Tav, via libera Pronta la nuova commissione

Alessandro Mondo – LaStampa

«Pericolo scampato sulla Tav!», recitavano i messaggi che ieri, di buon mattino, arrivavano da Roma sui cellulari dei cronisti.

In effetti, l’ultima tegola sulla Torino-Lione – cioè il rischio di perdere i fondi europei causa la mancata nomina della nuova commissione deputata a ratificare la Valutazione di impatto ambientale (Tav) sul progetto della tratta internazionale – è stata schivata: di un soffio, ma è stata schivata. Anche se, data l’approssimazione con cui è stata gestita la partita, vengono i brividi al pensiero di quante insidie e potenziali incidenti di percorso attendono al varco la controversa super-linea.

Questa volta è andata. A seguito dell’allarme bipartisan lanciato ieri da Stefano Esposito e Agostino Ghiglia, deputati di Pd e Pdl con un occhio a Roma e l’altro al Piemonte, l’emendamento che prelude al rinnovo della commissione è stato introdotto a tambur battente nella manovra finanziaria confezionata da Tremonti: nove righe zeppe di riferimenti a codici e codicilli; quanto basta perché lunedì il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo possa procedere alle nomine dei componenti dell’organo incaricato di rimpiazzare quello scaduto a giugno. Parliamo di una cinquantina di esponenti, molti dei quali già cooptati nella precedente gestione.

Seguirà la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, poi la commissione si riunirà – in seduta e plenaria o con un gruppo dedicato – per ratificare la Via sulla Tav. Passaggi espletati senza perdere di vista il calendario, dato che entro il 31 luglio il Cipe dovrà approvare il progetto sulla tratta internazionale dell’infrastruttura comprensivo della Valutazione di impatto ambientale.

Da qui il sollievo ma anche l’attenzione con la quale a Torino si segue un cronoprogramma ormai inderogabile. Occhi puntati da parte di Esposito e Ghiglia, ma non solo: da Roberto Cota a Piero Fassino, passando per Antonio Saitta, nessuno si sente di dormire sonni tranquilli. Soddisfatto Cota: «Mercoledì ho lavorato per far inserire nella manovra l’emendamento che risolve il problema dell’operatività della Commissione Via, sono contento». «Ora l’opera può viaggiare spedita», si compiace Enzo Ghigo. Mentre Ghiglia annuncia un’interrogazione per capire come e perché si sia originato l’intoppo.

A quanto si raccontava ieri da Roma, pare che il ruolo di Roberto Maroni sia stato fondamentale: il responsabile del Viminale, che sulla gestione dell’ordine pubblico in Valle si gioca la faccia, prima è rimasto basito nell’apprendere che il decreto di rinnovo della commissione firmato dalla collega Prestigiacomo si era perso nei meandri della Ragioneria dello Stato, poi ha preso l’iniziativa. Dal Pdl, a scanso di equivoci, sottolineano quanto abbia pesato l’attivarsi di Gasparri e La Russa. Senza considerare il ruolo del sottosegretario Gianni Letta, che ha un filo diretto con il presidente dell’Osservatorio tecnico Mario Virano.

Nel mirino Giulio Tremonti, che nel Pdl non miete particolari apprezzamenti, accusato a bassa voce di non nutrire particolari simpatie verso la Tav e, come minimo, di aver dato disposizioni troppo rigorose alla Ragioneria per evitare eccessi di spesa. Mentre la famosa Commissione Via, com’è stato appurato, si autofinanzia: quindi non presuppone un costo per lo Stato. Rivendicazioni a parte, resta il sollievo per aver scongiurato il peggio. Alla prossima.