Regione, Lega contro Pd “Non taglia i suoi 3 gruppi”

Maurizio – Tropeano – LaStampa
Il primo a lanciare il sasso nello stagno è stato il governatore del Piemonte, Roberto Cota, chiedendo al Consiglio regionale di intervenire per evitare che consiglieri iscritti ad uno stesso partito possano dar vita a gruppi consiliari autonomi. Adesso il capogruppo della Lega Nord, Mario Carossa, annuncia alla ripresa dell’attività dopo la pausa di agosto la presentazione di un disegno di legge per modificare il regolamento e impedire che «siano i piemontesi a pagare scelte politiche fumose e personali». Nel mirino della Lega ci sono l’ex presidente Mercedes Bresso e il consigliere Andrea Stara, tesserati Pd ma che hanno formato «mono-gruppi personali che ogni anno costano tra i 230 e i 250 mila euro di spese di funzionamento. Senza dimenticare la sede e il personale a disposizione», attacca Carossa. Ma il problema è presente anche nel Pd, tanto che il parlamentare Stefano Esposito chiede ai «due autorevoli esponenti del mio partito di sciogliere i loro gruppi e di entrare in quello democratico».
Facciamo un passo indietro. Elezioni regionali 2010. Bresso, candidata presidente sconfitta da Cota, entra in Consiglio regionale e per la lista civica che porta il suo nome viene eletto Andrea Stara. Allora l’ex presidente del quartiere 2 non è ancora iscritto al Pd. Bresso e Stara non si mettono d’accordo sulla gestione del gruppo e, in base al regolamento, formano due gruppi distinti. La prima, anche se iscritta al Pd, non entra nel gruppo. Il secondo non aveva la tessera dei democratici. In questi dodici mesi qualcosa si è mosso. «Con il segretario Morgando racconta Bresso – stiamo discutendo di come arrivare ad unificare i due gruppi anche se in base al regolamento non ci sarebbe una riduzione dei costi. Per farlo servirebbe una modifica delle norme. Io sono pronta a farlo, ma la regola dovrebbe fissare un numero minimo di consiglieri, potrebbero essere tre, per dar vita ad un gruppo autonomo».
Carossa, comunque, è intenzionato a modificare il regolamento a partire dai consiglieri che sono iscritti allo stesso partito, perché «questo permetterebbe di risparmiare sicuramente tanti soldi e comunque di ridurre le spese per i singoli affitti». E aggiunge: «Io presenterò la proposta di legge, ma visto i sacrifici che chiediamo ai cittadini mi aspetterei un gesto di responsabilità da parte di tutti». Gesto che chiede anche Esposito: «L’esistenza in Consiglio regionale del gruppo del Pd e di altri due gruppi presieduti da autorevoli iscritti al partito non trova alcuna giustificazione politica e istituzionale, ma ha solo come conseguenza un maggior costo per l’ente». Unificandoli si potrebbe risparmiare e «anche se il taglio non risolverà i problemi economici del Piemonte, attuarlo assumerebbe un forte valore morale».
Bresso ribadisce la sua disponibilità e la sua volontà di «modificare il regolamento», ma spiega anche che «come dimostra la Corte dei conti i costi della politica li sta facendo aumentare la giunta Cota con le sue consulenze».