Val di Susa, attacco dei No Tav Maroni: “C´è chi vuole uccidere”

DIEGO LONGHIN – Repubblica

TORINO – «Quando si prendono le bombe carta, le molotov e i massi da lanciare addosso a poliziotti e carabinieri si ha un solo obiettivo, quello di uccidere». Il ministro dell´Interno, Roberto Maroni, non ha dubbi, così come diverse sigle dei sindacati delle forze dell´ordine. I No-Tav al cantiere di Chiomonte non vogliono solo manifestare contro la linea ad alta velocità Torino-Lione, ma cercano il morto.

Parole pronunciare dopo un´altra notte, l´ennesima, di scontri attorno al sito della Maddalena. Una marcia che doveva essere pacifica, finita poi in guerriglia, tra lanci di pietre con fionde, bombe carta, lacrimogeni e cariche della polizia. Bilancio finale: un agente ferito e due arresti tra i manifestanti per violenze e resistenza a pubblico ufficiale. L´escalation di violenza non solo non si ferma in Val di Susa, ma si allarga: aperta un´inchiesta anche sui tafferugli alla Festa del Pd di Genova. Blitz che ha costretto l´ad delle Ferrovie, Mauro Moretti, a lasciare il palco.

Il ministro Maroni sostiene che si «è in grado di gestire la situazione. Andremo avanti, si rassegnino». E aggiunge: «Ho sulla mia scrivania tutta una serie di valutazioni arrivate dal prefetto di Torino per l´ampliamento del cantiere che ci sarà». Tra le ipotesi l´istituzione di un sito di interesse nazionale, paragonabile ad un sito militare. Cosa che porterebbe ad un cambio delle regole di ingaggio e a pene più severe. Modifiche chieste anche diverse sigle dei sindacati di polizia, come il Sap: «Bisogna cambiare il sistema di operare, servono arresti, sentenze rapide e punizioni esemplari. I nostri colleghi sono allo stremo», dice il delegato del Piemonte, Massimo Montebove. Più polemico il Cosip: «Maroni usa solo frasi ad effetto – sottolinea il segretario Franco Maccari – dimostra preoccupazione quando gli conviene, dice di avere la situazione sotto controllo, ma non è così. Perché non viene contestato il tentato omicidio come avevamo chiesto mesi fa?».

La Regione, per bocca dell´assessore ai Trasporti, Barbara Bonino, chiede «più rigore», così come la politica. Il parlamentare del Pd, Stefano Esposito, propone «per i No-Tav violenti misure simili a quelle adottate negli stadi, come il daspo» e come pena per le due arrestate «sei mesi di lavori socialmente utile dentro il cantiere di Chiomonte» Il sindaco del piccolo paese in Val di Susa, Renzo Pinard, chiede «di tenere i violenti fuori dalla Valle».

Per i No-Tav, che ieri pomeriggio si sono ritrovati di nuovo attorno al cantiere, quelle di Maroni sono «parole azzardate». Alberto Perino, leader del movimento, denuncia feriti tra i manifestanti: «Siamo noi che non vorremmo essere uccisi dato che il vero problema è che si continua a sparare ad altezza d´uomo, anche se si tratta di lacrimogeni per i quali qualcuno ha già riportato danni al viso. Sarebbe il caso che tutti si impegnassero ad abbassare i toni».

Il movimento che si oppone alla Torino-Lione annuncia un presidio in solidarietà delle persone fermate, Marianna Valenti, 20 anni, studentessa di Rovereto, ma residente a Torino, ed Elena Garberi, 39 anni, di Chiomonte, che lavora in una cooperativa di assistenza agli anziani. «Elena non è una persona violenta – dicono i parenti e i No-Tav – stava solo aiutando un compagno ferito da un lacrimogeno. Tutto si chiarirà».