La manovra è contro i deboli, noi la cambieremo e non sarà questo governo a salvare il paese

economica è profondamente ingiusta: colpisce i deboli e non guarda al futuro perché chi l’ha pensata non ha in testa nessuna idea di politica economica, di giustizia sociale e di prospettive di crescita. Noi abbiamo scelto di essere responsabili perché la crisi è forte e l’Europa ci chiede risposte non rinviabili ma noi non siamo corresponsabili e quella approvata in queste ore non è la nostra manovra. Non hanno fatto nessuno sforzo di cercare: sono andati giù dritti a colpire i ceti medi e bassi – i tagli lineari sulle detrazioni fiscali feriscono chi paga le tasse ma gli evasori? Con Tremonti restano tranquilli – e i servizi e le autonomie locali e non hanno disturbato più di tanto chi ha di più, cioè coloro che avrebbero dovuto dare di più. Noi avevamo proposto emendamenti per l’accorpamento dei piccoli Comuni, per il superamento dei vitalizi (Pdl e Lega straparlano così tanto di costi della politica che il ministro Saverio Romano, quello che andrà sotto processo per mafia, aveva finanche annunciato l’imminente sospensione degli stipendi ai ministri!!), per affrontare in modo credibile il problema delle spese per le Province ma nemmeno una di queste proposte è stata presa in considerazione. Ora il tema è come superare i guasti e le ingiustizie di queste scelte. Intanto, abbiamo subito presentato una proposta di legge per abolire gli odiosi ticket sulla sanità e ne chiederemo la calendarizzazione il prima possibile. Inoltre, l’Europa sa che in Italia c’è un partito di opposizione che si assume responsabilità di governo e noi non verremo mai meno agli impegni, pur discutibili, assunti da questo esecutivo ma non lasceremo mai soli i più deboli. Quando toccherà a noi, insomma, garantiremo i saldi ma cambieremo l’asse di questa manovra.