In due mesi 319 agenti feriti “Siamo stufi di fare i bersagli”

Massimo Numa – LaStampa

Chiomonte: 319 feriti dal 27 giugno a oggi. Poliziotti, carabinieri, finanzieri. Sette i No Tav arrestati. Silverio Sabino, Eugenio Bravo, Sap e Siulp: «Inghilterra: 35 poliziotti feriti negli scontri di Londra, 1200 violenti subito in cella e subito condannati a pene pesanti e soprattutto certe». Luca Pantanella, Ugl: «Più armi contro l’ala violenta dei No Tav, proiettili di gomma, cannoncini spara-reti, flash-bang. Siamo stufi di fare da bersagli umani». E arrivano i primi referti medici legati alle lesioni agli occhi provocate dai laser fuorilegge usati in modo ossessivo dai teppisti. Il bilancio delle manifestazioni «pacifiche ma determinate» di un segmento purtroppo non più isolato ma ormai orgogliosamente assimilato dal movimento – dovrebbe (almeno) far riflettere gli autori dello slogan «Siamo tutti black bloc». Sabino: «In cella i lanciatori di estintori, pietre, molotov. Idem per chi usa spranghe e fionde». Sotto accusa i Black Bloc incappucciati, tantissimi gli stranieri ma tra loro – inutile nasconderlo – anche tanti valsusini, contaminati dalla cultura del conflitto importata dai centri sociali torinesi. «Ormai padroni del campo, registi delle varie strategie. Qualcuno li tiene informati della presenza dei media nel cantiere. Allora spariscono cappucci e molotov e torna lo spirito pacifista. Dopo, di nuovo violenza ma al riparo da reporter e tv. E’ accaduto troppe volte per essere solo una coincidenza. Adesso basta», dicono i sindacalisti.

Dei 319 feriti, 96 sono ancora in cura per le lesioni riportate nell’interminabile catena di scontri. Sabato notte un No Tav ha centrato, con la solita fionda, un carabiniere. Colpito al fegato da una grossa biglia di vetro. S’è formato un ematoma interno. Ha vomitato sangue, i medici si sono accorti che le sue condizioni si stavano aggravando e lo hanno trasferito in ospedale. E poi un record do fratture alle gambe, alle mani, alle braccia, alla clavicola. Un poliziotto del reparto mobile, colpito a una spalla da un masso lanciato dalla volta del tunnel Ramats, ha riportato lesioni a tendini e nervi. I proiettili lanciati dalle fionde, dello stesso tipo sequestrato a un militante del Comitato di Lotta Popolare, base a Bussoleno, forano gli scudi di plastica delle forze dell’ordine e persino – è accaduto l’altra notte, zona centrale – il paraurti frontale di un’auto di servizio della polizia.