Burlando e la Liguria “La Tav non ha senso”

Tropeano – LaStampa

Prima di uno scontro politico dentro il Pd è, soprattutto, una guerra tra territori. Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, da sempre si batte per dar forza all’alternativa costiera del corridoio 5, quella che passa da Genova e dà li attraverso il Terzo Valico sbuca in Piemonte per collegarsi con il Nord Europa e l’Est all’altezza di Novara. E così commentando gli scontri di domenica scorsa in Valsusa «il rischio è che la violenza impedisca di vedere le ragioni di chi protesta» – assesta un duro colpo alla Torino-Lione e al suo partito che la sostiene: «La Tav sia un’operazione senza senso. Ha costi enormi, i governi avrebbero avuto più difficoltà a riconoscerlo, i movimenti no».

Non è un caso che il segretario nazionale di Prc, Paolo Ferrero, dichiaratamente No Tav, plauda alla presa di posizione di Burlando.

Prima di uno scontro politico dentro il Pd è, soprattutto, una guerra tra territori. Claudio Burlando, presidente della Regione Liguria, da sempre si batte per dar forza all’alternativa costiera del corridoio 5, quella che passa da Genova e da lì attraverso il Terzo Valico sbuca in Piemonte per collegarsi con il Nord Europa e l’Est all’altezza di Novara. E così, commentando gli scontri di domenica scorsa in Valsusa – «Il rischio è che la violenza impedisca di vedere le ragioni di chi protesta» -, assesta un duro colpo alla Torino-Lione e al suo partito che la sostiene: «La Tav è un’operazione senza senso. Ha costi enormi, i governi avrebbero avuto più difficoltà a riconoscerlo, i movimenti no».

Non è un caso che il segretario nazionale di Prc, Paolo Ferrero, dichiaratamente No Tav, plauda alla presa di posizione di Burlando: «Finalmente si entra nel merito: perché è assurdo realizzare un’opera che non serve». Ma il presidente della provincia di Torino, Antonio Saitta, non crede alla versione No Global di Burlando, anzi: «Il suo consiglio di lasciar perdere la realizzazione della Torino-Lione è motivato solo dal fatto di ottenere certezze dal governo sui finanziamenti per il Terzo Valico». Saitta spiega che i «piemontesi non fanno lobby contro, ma a favore delle infrastrutture». E le dichiarazioni del parlamentare Pd, Stefano Esposito, servono per interpretare i timori di Saitta: «Siamo di «fronte al più classico atteggiamento gattopardesco (Terzo Valico utile, Tav costosa e senza senso) e sorge il dubbio se Burlando voglia allinearsi alle posizioni di Vendola, Grillo e Vattimo oppure se dietro alle sue parole ci siano semplicemente gli interessi (anti-piemontesi) della lobby ligure-lombarda».

Lobby di cui fanno parte secondo Esposito anche l’europarlamentare Pdl Vito Bonsignore e l’ex ministro Claudio Scajola. Agostino Ghiglia, coordinatore vicario del Pdl piemontese, attacca: «Ci chiediamo perché un italiano dovrebbe opporsi ad un’opera che verrebbe comunque realizzata tagliando semplicemente fuori il suo Paese. Ci chiediamo, insomma, a quali lobbies risponda Burlando». Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, prova a chiudere il caso: «Non credo sia utile alla costruzione dell’alternativa di governo l’esternazione di opinioni estranee alle decisioni che il Pd ha scelto di portare avanti in Piemonte e nel Paese».

Ma i No Tav sono abili nello sfruttare le contraddizioni del fronte del Sì. E così il pool di legali vicini al movimento lancia un appello al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, perché conceda una «breve audizione» al presidente della Comunità Montana e ad un portavoce del movimento valsusino in modo che vengano comprese «le ragioni del dissenso» e per farli sentire «meno isolati dal resto della Nazione». Per gli avvocati «la politica istituzionale» è responsabile di «non avere voluto ascoltare» le argomentazioni dei No Tav, e anche di avere limitato o talvolta escluso «le rappresentanze istituzionali della valle dal processo di formazione della volontà politica sulla necessità dell’opera».