Sulla Tav Vattimo fa infuriare il Pd “Niente cantiere, l’Ue cancelli i fondi”

Maurizio Tropeano – LaStampa
Martedì sera Gianni Vattimo è salito al presidio No Tav di Chiomonte e come europarlamentare dell’Italia dei Valori ha certificato che alla scadenza della mezzanotte non è stato aperto il cantiere del cunicolo esplorativo di Chiomonte. E così il filosofo anche a nome di altri sei colleghi tra cui il nuovo sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, chiederà all’Ue di ritirare il finanziamento di 672 milioni. Vattimo non poteva sapere che la commissaria europea ai Trasporti, Siim Kallas, posticipa di trenta giorni la scadenza da rispettare da parte del Governo Italiano. Dunque, il tempo c’è ma secondo i comitati che si oppongono al progetto «l’apertura di questo cantiere si è ormai rivelata impossibile se non con l’uso della forza militare, come irresponsabilmente suggerito da alcuni esponenti della classe politica locale e nazionale». Dunque «l’inaffidabilità dell’Italia è ora certificata: l’Unione Europea deve ritirare il finanziamento.
Parole che insieme al comportamento di Vattimo fanno infuriare il Pd. Il parlamentare Giorgio Merlo attacca: «Ma l’Idv piemontese non aveva firmato il documento a favore dell’alta velocità di Confindustria Piemonte e Comitato Transpadana assumendosi così precisi impegni? Prima di sabotare un grande progetto forse è bene che un partito di governo come quello guidato da Antonio Di Pietro si metta d’accordo al suo interno». E conclude: «Checché ne dicano gli eurodeputati dell’Idv, l’unica cosa che non si deve fare adesso è quello di sospendere i finanziamenti dell’Ue».
Per Merlo ma anche per la Regione, gli altri enti locali e le forze economiche qual cantiere deve essere aperto a tutti i costi. E ieri in prefettura una delegazione della Coldiretti, i trattori del sindacato agricolo avevano aperto la marcia No Tav da Rivalta a Rivoli, ha accettato la proposta del prefetto, Alberto Di Pace, di partecipare insieme al presidente dell’Osservatorio Tav, Mario Virano «un tavolo permanente di monitoraggio e confronto mensile per valutare i problemi che questa grande infrastruttura genera al mondo agricolo». Secondo Riccardo Chiabrando, presidente provinciale, «nel corso dell’incontro Virano ha preso atto delle osservazioni della Coldiretti e, in parte, ha risposto, precisando che la progettazione è ancora in fase preliminare, quindi priva di cronoprogramma e di finanziamenti, eccezione fatta per il cantiere della Maddalena».