I VIOLENTI DI ROMA SI SONO ‘ALLENATI’ PER MESI A CHIOMONTE.

I VIOLENTI DI ROMA SI SONO ‘ALLENATI’
PER MESI A CHIOMONTE. IN VISTA DI DOMENICA NON SERVONO GENERICI APPELLI. ISTITUZIONI E MAGISTRATURA FACCIANO IL NECESSARIO
PER IMPEDIRE AZIONI ILLEGALI
Spero che sia a tutti chiaro che i 500 o 1.000 violenti che ieri pomeriggio hanno messo a ferro e fuoco la Capitale sono gli stessi, per provenienza e credo ideologico, che negli ultimi quattro mesi si sono allenati in Valle di Susa al ‘tiro al poliziotto’. Come più volte denunciato, Chiomonte è stata utilizzata come una palestra per preparare e sperimentare azioni eversive da esportare poi nelle varie manifestazioni che caratterizzeranno l’autunno del nostro Paese. Tra i protagonisti delle vergognose violenze di ieri c’era il centro sociale Askatasuna i cui ‘capi’ sono da sempre alla guida del movimento violento No Tav. Una ulteriore conferma che gli allarmi fin qui lanciati erano tutt’altro che infondati.
Per domenica prossima è stata indetta una nuova ‘pacifica’ manifestazione il cui obiettivo è l’illegalità. Infatti, annunciare che si vuole andare a tagliare le reti di un cantiere protetto dalle forze dell’ordine vuol dire annunciare il compimento di un’azione illegale. E ‘invitare’ gli agenti a non difendere il cantiere e a non respingere gli aggressori è molto semplicemente una minaccia rivolta a chi rappresenta lo Stato. Il comunicato dei comitati No Tav di ieri non è semplicemente delirante, ma conferma il fatto che costoro si considerano fuori dalla legge e negano l’autorità dello Stato, secondo uno schema che era proprio dei gruppi extraparlamentari degli anni Settanta. Se qualcuno mi annuncia che verrà ad abbattere la porta di casa non può certo prendere di essere accolto con gli applausi; pertanto i No Tav che hanno annunciato un’azione illegale non possono pretendere che lo Stato li lasci fare.
Di fronte a ciò non ci si può certo limitare, come ha fatto il Presidente Cota, a generici appelli ai valsusini a ‘non farsi strumentalizzare’, perché sarebbe un grave ed irresponsabile atto di sottovalutazione. I siti che hanno invitato i violenti a recarsi a Roma sono gli stessi che stanno facendo il tamtam in vista della manifestazione di domenica e il loro obiettivo è quello di convincere i No Tav pacifici a dare una ‘copertura’ alle azioni illegali.
Mi auguro che questa settimana non trascorra all’insegna di appelli di circostanza da parte della politica, perché questo vorrebbe dire scaricare sulle forze dell’ordine la responsabilità di scegliere se tagliare le reti del cantiere sia un atto da tollerare o se sia un’aggressione da respingere. Le istituzioni, a cominciare dal Ministro Maroni, e la magistratura non possono limitarsi ad attendere l’evolversi dei fatti.
Se si vuole realmente evitare il ripetersi di episodi come quelli di Roma o come quelli avvenuti a Chiomonte nel luglio scorso, allora, come più volte chiesto nel disinteresse generale, si deve intervenire con nuovi provvedimenti legislativi urgenti, sul modello del Daspo, per impedire ai gruppi violenti di venire a inquinare qualsivoglia manifestazione.

P.S. nonostante le reiterate richieste del Partito Democratico, avanzate in particolare dal responsabile sicurezza On. Emanuele Fiano, le forze dell’ordine continuano a non ricevere il necessario equipaggiamento per affrontare l’inverno.