Stadio orfano della Juve Arrivano gli americani?

Maurizio Tropeano – LaStampa

È necessario trovare un punto di equilibrio per garantire che lo stadio Olimpico possa essere usato per ospitare più attività». Tom Dealessandri, vicesindaco uscente, precisa i confini che dovrebbero portare il Comune a disfarsi della gestione dell’impianto sportivo affidandola all’esterno attraverso una gara ad evidenza pubblica. E quel vincolo significa che nel bando di gara sarà prevista la convivenza delle partite del Torino calcio con l’organizzazione di grandi eventi spettacolari, gli unici che possono permettere ad un privato di coprire gli altissimi costi di gestione della struttura: 850 mila euro l’anno.

La scelta dell’amministrazione comunale, infatti, è dettata dalla necessità di evitare di tirar fuori ogni anno circa 600 mila euro praticamente a fondo perduto. Già, perché con il ritorno della Juventus nel nuovo stadio delle Vallette il Comune dovrà accollarsi i 250 mila euro d’affitto pagati dalla società bianconera. La stessa cifra che il Torino continuerà a pagare se tornerà in A. Altrimenti la quota verrà dimezzata e il disavanzo sarà più alto di quello previsto.

Prima delle elezioni la giunta comunale ha approvato una delibera che fissa il canone di locazione per il Torino e stabilisce in dodici mesi la durata dell’accordo. Dunque, c’è un anno di tempo per decidere quale sarà il futuro dell’Olimpico. Dealessandri, che dovrebbe ricoprire ancora la carica di vicesindaco nella nuova giunta guidata da Piero Fassino, spiega: «Tramontata l’ipotesi di cessione dello stadio al Toro, così come concordato sotto la presidenza di Ciminelli, è evidente l’interesse della città a cercare attori privati che possano gestire la struttura e accollarsi le spese di gestione e manutenzione ordinaria e straordinaria».

Oltre alla volontà politica ci sarebbero anche i privati interessati a partecipare ad un’eventuale gara. Qualcosa si è mosso nelle scorse settimane quando, anche per iniziativa del parlamentare Pd Stefano Esposito, si è sbloccata la trattativa tra la società granata e gli americani di Live Nation (soci di maggioranza di Parcolimpico, la società che ha in gestione i siti di Torino 2006). In quell’incontro che ha permesso di organizzare il concerto di Vasco Rossi che suonerà il 2 settembre – il vicesindaco ha provato a sondare la loro disponibilità/interesse ad essere della partita.

Le risposte sarebbero state positive. Sia da parte del Torino, che però difficilmente potrebbe imbarcarsi da solo nella gestione extra-calcistica, sia da parte dei promoter americani. Giulio Muttoni, numero uno di Set Up e partner locale di Live Nation, spiega: «È evidente che la multinazionale americana è interessata a gestire una venue per gli spettacoli. Ma lo farebbe in via esclusiva. Questa è la strategia di mercato della multinazionale e io sono stato autorizzato a partecipare a quella riunione».

Le parole di Muttoni sembrano confermare l’interesse dei promoter musicali per la piazza di Torino che, tra le altre cose, registra una media di spettatori più alta di quella nazionale. Per ora, però, si studiano i numeri, si definiscono alcune ipotesi e si aspetta l’esito di alcune richieste. Ad esempio ottenere l’agibilità per 35 mila persone in occasione del concerto di Vasco permetterebbe all’Olimpico di consolidare la sua offerta per i grandi concerti «anche perché – ragiona Muttoni – è evidente che se una società ha un suo stadio ha tutto l’interesse a portarci la sua proposta culturale e artistica».

E per la stagione 2012 Live Nation ha in cartellone i Rolling Stone, Madonna e di nuovo gli U2. Ma anche artisti in grado di richiamare 10-15 mila persone che si potrebbero agevolmente ospitare in una curva. Ed è evidente che se ad occuparsi della gestione dello stadio dovesse essere Parcolimpico allora si «potrebbe utilizzare una struttura organizzativa già esistente e dunque realizzare significativi risparmi di costi», precisa Muttoni. Progetti che devono tener conto della necessità di garantire lo svolgimento del campionato di calcio del Torino e, in un prospettiva futura, della soluzione del problema dei parcheggi.