Moncalieri, oltre 200 esuberi: decine di coppie senza stipendio

Giuseppe Legato – LaStampa

Hanno condiviso tutto: il matrimonio, i figli, il lavoro. Adesso è il momento del boccone amaro da digerire insieme: la perdita del posto. A Moncalieri la chiamano la fabbrica delle famiglie. E un motivo c’è: sono decine le coppie che fino a ieri lavoravano insieme alla Askoll (ex Plaset ed ex Emerson), sul cui futuro sta calando il buio più nero proprio in queste ore.

L’ultima proposta dell’azienda – che produce pompe per lavatrici – è stata considerata «irricevibile» da Cgil, Cisl e Uil. Prevede che nello stabilimento di via Vittime del Vajont rimangano in 30. Fino a ieri i dipendenti erano 245 (nel 2008 erano 400, nel 2001 650). Una scelta drastica comunicata con risolutezza. Lo stesso non si può dire per lo stabilimento gemello di Asti, in cui 150 operai rimarranno al loro posto (organici comunque dimezzati).

Domani pomeriggio (oggi per chi legge) ci sarà in Regione l’incontro finale. Ore 14: si decide il futuro di 230 operai. Famiglie normali. Come quella di Antonio Carrozza e Santina Sammacca, entrambi impiegati nello stabilimento che volge alla chiusura. Hanno tre figli di 5, 10 e 12 anni. «Il mutuo scade tra un anno, abbiamo quasi finito». Altra coppia neo-disoccupata Grazia Carbotti Colucci e Pasquale Tirone: «Quando ci siamo sposati, 26 anni fa, abbiamo rinunciato al viaggio di nozze. Eravamo i custodi della fabbrica. Le ferie le abbiamo posticipate, la luna di miele aspettavamo di farla con la pensione. Anche stavolta ci andrà male».

Storia strana quella della Askoll perché l’azienda ha appena investito 7 milioni di euro in nuovi macchinari: «Li smonteranno e se li porteranno a Vicenza nel loro stabilimento principale» spiega Sergio Marini, anche lui sposato con una dipendente Askoll. Il piano industriale accettato dai lavoratori tre anni fa prevedeva più di 200 uscite. «Sono andati via tutti, siamo rimasti in 245 – racconta Laura Castellaro sposata con il carrellista Antonio Cataldo – e ora mandano via anche noi».

In Regione oggi si preannuncia una seduta fiume. E dai toni accesi. L’antipasto è il comunicato stampa degli onorevoli del Pd Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi che ieri hanno raggiunto i cancelli della fabbrica: «La decisione di chiudere di fatto lo stabilimento Askoll di Moncalieri è inaccettabile. Siamo di fronte a un nuovo killeraggio, a uno scempio di posti di lavoro. Si tratta di un vergognoso episodio di pirateria ad opera di bancarottieri senza scrupoli che acquistano aziende, le svuotano e poi licenziano i lavoratori. Le istituzioni devono intervenire urgentemente aggiungono Esposito e Boccuzzi – a cominciare dalla Regione Piemonte a cui a suo tempo chiedemmo di convocare un tavolo di crisi. Chiediamo al gruppo regionale del Pd di incalzare il Presidente Cota e l’Assessore Porchietto affinché quella dell’Askoll non sia l’ennesima morte silenziosa».