SU INSEGNANTI PRECARI RUSSO PARLA A TITOLO PERSONALE

L’Anief viene attaccata dalla Lega Nord per la sua campagna di diffide ai quadri dell’organizzazione scolastica al limite dell’intimidatorio, sulla questione dell’inserimento in ruolo o meno dei suoi ricorrenti (il Miur attende una sentenza del Tar che si prospetta sfavorevole ai ricorrenti). E chi replica? L’On. Tonino Russo del PD, coinvolgendo in questo modo tutto il partito.
Va allora chiarito che, quando Russo parla di “10.000 assunzioni illegittime (riferito alle retrodatate) con gravissimo danno erariale”, schierandosi di fatto con quest’associazione di avvocati siciliani che si occupa di ricorsi a pagamento, lo fa a titolo personale. E’ questa mia una segnalazione dovuta ai tanti insegnanti della nostra area politica, che non si sentono rappresentati dalle “uscite” di Russo. Ricordo che le graduatorie dei precari sono state chiuse e dichiarate a esaurimento dal Ministro Fioroni (PD). Sua anche l’idea delle “code”, pensate per offrire un’opportunità in più agli insegnanti (tant’è che ora in molti le rimpiangono), ma trasformate dall’Anief in un “cavallo di Troia” per consentire a chi metteva i soldi sui ricorsi, di scavalcare i colleghi con meno punti in altre graduatorie, ledendo i loro diritti. La nostra posizione non può quindi essere quella dell’Anief.
Per la cronaca, in Veneto il Consiglio regionale ha recentemente approvato all’unanimità una mozione, presentata dal consigliere regionale del PD Franco Bonfante, e sottoscritta da tutti i gruppi consiliari, per il congelamento delle graduatorie 2010/2011 (la stessa richiesta fatta dalla Lega con il decreto Milleproroghe, poi stoppata dal Quirinale nonostante il via libera del Senato). La mozione mette in rilievo il fatto che «la riapertura delle graduatorie ha generato uno scenario caotico, determinando una storpiatura dell’essenza vera e propria della legge, tutelando all’interno della classe docente solo i diritti di alcuni, ledendo quelli della stragrande maggioranza degli insegnanti veneti e italiani che, sulla base della normativa precedente, avevano fatto scelte di vita con la garanzia di ottenere prima o poi la stabilità lavorativa».