Protesta bipartisan sulla Torino-Caselle “Nessun pedaggio”

Alessandro Mondo – LaStampa
Pedaggi: la protesta è bipartisan. Il discorso rimanda ai 10 chilometri del corridoio Torino-Caselle – oggi a scorrimento libero dopo i balzelli disposti da Anas e poi revocati su richiesta del Tar Piemonte (senza che nessuno si sia mai preoccupato di restituire ai cittadini i quattrini pagati indebitamente) – oggetto di una risoluzione presentata all’ottava commissione della Camera da due dei quattro parlamentari piemontesi presenti: Stefano Esposito del Pd, e Walter Togni della Lega Nord (gli altri due sono Agostino Ghiglia e Franco Stradella, entrambi in quota Pdl).

Obiettivo: chiedere lo stralcio dell’asse stradale in questione dal corposo elenco delle tratte e dei raccordi autostradali gestiti da Anas che il governo, tramite il decreto legge 78 del 2010, intende mettere a reddito: dalla Salerno-Reggio Calabria alla Bettolle-Perugia, dove ieri 300 Tir hanno sfilato per protesta, passando per il Grande Raccordo Anulare di Roma e, per l’appunto, la Torino-Caselle, con una media di oltre 40 mila passaggi al giorno (dato Ativa): 35-36 mila dalla Tangenziale Sud, 8 mila da quella Nord.

Tema delicatissimo, vedi i recenti battibecchi che hanno contrapposto il vicesegretario alle Infrastrutture Castelli e il sindaco di Roma Alemanno, sul quale anche in Piemonte è già stata chiamata in causa la magistratura. Fa fede la sentenza del Tar Piemonte che, su ricorso della Provincia di Torino, annullò gli aumenti disposti da Anas l’anno scorso, proprio di questi tempi, alle barriere di Bruere, Settimo e Falchera per «pedaggiare» indirettamente la Torino-Caselle (priva di barriere). Anche così, e nonostante gli ordini del giorno presentati alla Camera da maggioranza e opposizione contro i nuovi balzelli in tutta Italia, il governo intende tirare dritto: in vista del decreto attuativo, la scadenza è fissata entro fine anno, Anas si è già attivata per realizzare tramite bando un sistema di pedaggi con telecamere in grado di filmare la targa delle auto in entrata e in uscita.

Da qui l’iniziativa a firma di Esposito e Togni. «Il pedaggio sulla Torino-Caselle è sbagliato e ingiustificato, nonché penalizzante per la popolazione residente – esordiscono nella risoluzione che ora andrà discussa e votata in commissione -. La zona presenta un forte sviluppo industriale ed è frequentata soprattutto da pendolari che si spostano quotidianamente, pertanto l’imposizione del pedaggio si configura come una tassa iniqua a carico della popolazione e delle imprese». Non solo: l’assenza di una rete stradale alternativa «funzionale e idonea» promette di creare ingorghi e disagi sulle strade locali non appena la Torino-Caselle dovesse diventare a pagamento. Segue la richiesta: mantenerla a scorrimento libero o, in subordine, esentare i residenti e le imprese interessate, con i rispettivi lavoratori. In ogni caso, le entrate derivanti da un eventuale pedaggio dovranno essere vincolate alla manutenzione della tratta in questione.

Una levata di scudi bipartisan, si diceva, che trova riscontro anche sul nostro territorio. Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, che già promosse il ricorso, ribadisce la linea del «no» e pensa a nuove iniziative di lotta. La Regione, nella persona dell’assessore ai Trasporti Barbara Bonino, e lo stesso Ghiglia, capogruppo del Pdl in ottava commissione, difendono l’impianto del provvedimento del governo ma convengono sul fatto che la Torino-Caselle non ha le specifiche per applicarlo. La partita è aperta.