Undici milioni al buio “Quei soldi distribuiti alle scuole sbagliate”

Alessandro Mondo – LaStampa

Soldi a scuole che hanno chiuso i battenti, o accorpate ad altre. Soldi a istituti privi di punteggio o che il punteggio ce l’hanno, ma è troppo basso per giustificarli. Mentre quelli maggiormente bisognosi di interventi per garantire la sicurezza – come l’Istituto tecnico per Geometri «Guarini» o la scuola elementare «Boncompagni» – non ricevono da Roma un euro. La tragedia del «Darwin» di Rivoli sembra aver insegnato poco o nulla.

Il tema è quello dell’edilizia scolastica. La denuncia arriva dal Pd piemontese nelle persone di Roberto Placido e Stefano Esposito consigliere regionale il primo, deputato il secondo – e rimanda alla destinazione degli 11,5 milioni per il Piemonte (su un totale di 114) a beneficio degli istituti scolastici. Questione di metodo e di merito, visto che la scelta delle strutture da finanziare, operata il 2 agosto dalle Commissioni parlamentari Bilancio e Cultura in seduta congiunta, ha ignorato la graduatoria regionale (quindi i livelli di rischio) e le priorità delle Province.

Situazione inaccettabile, protestano Esposito e Merlo esibendo l’elenco degli istituti beneficiati per via parlamentare. «Lo sanno tutti, sono le “marchette”», replicano alcuni deputati di Pdl e Lega, rigorosamente anonimi, stupiti dello stupore. Dove per «marchette», ci spiegano, si intendono risorse stanziate non sulla base di graduatorie e punteggi, ma tenendo conto di altri parametri: le richieste dei territori, il peso dei deputati nei rispettivi collegi e quindi la loro capacità di portare a casa il risultato.

Una modalità di ripartizione dei fondi parallela a quella basata sugli accordi tra Ministero ed enti locali, tutt’altro che straordinaria (almeno su alcuni capitoli di spesa) e bipartisan: l’attribuzione, nonostante vari «distinguo», è stata approvata anche da esponenti di Pd, Italia dei valori, Udc, Fli e Gruppo Misto. Una prassi formalmente legittima che, al netto delle buone intenzioni, non considera le reali necessità a fronte di risorse limitate.

Da qui la protesta di Placido ed Esposito – condivisa dall’assessore provinciale all’Istruzione Umberto D’Ottavio -, pronti a polemizzare con le commissioni interessate e ad accusare la Regione di fare il pesce in barile. Sdegno trasversale. «Ho sempre segnalato alla Regione la necessità di ottenere fondi per ristrutturare le scuole, in particolare quella elementare – commenta Maurizio Tomeo, Pdl, vicesindaco di Trofarello -. Su 3 milioni, la Regione mi ha dato 250 mila euro. Per questo trovo vergognose assegnazioni scriteriate e confido in una revisione».

«Purtroppo abbiamo appreso a posteriori delle assegnazioni decise a Roma – rivela Alberto Cirio, titolare della delega all’Istruzione nella giunta Cota -. Già il 7 settembre, in Conferenza Stato-Regioni, abbiamo contestato la non conformità di queste scelte rispetto a quelle da noi ritenute prioritarie». E adesso? «La risoluzione parlamentare, per diventare operativa, deve passare in Conferenza Stato-Regioni. Oggi ho parlato con il sottosegretario Mantovani, la prossima seduta ci faremo valere».

Un altro problema chiama in causa i 29 milioni stanziati dal Ministero per mettere in sicurezza 82 scuole piemontesi. «Soldi concordati con la Regione e gli enti locali sulla base di progetti di intervento poi dirottati a Roma e dei quali si è persa traccia – lamenta la coppia PlacidoEsposito -. Gli unici contributi sbloccati hanno riguardato il Darwin. Se entro fine anno dal Ministero non verranno attivati i bandi, quelle risorse andranno perse». «Nessun rischio – replica Cirio -. Molti lavori sono già iniziati. Purtroppo, come abbiamo già segnalato, il Ministero è lento nell’espletare le pratiche».