Il Pd: “Vietare manifestazioni a Chiomonte”

Maurizio Tropeano – LaStampa

Vietare le manifestazioni a Chiomonte. «Impedire l’assalto al cantiere annunciato per domenica prossima dai Comitati No Tav che hanno parlato di taglio delle reti e non di pacifica manifestazione». Lo chiede Paola Bragantini, segretaria provinciale del Pd alle autorità di pubblica sicurezza. «Quella manifestazione – spiega – fa paura. Protestare è legittimo mai toni e le modalità della protesta non possono che destare allarme. Dopo quello che è successo domenica fare quella marcia con quelle caratteristiche suona come una provocazione». E aggiunge: «E’ opportuno scongiurare il rischio che possano verificarsi ulteriori episodi di guerriglia e violenza nei pressi del sito. Se il movimento fosse responsabile rinuncerebbe».

Difficile che questo avvenga. I comitati decideranno che cosa fare in un’assemblea in programma domani sera e ad oggi l’intenzione è quella di andare a tagliare le reti. Lo si legge nei comunicati stampa. Tre consiglieri comunali di minoranza di Condove (Veggio Cuatto e Bertolo) annunciano che loro saranno in prima fila. E Luigi Casel, coordinatore delle liste civiche che sostengono il presidente Pd della Comunità Montana, Sandro Plano, spiega: «Personalmente sono per confermare la nostra azione di disobbedienza civile e per farlo non dobbiamo chiedere autorizzazioni. E’ il movimento che decide le regole e sarà il movimento, e non Maroni o la Bragantini, a garantire che le caratteristiche pacifiche della protesta. Taglieremo le reti e non fare alcuna azione di danneggiamento e offesa così come ha fatto Gandhi in India».

Ma i timori restano e il coordinatore del Pd valsusino, Pacifico Banchieri, decisamente contro la Tav, annuncia che «il partito, pur considerando legittimo manifestare il proprio dissenso non parteciperà alla manifestazione». Il motivo? «L’iniziativa, anche per la collocazione logistica, potrebbe rischiare di sfociare in problemi di ordine pubblico, rovinando la protesta civile e democratica di gran parte della popolazione del nostro territorio».

Oggi nel corso della riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza democratica si capirà quali sono le intenzioni della Prefettura e della Questura dopo le indicazioni arrivate dal ministro dell’Interno Roberto Maroni. Luigi Cursio, segretario regionale dell’Idv, si augura che da in quella riunione «vengano assunte tutte le misure necessarie a scongiurare il rischio che si ripetano gli episodi di Roma».

Il presidente del Piemonte, Roberto Cota, invece, invita «gli abitanti e gli amministratori locali a non farsi immischiare e strumentalizzare da chi non c’entra niente con la Val di Susa. Abbiamo ragione di ritenere che ci sia una strategia per ripetere la violenza che abbiamo visto a Roma. Allora occorre che la popolazione e gli amministratori locali prendano subito le distanze senza se e senza ma. Per un sindaco cambia poco andare ad una manifestazione con la fascia o senza: un sindaco rappresenta le comunità, non i delinquenti». E il coordinatore regionale del Pdl, Enzo Ghigo, con il vice-capogruppo alla Camera, Osvaldo Napoli sottolineano come «la loro presenza, anche da privati cittadini, verrebbe interpretata come alibi da quanti hanno in animo non solo o non tanto di contestare la Tav, ma di provocare deliberatamente incidenti gravi».