Placido: “Anagrafe degli eletti” Poi il Pd si spacca sulle primarie

Sara Strippoli – Repubblica

Un´anagrafe regionale degli eletti, dove non esistano più segreti o dati riservati: stipendio, attività, presenze, come accade per i parlamentari. La massima trasparenza è l´obiettivo, ha spiegato il vicepresidente del Consiglio Roberto Placido, che ieri ha lanciato la sua idea durante la direzione regionale del Pd. Se questa è la novità, la riunione non riserva invece sorprese su altri argomenti. Sulle primarie, com´era prevedibile, il Pd si frantuma.

Ieri, durante un incontro che alle nove di sera vede in sala non più di venti sopravvissuti, l´ordine del giorno di cui è primo firmatario Stefano Esposito (con lui Gariglio, Corgiat, Placido, Boccuzzi, Laus, Taricco, Motta, Boeti), in cui si chiede ai vertici regionali di deliberare lo svolgimento di consultazioni primarie, aperte agli elettori, per la scelta dei candidati del Pd alle politiche, incontra l´opposizione ferma della segretaria provinciale Paola Bragantini. La quale boccia l´iniziativa giudicandola una provocazione: «Credo che si debba discutere di opinioni politiche e non arrovellarsi per la formazione delle liste. Ci siamo mobilitati per il referendum, ma penso che il lavoro che sta facendo Bersani sia la strada da seguire». C´è pure una terza via, quella dei promotori torinesi del referendum anti Porcellum. Un gruppo guidato da Diego Castagno, Gigi Brossa, Davide Ricca, Marta Levi, Paolo Montagna, Roberto Tricarico (per citare solo alcuni nomi) che intende invece raccogliere le firme a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare per abrogare il Porcellum e chiede grandi primarie di coalizione in grado di coinvolgere i cittadini.

In direzione anche l´inevitabile riflessione dei Democratici sul dopo-sentenza della Consulta. L´idea lanciata da Stefano Esposito è mettere intorno ad un tavolo un gruppo di esperti, fra i quali anche gli avvocati di Bresso e di Cota, e preparare una proposta di legge che eviti l´impasse e i tempi biblici vissuti dal Piemonte nella vicenda Giovine: «Una situazione del genere non si deve più ripetere. Chiederò anche il coinvolgimento del Pdl», spiega.