Il figlio di un imprenditore Sí-Tav minacciato dai compagni: “Mafioso”

MASSIMO NUMA – LaStampa

«Mio figlio adolescente frequenta il liceo di Oulx, ieri mattina alcuni ragazzi, con le bandiere No Tav hanno tenuto una manifestazione all’interno della scuola. Poi sono entrati nella sua aula e gli hanno detto che è "mafioso" che tanto il cantiere della Torino-Lione non si farà mai. In un clima di intimidazione e di violenza psicologica». Parla uno degli imprenditori che hanno lavorato all’interno del cantiere Ltf di Chiomonte. I ragazzi No Tav, in un report pubblicato su uno dei siti del movimento sostengono invece che si sono trattate di semplici manifestazioni di solidarietà per le due ragazze arrestate dopo gli incidenti del 9 settembre scorso: «Sono arrivati i carabinieri, ma non ce n’era alcun bisogno, era una protesta tranquilla, avvenuta senza incidenti in tutte le superiori della Valle». Ma stamane l’imprenditore andrà dal preside, deciso a ritirare il figlio dal liceo: «E’ stata organizzata una maniacale campagna d’odio da parte di alcuni soggetti del movimento No Tav contro la nostra azienda e i lavoratori. Ci sono stati presidi, attentati incendiari, presidi davanti ai cancelli. Adesso tocca alle nostre famiglie. Non mi bastano le scuse che alcuni ragazzi hanno fatto a mio figlio. E’ un clima che ricorda le intimidazioni mafiose. In Val Susa c’è la mafia, è quella dell’ala violenta di un movimento che non sa più esprimersi in modo civile».

Il sindaco di Chiomonte, Renzo Pinard, ha scritto una lettera aperta ai parlamentari del pd, dopo le polemiche sollevate dall’intervento di Luca Mercalli nella trasmissione «Che tempo che fa» di Fabio Fazio: «Anche mio figlio ha subito lo stesso trattamento e ora sono stato costretto a iscriverlo in una scuola privata di Bardonecchia ed è accompagnato ogni mattina a scuola da persone di mia fiducia, per proteggere la sua sicurezza. Questa è la situazione che viviamo ogni giorno in Val Susa».

Duro il commento dell’on. Stefano Esposito del Pd: «Un altro episodio grave, che rivela l’atmosfera di intolleranza e violenza che si respira in Val Susa. Con il responsabile nazionale della sicurezza del Pd, Raffaele Fiano, abbiamo avuto in un incontro con il ministro degli Interni Maroni. Gli abbiamo chiesto di mantenere il presidio e soprattutto di risolvere i problemi legati ai pagamenti degli straordinari e delle indennità promesse. Oggi dovrebbe darci le risposte, ci sono anche problemi logistici per le forze impegnate nel cantiere. Stanno compiendo un lavoro molto positivo, con risultati concreti e importanti. Non possiamo permettere che poliziotti e carabinieri si sentano abbandonati dallo Stato»