Lo scavo del tunnel può iniziare tra un anno

PAOLO GRISERI – Repubblica

La riunione di martedì è importante perché si definiranno gli ultimi punti del nuovo trattato italo-francese che dovrebbe dare l´avvio al tunnel. Il testo dovrà essere firmato nelle prossime settimane da Sarkozy e Berlusconi come avvenne nel 2001 tra Chirac e Giuliano Amato. Tra i punti definiti nell´intesa di massima tra i ministri, c´è una nuova ripartizione delle spese più favorevole all´Italia di quanto non fosse quella concessa a suo tempo dall´ex viceministro Ugo Martinat e dall´ex ministro Antonio Di Pietro.

Nel dossier che in questi giorni i funzionari stanno preparando per la riunione parigina c´è anche un argomento nuovo: la realizzazione di una galleria di servizio che unisca i punti di arrivo di due delle tre discenderie già realizzate in Francia. Le discenderie partono dal fianco della montagna e raggiungono il livello in cui passerà il tunnel a due canne della nuova linea. Il progetto prevede di unire i punti di arrivo della discenderia di La Praz e di quella di Sant-Martin La Porte. Un collegamento di una decina di chilometri che diventerà parte di una delle due canne del tunnel di base. I tecnici devono decidere se questo collegamento dovrà essere fatto con il metodo tradizionale di scavo o se invece sarà possibile realizzarlo con lo stesso tipo di frese che scaveranno successivamente il tunnel di base lungo circa 60 chilometri di galleria tra Saint Jean de Maurienne e Chiomonte. A causa dei tempi lunghi di costruzione delle frese, circa un anno e mezzo, il metodo tradizionale sarebbe più veloce. Lo scavo potrebbe iniziare, in questo caso, tra un anno.

Sul versante italiano il cantiere della Maddalena dovrebbe procedere allo scavo del cunicolo esplorativo originariamente previsto a Venaus. Questa galleria seguirà in parallelo il tracciato del tunnel di base correndo a circa 40 metri di distanza per rilevare dati geologici sulla conformazione della montagna. Naturalmente sul funzionamento del tunnel della Maddalena pende la spada di Damocle delle proteste del movimento No tav e degli atti di sabotaggio di queste settimane. E´ dunque plausibile che i lavori sul versante francese procedano in modo più spedito mettendo l´Italia di fronte al fatto compiuto: i quattro quinti del tunnel sono in territorio francese e una volta costruiti i primi 45 chilometri di galleria sarà molto difficile impedire la realizzazione dei rimanenti quindici. I tempi non sono in ogni caso brevi. Ci vorranno ancora mesi prima che la fresa cominci a scavare il tunnel della Maddalena mentre per l´avvio dello scavo del tunnel di base si comincerà nel 2013. Tra i punti che verranno discussi a Parigi c´è anche la composizione della nuova società che sostituirà Ltf al momento della realizzazione dell´opera. Oltre alle ferrovie dei due paesi dovrebbero farne parte che i governi, la Ue e forse le due regioni coinvolte, il Piemonte e il Rhione-Alpes.