NON E’ IN DISCUSSIONE LA LEGITTIMITA’ DEL DISSENSO, MA LA COERENZA DELLE ALLEANZE E DEI PROGRAMMI

Nessuno mette in discussione la legittimità del dissenso, nella società, nelle istituzioni e nei partiti. Ci mancherebbe altro! Il tema, infatti non è il dissenso, bensì la necessità in un Paese democratico di realizzare decisioni prese, discusse, cambiate di nuovo e ridiscusse per quasi vent’anni. La democrazia non può essere eterna discussione fino a quando ci si adegua al volere delle minoranze.
Allo stesso modo, non è in discussione la legittimità del dissenso nella coalizione di centrosinistra, ma si tratta di riconoscere la Tav come uno degli assi strategici della nostra proposta di governo ed avere comportamenti coerenti. Andrea Buquicchio solleva dei dubbi sulla necessità dell’opera, ma ci chiediamo perché non ha espresso dubbi in Consiglio regionale durante il Governo Bresso quando era in maggioranza, né davanti alla Confindustria Piemonte quando ha firmato, nella veste di segretario dell’IDV, il documento sulla TAV del Comitato Transpadana. Un problema di coerenza che non può essere sacrificata perché si vuole rincorrere i Grillini e mettere il cappello sulle proteste.
L’intervento di Della Seta, poi, è incomprensibile. Della Seta fa parte del PD, seppur in minoranza, e non dovrebbe sentirsi chiamato in causa da una lettera che poneva il problema del programma di governo da costruire con gli alleati. Che il dissenso all’interno del PD sia ampiamente consentito lo dimostra lo stesso Della Seta, a cui nessuno impedisce di esprimere le proprie opinioni, anche se in contrasto con le posizioni prevalenti del partito stesso. Una democrazia questa, che non si trova nei partiti di destra, e, talvolta, neppure a sinistra come Vendola ben sa avendo a lungo frequentato Ferrero e soci.