’azienda veneta, anziché torinese. «In realtà l’amministrazione si è occupata di come cambierà quell’area, cioè di cosa verrà fatto. Non di chi realizzerà il progetto» spiega un consigliere comunale democratico, particolarmente vicino al sindaco Sergio Chiamparino.

Restano i dubbi su un provvedimento che verrà approvato in fretta e furia, tra mugugni e incertezze, a 72 ore dalle elezioni che designeranno il successore di Chiamparino, il quale non ha ancora chiarito il motivo di tanta fretta.