Troppe perdite, il giudice ferma Italcoge

ANDREA GIAMBARTOLOMEI DIEGO LONGHIN – repubblica
L´azienda finita nel mirino dei No Tav è fallita. La Italcoge della famiglia Lazzaro, una delle due società che si stanno occupando di allestire il cantiere del primo cunicolo esplorativo a Chiomonte, non potrà più proseguire i lavori alla Maddalena. Lo stop è arrivato ieri dal Tribunale di Torino che ha dichiarato fallita l´azienda di Susa. I lavori si sono subito bloccati.
Alla base della decisione del giudice Bruno Conca, un´istanza della procura dove si evidenziano perdite di capitale intorno a 1 milione e 800 mila euro. «La procura ha fatto una richiesta non per la sussistenza di reati fallimentari, in quanto non è stata riscontrata alcuna distrazione – sottolinea però l´avvocato Francesco Torre che assiste l´Italcoge – ma per le perdite superiori al capitale sociale». Al momento della richiesta dei pm «la famiglia Lazzaro aveva l´intenzione di ripianare la perdita e aumentare il capitale sociale di un milione di euro», aggiunge. Opzione che non ha convinto il giudice. Subito nominato il curatore fallimentare. Il commercialista Michele Vigna ieri ha analizzato la contabilità e i macchinari di Italcoge sono stati spenti in attesa dell´asta, mentre i 60 operai finiranno in cassa integrazione.
Con il fallimento di Italcoge si apre un doppio problema. Quando ripartiranno i lavori? Quale sarà il futuro dei dipendenti che negli ultimi due mesi hanno lavorato in una situazione difficile, tra pietre e minacce? Solo poche settimane fa due mezzi della ditta, nel cortile della sede di Susa, hanno preso fuoco. «Il cantiere ripartirà a breve», dice il curatore Vigna. Ne è convinta anche l´assessore ai Trasporti della Regione, Barbara Bonino. Il fallimento prevede la risoluzione immediata del contratto e Ltf, la società italo-francese che si occupa di realizzare la galleria internazionale della linea Torino-Lione, procederà ad un nuovo affidamento entro questa sera. E se non ci saranno intoppi domani i lavori ripartiranno. La Martina, l´altra società che lavorava alla Maddalena in tandem con la Italcoge, prenderebbe in carico tutto l´appalto.
Difficile, però, che Martina possa caricarsi i 60 dipendenti, solo la quota che opera nel cantiere di Chiomonte è inferiore. Una decina al massimo. «Questo è il colpo più duro – dice il deputato pd Stefano Esposito – la perdita del lavoro che getta decine di persone in una condizione di insicurezza. Chiedo a Ltf e alla società che subentrerà di farsene carico». I No-Tav festeggiano. Alberto Perino annuncia un esposto contro Ltf per aver scelto Italcoge per la Maddalena, mentre Davide Bono del Movimento5Stelle si chiede: «Tutti in valle conoscevano la pluridecennale inaffidabilità delle due ditte (Italcoge e Martina), come mai Regione e Ltf ne erano all´oscuro? Una storia di continguità con le ´ndrine e di turbativa d´asta per Italcoge». Ieri mattina erano partiti i lavori di ampliamento del cantiere verso la Val Clarea e Giaglione, poi sospesi. Oggi i No-Tav si ritroveranno alla vecchia baita per un´assemblea.