Compensazioni, in bilico 400 milioni “Il governo deve muoversi subito”

A lanciare l’allarme la scorsa settimana era stata Confindustria Piemonte con l’invito a «blindare le compensazioni». Invito non accompagnato dall’indicazione dei rischi. In questi giorni i pericoli hanno preso forma. Il primo è legato alla prossima approvazione del «fasaggio» del progetto preliminare della Torino-Lione. La realizzazione graduale dei lavori si porta dietro un risparmio di circa 4 miliardi e questo significa che anche il valore delle compensazioni si riduce da circa 600 milioni a 250. Ammesso, e non concesso, che la percentuale prevista resti del 5% del valore complessivo. Già, perché qui nascono i problemi. Stefano Esposito, parlamentare del Pd, spiega: «Stiamo discutendo le norme del decreto sviluppo che modificano il codice appalti che introduce un tetto di spesa per le opere compensative nella misura massima del 2% del valore complessivo. Una percentuale che comprende anche le opere di mitigazione individuate dalla valutazione di impatto ambientale».

Se questa norma venisse applicata anche alla Torino-Lione i fondi per le opere di compensazione scenderebbero a un centinaio di milioni rendendo praticamente inattuabile il piano di sviluppo strategico elaborato dalla Provincia di Torino. Si spiega così l’allarme di Confindustria Piemonte e l’intervento di Esposito: «I ministri Matteoli e Tremonti devono da subito produrre un atto formale, sia esso una nota applicativa o una direttiva ministeriale, per indicare che il nuovo progetto della TorinoLione venga ricompreso come variante di quello del 2005».

Questa è l’unica possibilità per mantenere fissa la percentuale del 5%. Mario Virano, commissario straordinario della Torino-Lione, spiega: «Il nuovo progetto è riconosciuto a livello nazionale e internazionale come una variante, seppur radicale, del progetto del 2005». Se questa premessa è vera allora è «necessario aprire una trattativa perché la questione delle compensazioni si gioca su complessi elementi procedurali».

È probabile che la chiamata alle armi dei parlamentari piemontesi da parte di Confindustria – appuntamento domani mattina – servirà proprio per chiedere garanzie di un intervento del governo su questa materia. In quella sede Esposito chiederà «un ulteriore sforzo per reintegrare con uno stanziamento aggiuntivo i 500 milioni inizialmente previsti come fondi per le opere compensative».