Il governo frena sul post olimpico

E’ bastata un’ora di discussione a Montecitorio per gelare gli ottimismi del mese scorso, quando sembrava ci fossero le condizioni per assicurare al Piemonte i 40 milioni avanzati dalle Olimpiadi invernali di Torino 2006: fondi oggi in capo all’Agenzia omonima, impossibilitata a farne uso in assenza di un decreto del governo; un «tesoretto» che in assenza di garanzie, e di impiego, potrebbe prendere la strada per Roma, dove la candidatura della capitale alle Olimpiadi del 2020 ha già messo in moto la macchina per rastrellare tutte le risorse disponibili parcheggiate nei cassetti nazionali

La mozione discussa ieri alla Camera, promossa dal deputato Pd Stefano Esposito e sottoscritta dai parlamentari piemontesi di tutti gli schieramenti, nasceva con questo intento: ottenere la possibilità di impiegare i fondi superstiti per mantenere e rilanciare gli ex-impianti olimpici in montagna. Un passaggio parlamentare nato sotto i migliori auspici, se è vero che a metà giugno – durante l’incontro con l’assessore regionale al Turismo Alberto Cirio, Enzo Ghigo e lo stesso Esposito – il sottosegretario Gianni Letta si era impegnato a perorare la causa subalpina.

Peccato che ieri alla Camera si sia presentato un altro sottosegretario, quello allo Sport Rocco Crimi, il quale dopo aver ascoltato gli interventi di tutti i gruppi parlamentari – non si è pronunciato rinviando la partita a settembre: una freddezza dietro la quale alcuni vedono lo zampino del ministro Tremonti. Silenzio assordante, con il rischio, secondo Esposito e Giorgio Merlo, di aumentare gli appetitit di quanti puntano a dirottare altrove i famosi 40 milioni. Da qui la protesta dei due deputati: «Il governo dica se vuole affossare i siti olimpici oppure rilanciarli con un piano coerente di finanziamento». Il tutto condito da un nuovo appello a Letta. «Il governo scippa 40 milioni al Piemonte», rilancia Marco Calgaro, Udc.

Posizione bipartisan, ribadita con varie sfumature da Lega (Allasia, Togni) e Pdl (Agostino Ghiglia, Osvaldo Napoli). Napoli trasferisce la partita sul fronte della Valle di Susa e della Tav: «Non garantire quei fondi al territorio locale significa incentivare chi protesta». Mentre Antonio Saitta, con l’assessore allo Sport Porqueddu, avverte: «Senza i soldi promessi non possiamo gestire gli impianti olimpici». Ammesso che a Roma qualcuno se ne preoccupi.