Quell’operaio deve andarsene dalla Valle

Massimo Numa – LaStampa
Una trentina di attivisti No Tav hanno manifestato ieri mattina contro i lavoratori di Italcoge che lavorano nel cantiere della Torino-Lione. Ditta fallita, ha spiegato il leader dei No Tav Alberto Perino, leggendo le motivazioni della sentenza, per i «debiti con l’erario tra 4 e 5 milioni di euro». L’avvocato Francesco Torre, che tutela gli interessi della proprietà, presenterà subito ricorso. Slogan e insulti contro imprese e operai, infine il tentativo di innalzare la bandiera con il treno crociato sul balcone del Comune. Due militanti No Tav hanno poi distribuito volantini. Alla fine di uno dei due documenti, si legge, tra l’altro, a proposito degli operai e tecnici valsusini impegnati a Chiomonte: «A tutti questi lavoratori chiediamo di smettere di prestarsi a un gioco sporco. Tranne a uno solo di loro, quello che, il 27 giugno, durante lo sgombero del presidio No Tav, ha usato per ore il suo escavatore contro valligiani inermi, mettendone a rischio la vita. Questa persona ha superato ogni limite di infamia. Gli chiediamo pubblicamente di trovarsi un nuovo posto per vivere, che non sia nella valle che ha mostrato di disprezzare». Minaccia «in puro stile mafioso», secondo Esposito, pd. Timori «per il clima di intimidazione» denuncia Enzo Ghigo, coordinatore regionale Pdl.
L’uomo che manovrò il FiatHitachi 280, nonostante il lancio di pietre, che incrinarono i vetri della cabina, ferendolo al volto, riuscì a demolire la barricata «Stalingrado» ( provocando la fuga dei No Tav sotto una nube di gas lacrimogeni) ora lavora altrove. «Ho fatto solo il mio lavoro aveva detto – ma dalla Val Susa me ne sono andato via. La legalità, lo Stato, era dalla mia parte». Paura? «Non per me, per la mia famiglia sì. Io ho la coscienza a posto». Nell’altro documento, i No Tav contestano i fogli di via notificati a estremisti non residenti in valle: «La nostra libera repubblica non li riconosce e gli unici ospiti sgraditi sono le truppe d’occupazione. Li invitiamo ad andarsene».