Tav, Cota: “Pronti a militarizzare”

Maurizio Tropeano – LaStampa

«A Parigi ho ascoltato l’apprezzamento per le nostre forze dell’ordine impegnate nel presidio dell’area di cantiere. Si parte da qui e dalla gestione equilibrata dell’ordine pubblico per fare valutazioni successive compresa la decisione di dichiarare l’area dei lavori alla Maddalena di Chiomonte sito di interesse strategico nazionale». La presa di posizione del presidente della Regione, Roberto Cota, arriva dopo la conclusione positiva della commissione intergovernativa sulla TorinoLione e le indicazioni del commissario dell’Ue per il corridoio 6, Laurens Jan Brinkhorst, sull’irreversibilità del Tav. Se è così allora è necessario fare «di tutto per garantire che questa situazione permanga nel lungo periodo sia per quanto riguarda la sicurezza dei lavori sia per l’avvio delle compensazioni nei comuni interessati».

Cota sottolinea la necessità di tenere insieme «fermezza e coinvolgimento delle amministrazioni locali e che da questo punto di vista tutte le misure necessarie dovranno essere adottate». Se questo è l’obiettivo, allora «ci può anche stare il sito di interesse strategico». Una decisione che comunque spetta al Governo anche se è chiaro che l’apertura del presidente rafforza il pressing del Pd (soprattutto del parlamentare Stefano Esposito) e del Pdl (il coordinatore regionale Enzo Ghigo) per ottenere la dichiarazione di sito militare da parte di Palazzo Chigi.

La determinazione del Governatore nasce anche dal comportamento della delegazione francese nel corso del vertice di Parigi che ha sgomberato il campo da ogni ipotesi alternative. Certezze confermate ieri dalle dichiarazione del ministro ai Trasporti Thierry Mariani che ha spiegato al quotidiano Le Parisien come «quello della Torino-Lione sia il più grande cantiere d’Europa, più importante del tunnel della Manica e che interessa a tutti». E ancora: «Chi di voi oggi potrebbe fare a meno di quel tunnel? La Torino-Lione è un investimento che guarda all’avvenire».

In Valsusa, comunque, continuano a non pensarla così. Da una parte c’è il movimento No Tav che sta organizzando una nuova protesta per il 23 ottobre con appuntamento a Giaglione e una marcia fino alla baita della Clarea con l’obiettivo dichiarato di tagliare le reti di recinzione del cantiere. Dall’altra ci sono gli amministratori locali che per bocca del presidente della Comunità Montana respingono al mittente l’offerta di Cota. Sandro Plano fa una premessa: «Siamo contrari alla Torino-Lione e dunque non ci interessano e non chiediamo compensazioni. Da tempo abbiamo indicato le questioni che creano grandi problemi sul nostro territorio: scuola e sanità pubblica, assetto idrogeologico, trasporto locale. Si tratta di priorità a cui dare risposta e che non c’entrano con le compensazioni». Plano, comunque, non perde occasioni per criticare la scelta della Regione di aprire una «trattativa Comune per Comune. Da anni gli enti locali lavorano insieme, così si ritorna indietro».