Sul post-olimpico Letta aiuta il Piemonte

Alessandro Mondo – LaStampa

Un incontro di venti minuti a Palazzo Chigi: troppo poco per scongiurare il rischio di vedersi scippare 40 milioni, abbastanza per segnare un punto a favore di un territorio che non vuole farsi prendere per il naso. A costo di puntare i piedi e inaugurare una battaglia per una volta bipartisan.

I 40 milioni rimandano ai fondi avanzati dalle Olimpiadi invernali di Torino 2006, caso più unico che raro: oggi sono in capo all’Agenzia omonima, impossibilitata a farne uso in assenza di un decreto del governo.

Il rischio è che a forza di pressioni più o meno esplicite questa somma, non esattamente spiccioli, venga dirottata per sostenere la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.

L’incontro ha visto confrontarsi Enzo Ghigo e Stefano Esposito, rispettivamente in quota Pdl e Pd, con il sottosegretario Gianni Letta. Presente l’assessore regionale al Turismo Alberto Cirio, promotore dell’iniziativa. Obiettivo: rivendicare il buon esito delle Olimpiadi torinesi, non solo in termini di ricadute economiche ma di risparmi, e chiedere che le risorse, una volta sbloccate, vengano reinvestite sul territorio. Per provvedere alla manutenzione degli ex-impianti olimpici in montagna e soprattutto garantirne la promozione. Il discorso riguarda la pista da bob di Cesana e i trampolini per il salto di Pragelato, passando per il palazzetto del ghiaccio di Pinerolo. «Tutta la Coverciano della neve», rimarca Cirio senza porre limiti alla Provvidenza.

Se son rose, fioriranno. E dovranno fiorire tra la fine di giugno e gli inizi di luglio, quando approderà alla Camera la mozione dedicata. Il documento, primo firmatario Esposito, è stato sottoscritto dai parlamentari piemontesi di tutti gli schieramenti – Lega compresa – a prescindere dal colore politico. Finalmente.

Ma questo è il futuro. Il presente è l’incontro con Letta, a quanto pare positivo. Il sottosegretario ha esordito ricordando come, dopo i lasciati dei Giochi di Atene e di Pechino, l’orientamento del Cio sia quello di scongiurare la costruzione di nuovi impianti faraonici destinati a prendere polvere quando si chiude il sipario degli eventi: cattedrali nel deserto. In questo senso, ha riconosciuto Letta, l’esperienza di Torino e del Piemonte è stata positiva. Da qui l’impegno a perorare la causa subalpina. «Il sottosegretario si è impegnato perchè il governo esprima parere favorevole alla nostra mozione – racconta Esposito -. Sarebbe il modo per rendere merito all’organizzazione e alla gestione di Giochi meno fortunosi e approssimativi di altri».

Ne conviene anche Ghigo. «Ringrazio il sottosegretario Letta, con il quale collaborammo molto bene durante i Giochi olimpici e che ci è sempre stato vicino – commenta il coordinatore regionale del Pdl -. Sono sicuro che anche questa volta non ci farà mancare il suo appoggio». «Letta ci è già venuto incontro due volte – ribadisce Cirio -: prorogando l’Agenzia al 2014 e ora dandoci rassicurazioni sui fondi. Ne approfitto per lanciare un avvertimento: nessuno tocchi i soldi dei piemontesi». Partita aperta.