CONTRO I VIOLENTI SI APPLICHI LA LEGGE. LA MAGISTRATURA PERSEGUA I CAPI DEI GRUPPI VIOLENTI

Tutto secondo copione in Valle di Susa. Come ampiamente previsto – e da me denunciato – è ripreso l’assalto al cantiere da parte dei gruppi antagonisti che hanno scambiato Chiomonte per un poligono dove esercitarsi nel nuovo sport montano del ‘tiro al poliziotto’.

Dopo che i vari capi del movimento No Tav hanno suonato le trombe, facendo confluire in Valle anarco-insurrezionalisti e similari da tutta Italia, ora è evidente che sono proprio questi ultimi, a cominciare dagli esponenti di Askatasuna, ad aver saldamente assunto la guida del movimento di opposizione alla Torino-Lione che, in barba alle varie dichiarazioni di pacifismo, è di fatto ostaggio di una minoranza violenta e pericolosa per gli stessi abitanti della Valle.

Spero che anche Giorgio Airaudo smetta di parlare di un movimento pacifico facendo finta che gli atti di violenza non esistano.

Sin dal giorno dello sgombero del presidio No Tav della Maddalena per consentire l’inizio dei lavori per l’apertura del cantiere, le forze dell’ordine hanno dimostrato di saper gestire la situazione con efficacia e grande senso di responsabilità. Non ricordo nella recente storia italiana un altro precedente in cui si sia verificato un così reiterato attacco alle forze dell’ordine né un così elevato numero di agenti feriti o contusi.

Il recente sequestro di bombe-carta e di altri materiali altamente pericolosi avvenuto nei pressi del cantiere ha confermato l’intenzione di tali gruppi di proseguire nei loro ‘giochi di guerra’ e tutti dobbiamo essere consapevoli che gli attacchi proseguiranno e che potrebbero diventare ancora più violenti.

Pertanto, è indispensabile un inasprimento dell’azione repressiva nei confronti degli anarco-antagonisti che non devono essere più soltanto ‘tenuti a bada’. Questo presuppone non solo un maggiore dislocamento di agenti, ma un intervento celere e determinato da parte della magistratura, a cominciare dalle persone che sono state arrestate in flagranza di reato.

E evidente, però, che le due ragazze arrestate non sono altro che ‘truppa’ al servizio dei capi a cominciare da Giorgio Rossetto, Luca Abbà, Francesco Richetto, che sono i teorici e i mandanti di queste azioni violente e teppistiche. Ora mi auguro che al più presto queste figure, che non nascondono il loro ruolo, vengano perseguite attraverso gli strumenti previsti dalla legge.

Per quanto riguarda, invece, le due donne arrestate, se dipendesse da me la miglior condanna che infliggerei loro consisterebbe in sei mesi di lavori socialmente utili presso il cantiere di Chiomonte, sia per riparare i danni causati sia per vivere a stretto contatto con le forze dell’ordine imparando cosa significhi lavorare e difendere i valori dello Stato democratico, valori di cui queste persone mi sembrano ampiamente deficitarie.

Ora contro i violenti va applicata senza remore la legge, dimostrando all’opinione pubblica che anche a Chiomonte la legge è sovrana.