Oggi in corteo i lavoratori della Askoll “Salvateci”

LaStampa
Il corteo dei lavoratori partirà oggi alle 14,30 da via Postiglione e arriverà fino alla sede della Askoll di Moncalieri, in via Vittime del Vajont, dove, da due giorni ormai, si registra lo stato di agitazione tra le maestranze. Motivo? La direzione della fabbrica che produce motorini e pompe per lavatrici per le maggiori multinazionali europee, ha annunciato che a giugno aprirà una procedura unilaterale di cassa integrazione per i 208 dipendenti. Allo scadere degli ammortizzatori – e cioè fra 12 mesi – l’attività chiuderà i battenti.

Tutti a casa dunque. Senza lavoro. Una prospettiva che accende la protesta e che porterà nei prossimi giorni la questione-Askoll sui tavoli provinciali e regionali: «Impensabile – dicono dai sindacati di categoria (Cisl e Cgil) – che la questione finisca cosi. Nel silenzio». Anche il Comune si è mosso in soccorso dei lavoratori: l’assessore Francesco Maltese annuncia posizioni ufficiali in netto contrasto con la scelta di chiusura fatta dai vertici. Basterà per farli recedere? Domande per ora senza risposta.

Di certo c’è un’interrogazione parlamentare che gli onorevoli del Pd, Antonio Boccuzzi e Stefano Esposito, presenteranno nei prossimi giorni. «La vicenda dell’Askoll – si legge non è solo l’ennesima drammatica morte di uno stabilimento a causa della crisi, ma potrebbe avere l’aspetto di nuovo episodio poco chiaro come avvenuto per Agile-Eutelia. Anche qui ci potremmo trovarci in presenza di un’operazione volta ad acquisire un’azienda per poi svuotarla e licenziare i dipendenti. Perché se così non fosse, non si capirebbe la decisione di chiudere uno stabilimento che incide solo per il 18% sul passivo del gruppo di Vicenza, leader mondiale nella produzione di pompe per lavatrici».

I deputati sospettano che dietro alla decisione dell’azienda ci sia qualcosa di poco chiaro.