Caso Askoll: Evitata la chiusura ma è appeso a un filo il destino dei lavoratori

Giuseppe Legato – LaStampa
La bella notizia, che rischia di essere l’unica, è che la Askoll di Moncalieri non chiuderà nell’immediato lo stabilimento di via Vittime del Vajont. Al tavolo regionale la società ha annunciato l’intenzione di ritirare la procedura di cessazione di attività. Feste, proclami e ottimismo. Peccato che le cose non stiano esattamente così. O perlomeno non solo in questi. Perchè Askoll ha detto chiaro e tondo «che non produrrà più a Moncalieri le pompe per elettrodomestici». E, visto che solo questa era la sua attività a Sanda-Vadò, non si capisce cosa farà in futuro. Su questo non una parola. È spuntata, invece, una promessa di piano industriale. Cosa preveda non si sa. Come non si conosce se il polo produttivo di Moncalieri rimarrà aperto con 5 o con 80 dipendenti. Intanto s’inaugura da giugno una procedura per crisi aziendale che, nella migliore delle ipotesi, allungherà – rispetto all’annuncio di chiusura – la cassa integrazione per altri due anni. Da qui la necessità di tenere alta la guardia sulle promesse così da non illudere i 208 lavoratori.

«Ora l’impegno della Regione – dicono gli assessori regionali Claudia Porchietto e Giovanna Quaglia rispettivamente titolari delle deleghe al Lavoro e al Bilancio – è quello di tentare tutte le strade per mantenere la capacità produttiva degli stabilimenti oggetto di crisi. Abbiamo già coinvolto il Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi e in tempi brevi prevedo un incontro con il Ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani». Più prudenti l’assessore provinciale al Lavoro, Carlo Chiama e il sindaco di Moncalieri Roberta Meo che ha partecipato al tavolo tecnico con l’assessore Francesco Maltese. «Evitare la chiusura immediata dello stabilimento è un risultato certamente positivo. Detto ciò spiega Meo – rimane una forte preoccupazione per gli esiti occupazionali» . Chiama rincara la dose: «Va verificata la reale disponibilità della Askoll a garantire un futuro produttivo allo stabilimento. Per fare ciò però bisogna aspettare il piano industriale». A questo punto i sindacati (Cgil, Cisl e Uil) chiederanno ai lavoratori di interrompere la protesta e di rimuovere il blocco ai cancelli dello stabilimento.

«È un primo importante passo per il quale ho lavorato e che mette oggi le parti in condizione di trattare il futuro di Askoll e che dà speranza ai lavoratori e alle loro famiglie». Lo ha detto il neo sindaco di Torino Piero Fassino soddisfatto per la decisione dell’Azienda di ritirare la procedura di cessata attività dello stabilimento di Moncalieri, dove si era recato domenica scorsa per incontrare i lavoratori dell’Azienda in un presidio davanti ai cancelli.