Per proteggere i cantieri si usino i fondi della Tav

Maurizio Tropeano – LaStampa

Se a causa delle proteste violente dei No Tav la sicurezza è diventata una condizione necessaria per garantire l’apertura del cantiere, allora i costi per la protezione dell’area devono essere coperti non con i fondi del Viminale ma con quelli destinati a realizzare la Tav». Il ragionamento di Stefano Esposito, deputato Pd, arriva dopo un lungo sfogatoio dei sindacati di polizia e del cocer della Guardia di Finanza che hanno raccontato ad Emanuele Fiano, responsabile nazionale sicurezza del partito, e alla segretaria provinciale Paola Bragantini, «la trasformazione degli agenti in servizio a Chiomonte in bersagli umani attaccati quasi quotidianamente dall’ala violenta di No Tav».

Alla fine della riunione è arrivato il via libera dei rappresentanti sindacali alla proposta del Pd di dichiarare l’area del cantiere di Chiomonte come sito di interesse strategico nazionale. Una proposta che il partito rilancerà nei prossimi giorni incontrando il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Ma i democratici faranno un passo in più: «Dalla riunione racconta Esposito – è emerso il problema dei costi del servizio di vigilanza. I sindacati hanno calcolato circa 90 mila euro al giorno e posto una riflessione: non si può finanziare questo servizio con il budget a disposizione del ministero dell’Interno perché si rischia di sottrarre risorse a tutto il sistema di sicurezza nazionale. Un ragionamento che condividiamo».

Dove trovare i soldi, allora? Ancora Esposito: «Il problema è politico. Se la Tav è strategica per tutto il paese e la protezione dei cantieri è necessaria per la sua realizzazione allora il costo deve essere pagato con una percentuale dei fondi per la Torino-Lione. In questa fase si possono usare i fondi dell’Ue o del ministero delle Infrastrutture. E in un futuro, se sarà necessario, anche una parte di quelli destinati alle compensazioni».

E a proposito di compensazioni Esposito annuncia un’offensiva parlamentare del Pd per ottenere dal governo lo stanziamento di 100 milioni come anticipo del piano strategico per lo sviluppo del territorio. «Soldi che in questo caso servirebbero tutti per il rilancio del territorio». Aggiunge Fiano: «Noi vogliamo che il governo e gli altri partiti si rendano conto che non si può scaricare sugli agenti il peso della realizzazione del Tav. Non è più tollerabile che gli operatori di polizia lavorino dentro un recinto e diventino i bersagli umani di una quotidiana esercitazione di tiro a segno da parte di violenti».

Si spiega così la decisione del partito di rilanciare la proposta di dichiarare la Maddalena sito di interesse strategico nazionale. Spiega Bragantini: «Abbiamo deciso di istituire una consulta permanente con i rappresentanti sindacali. Le Forze dell’ordine devono essere sostenute nella loro attività e la sicurezza non deve più essere trattata come un tema da campagna elettorale».