No Tav, minacce a questore e prefetto

Sara Strippoli – Repubblica

Fra i No Tav c´è chi ipotizza delle azioni dirette contro il prefetto di Torino, il questore e i politici: la denuncia è di Stefano Esposito, parlamentare Pd. Le minacce sono pubblicate sul sito dei No Tav i quali però prendono le distanza dall´autore. Il ministro Matteoli alla commissione antimafia: «L´opera è a rischio di infiltrazioni da parte della grande criminalità». Il cantiere è in anticipo sui tempi previsti.
«Si parla di mandanti, si citano Piero Fassino e Roberto Cota. È questo il clima di non violenza che si respira in Val di Susa?». L´interrogativo arriva dal parlamentare Pd Stefano Esposito che sulla sua pagina facebook pubblica e commenta un dialogo ospitato su un sito No Tav, firmato Luciano Davi. «Leggo e pubblico parole deliranti, minacce al prefetto e a esponenti politici. Mi pare evidente che in Val di Susa si sia creato un clima di fanatismo e irrazionalità che fa perdere la consapevolezza del peso delle parole e delle conseguenze che queste possono avere», commenta Esposito che annuncia la sua intenzione di sporgere denuncia contro l´autore del messaggio. Nel dialogo, un militante del movimento che proviene dall´area antagonista scrive che «è necessario farci sentire dai mandanti, con delle “azioni di disturbo dirette e improvvise”, in modo che “anche loro smettano di fare sogni tranquilli». Questi personaggi, si legge nel testo diffuso dal parlamentare «normalmente non sono neanche troppo scortati. Il prefetto ha una scorta che va da due a quattro agenti che non rischierebbero di rompersi neanche un´unghia per difenderlo». E ancora: «Il prefetto ha mandato i mercenari a devastarci la Maddalena? E noi devastiamogli l´abitazione personale. Occupiamo la prefettura e poi magari scambiamola con la Maddalena».

In Val di Susa il personaggio è conosciuto come un eccentrico, spesso vestito da soldato russo e già nei giorni scorsi si era fatto notare per assurde dichiarazioni in cui diceva di voler assoldare soldati ceceni. Luigi Casel, uno dei leader del Movimento No Tav dice: «Davi non è un capo o un capetto del movimento, è un personaggio che spesso tira fuori dichiarazioni discutibili che in questo caso sono diventati vere e proprie sciocchezze. Nulla a che fare con le posizioni del movimento contro la Torino-Lione».

Esposito intanto rivolge un invito perché tutti facciano un´attenta e obiettiva lettura delle affermazioni di Davi, e a valutare se oramai in Valle di Susa non si sia diffusa una «pericolosissima cultura della violenza e dell´intimidazione se qualcuno può arrivare a ipotizzare “azioni” volte a colpire nella sfera personale coloro che sono considerati i ‘mandanti´ della Tav, a cominciare dal prefetto». Come replica il movimento contrario alla Torino-Lione?, si chiede Espostito: «Quello che mi interessa ora è conoscere la reazione da parte di quei tanti che si oppongono alla Tav definendosi come non violenti, pacifici e democratici, e che magari non mancano di promuovere manifestazioni all´insegna della continuità tra il G8 di Genova e la protesta in Val di Susa». Tre attivisti, tra cui il pacifista Turi Cordero, hanno iniziato ieri pomeriggio lo sciopero della fame contro l´apertura del cantiere di Chiomonte.