BENE CHE COTA INVOCHI IL SITO STRATEGICO, PERO’ NON SI PARLI DI ‘MILITARIZZAZIONE’

Mi fa piacere che il Presidente Cota rilanci l’idea di dichiarare il cantiere di Chiomonte ‘zona di interesse strategico nazionale’, così come richiesto dal Partito Democratico già diversi mesi fa.
Mi permetto, però, due considerazioni al riguardo. La prima riguarda le dichiarazioni dei compagni di partito di Cota, Stefano Allasia e Mario Carossa, che, visitando il cantiere valsusino, hanno affermato che non è necessario istituire il sito nazionale e che la situazione è assolutamente tranquilla e sotto controllo. A parte il fatto che dai sindacati delle forze dell’ordine ci giungono segnalazioni di segno opposto, sarebbe comunque opportuno che i vari leader leghisti si mettessero d’accordo tra di loro.
La seconda questione riguarda la natura di ciò che si richiede e su questo bisognerebbe avere le idee ben chiare. Il sito strategico di interesse nazionale non è il sito militare. Il primo, infatti, prevede l’impiego delle forze dell’ordine con le stesse regole di ingaggio attuali (e, quindi, non dei militari), ma con un inasprimento delle pene nei confronti degli eventuali assalitori del cantiere che potrebbero così venire immediatamente arrestati (esattamente come avviene per una caserma). Quindi, è bene smettere di fare confusione ed evitare affermazioni del tipo “pronti a militarizzare”, che non corrispondono alla verità dei fatti e che finiscono solo per prestarsi al gioco dei No Tav.
Infine, mi auguro che il Presidente Cota possa impegnarsi affinché i deputati leghisti facciano tutto il possibile per far approvare dal Parlamento la Mozione che stanza i primi 100 milioni per la Valle di Susa.