CHI BOCCIA LE PRIMARIE VUOLE FORSE SCEGLIERE I PARLAMENTARI CON IL METODO DEL “CAMINETTO” ?

Il grande successo della raccolta delle firme per il referendum anti-Porcellum ha dimostrato in modo inequivocabile che c’è una larga fetta dell’opinione pubblica che sta reagendo alla campagna di delegittimazione nei confronti del Parlamento figlia della cultura berlusconiana e che desidera poter tornare a scegliere i parlamentari. Chi ogni giorno ha l’abitudine di parlare con i cittadini non è certo stato colto di sorpresa, infatti basta recarsi in un qualsiasi mercato o fabbrica, e chiedere alle persone il loro giudizio sull’attuale legge elettorale, per sentirsi rispondere: “è una legge che fa schifo!”. Dal momento che il varo di una nuova legge elettorale che superi il ‘Porcellum’ e sia coerente con lo spirito dei quesiti referendari non dipende del tutto dall’opposizione, esiste la concreta possibilità (che noi certamente non auspichiamo) che l’attuale maggioranza di destra decida di andare al voto anticipato, così da evitare lo svolgimento del referendum. Se ciò si dovesse verificare il prossimo Parlamento verrebbe nuovamente eletto sulla base del ‘Porcellum’. Questo è il tema che è stato fatto oggetto di un Ordine del Giorno sottoscritto da un nutrito gruppo di dirigenti del PD piemontese: per essere coerenti sia con la raccolta delle firme referendarie sia con l’azione politica del nostro partito (che è sempre stata critica nei confronti del ‘Porcellum’), crediamo che i candidati del PD alla Camera e al Senato non potranno essere scelti come avvenuto nel 2008, ovvero attraverso il metodo del ‘caminetto’ che, dopo essersi riunito per giorni e notti, ha partorito un elenco di nominati frutto degli accordi tra le diverse componenti.

Ci lascia perplessi il fatto che su un tema così delicato, che è al centro dell’attenzione dei media e dell’opinione pubblica (basta vedere la partecipazione alla manifestazione di sabato promossa da Giustizia e Libertà), la percezione nostra e quella del Segretario provinciale di Torino siano così differenti: non capiamo quale coerenza logica esista tra il sostegno al referendum anti-Porcellum e la scelta di costruire una lista di candidati non attraverso le primarie ma ricorrendo ad altri metodi che finora il Segretario non ha ritenuto di dover illustrare. Ciò che è certo è che i cittadini vogliono tornare a decidere e scegliere i loro rappresentanti, e il PD ha il dovere, nel caso di voto anticipato con l’attuale sistema elettorale, di prevedere un modello di selezione dei candidati che sia coerente con la volontà dei cittadini. Noi abbiamo proposto le primarie, siamo disponibili a ragionare su altri eventuali metodi di scelta, purché non si tratti del ‘caminetto’ o di qualche sua versione riveduta e corretta. Né riusciamo a comprendere quale coerenza logica vi sia nel ragionamento del Segretario Bragantini, quando da un lato si attribuisce il merito di esser stata una referendaria della prima ora, ma poi aggiunge che ai cittadini interessano le soluzioni dei problemi quotidiani e non le consultazioni. A parte il fatto che le due questioni non si elidono, il milione e passa di firme non è stato raccolto su una piattaforma di proposte finalizzate a risolvere i problemi quotidiani delle persone, bensì su un tema strettamente attinente alle ‘regole del gioco’, che sono il fondamento della democrazia.

Non bastasse, il Segretario Bragantini opera un altro volteggio degno di un acrobata, affermando di voler aderire alla proposta dei referendari sulle primarie di coalizione nel caso dovesse venire reintrodotto il ‘Mattarellum’. Il che non è affatto certo, poiché il referendum produce effetti meramente abrogativi, non reintroduce automaticamente la legislazione precedente alle norma abrogate, e comunque sul punto vi sono pareri contrastanti di autorevoli costituzionali, per cui stride un po’ la sicurezza con cui la Bragantini afferma che con il referendum “si chiede di tornare al Mattarellum”…. Sarebbe bene chiarirsi le idee, perché o le primarie sono necessarie (e allora il principio deve valere anche per la scelta dei nomi che comporranno l’eventuale lista bloccata), oppure non lo sono e allora non si invochino primarie di coalizione.

Chi scrive non ritiene il Mattarellum il sistema elettorale preferibile, ma certamente migliore dell’attuale; tuttavia, non firmeremo la proposta di Arturo Parisi per le primarie di coalizione di collegio, almeno fino a quando quella proposta non verrà firmata anche da Vendola e da Di Pietro. I quali, come è noto, chiedono le primarie di coalizione, ma per la scelta della leadership del centrosinistra, mentre non una sola parola è stata da loro detta circa la scelta dei candidati al Parlamento. Il che non sorprende per il fatto che, ipocrisia a parte, il ‘Porcellum’ con le sue liste bloccate ha fatto comodo a molti e non solo nel centrodestra. Speriamo di essere smentiti, ma temiamo che in caso di ritorno al Mattarellum i piccoli partiti apriranno una serrata trattativa finalizzata a garantirsi una quota di collegi sicuri, poiché non avrebbero alcun interesse ad andare a primarie di coalizione collegio per collegio dove il partito più grande e strutturato, il PD, farebbe ragionevolmente la parte del leone. Se qualcuno l’avesse scordato, vogliamo ricordare che Antonio Di Pietro ha fatto il suo ingresso in Parlamento candidandosi in una elezione suppletiva nel collegio del Mugello, che all’epoca era da considerarsi ‘blindato’. Infine, ci permettiamo di replicare al Segretario Bragantini che studiare, lavorare e occuparsi dei problemi dei cittadini produce rapporti e consensi. Avendo vissuto per tre anni il degrado di questo Parlamento, non ci sentiamo affatto inadeguati a partecipare alle primarie, nonostante la nostra mancanza di risorse e di pacchetti di voti. Anzi, ci teniamo particolarmente a parteciparvi, perché costituirebbero un banco di prova per capire se il nostro lavoro è stato apprezzato o meno. Pertanto, consigliamo al Segretario Bragantini di ricorrere ad altri esempi a sostegno della sua legittima posizione anti-primarie e le rinnoviamo l’invito a illustrare con precisione quale metodo secondo lei dovrebbe essere adoperato dal PD per comporre le eventuali liste bloccate in caso di voto anticipato.

On. Stefano ESPOSITO

On. Antonio BOCCUZZI