Venduti a peso d’oro terreni e capannoni della fabbrica di carta

Giuseppe Legato – LaStampa
Cosa succede alla Ilte di Moncalieri? È la domanda che si stanno facendo in questi giorni i politici e i sindacati alla luce di un fatto accaduto qualche giorno fa. E cioè: la Ilte lavora in affitto nello stabilimento di Moncalieri. Da qualche mese, infatti, paga un canone per continuare a usufruire dei locali di via Postiglione. La proprietà, infatti, ha venduto nel 2010 i capannoni, i terreni alla società «Intercarta Real Estate srl» detenuta a maggioranza – da giugno 2010 – da quattro fratelli imprenditori di Pomezia. Che con la Ilte, indirettamente, hanno già avuto a che fare. Uno di loro, nel 2008, ha avviato un business proprio con Vittorio Farina attuale proprietario di Ilte. Insieme ad Alessandro Confalonieri crearono la «Mag International» società dalla quale nacque poi il free press «D News». La vendita dell’immobile, di per se, non sembra confermare una chiara volontà dell’azienda di rimanere sul territorio. Lo dice Giancarlo Chiapello, capogruppo dei Popolari in Consiglio comunale. «Il fatto – spiega che la struttura e i terreni siano stati venduti, non è un bel segno». A questo si aggiunge una storia emersa proprio in questi giorni. Ovvero: la «Intercarta Re» ha presentato al Comune di Moncalieri una domanda per la sistemazione di pannelli fotovoltaici sui prati, sulla copertura dei parcheggi e sullo stabilimento. Lara Calvani (Cgil) non si stupisce. «Non per forza deve essere un fatto negativo» dice. E aggiunge: «Potrebbe essere un modo per ammortizzare i costi di affitto». Sarà cosi, ma i dubbi rimangono. Danilo Lanè segretario del partito democratico ha chiesto un incontro al neo sindaco di Torino, Piero Fassino per parlare di politica e anche di Ilte. «Non ci piace questa situazione – dice – e non ci piace nemmeno il fatto che nessuno ci venga a spiegare cosa sta succedendo. Non possiamo permetterci di perdere Ilte nè ora nè tra dieci anni».

Per la cronaca la «Intercarta Re srl» ha ricevuto un finanziamento di 51 milioni di euro da un pool di bance : Unicredit, Sanpaolo e Monte dei Paschi di Siena. Una cifra ingente investita nell’acquisto dell’immobile di Moncalieri che gli istituti hanno erogato dopo essersi fatti assistere dallo studio legale Simmons&Simmons. La riconversione al fotovoltaico dei tetti e dei prati pare sia ferma, bloccata dal decreto milleproroghe in attesa di finanziamenti. Che succede allora? Di certo c’è il piano industriale di Ilte votato a maggioranza dei lavoratori che parla, per ora, di circa 250 esuberi strutturali al termine dei prossimi due anni.

Il fatto che una società immobiliare abbia acquisito i capannoni non piace all’onorevole del Pd Stefano Esposito che dice testualmente: «Faremo le barricate contro qualunque tentativo di trasformare un attività produttiva di pregio e storica in un’operazione immobiliare sia essa un centro commerciale o un intervento edilizio. Mi domando anche sulla base di quali sicurezze tre banche abbiano concesso un prestito cosi oneroso».

Di certo, anche in questo caso c’è che la Intercarta Re srl è detenuta dai quattro fratelli Brandizzi (quota di 5,250 milioni ciascuno) e per 3,5 milioni da Intercarta Spa i cui vertici sono sempre i fratelli in questione. Intercarta Spa si occupa proprio di carta da macero, anche di quella che produce la Ilte.