Sorpresa, l´Europa alza il budget E inserisce l´opera nella top ten

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

L´Europa aumenta il suo budget sulla Tav, la inserisce nella top ten delle opere strategiche ed è pronta a finanziarla con 3,2 miliardi. La decisione è arrivata ieri al termine della riunione della commissione trasporti a Bruxelles, che ha stabilito quanto e su quali opere stanziare risorse nel bilancio 2014-2020.

Non solo Bruxelles ha confermato l´impegno già promesso, ma il contributo sulla tratta internazionale, che costa 8,2 miliardi, passerà probabilmente dal 27-30% al 40, con una cifra che passa da 2,4 miliardi a 3,2.

Sembra quindi finito il tempo dei semafori gialli e degli avvertimenti di Bruxelles a Italia e Francia per il rispetto di scadenze e impegni. E sembrano passati secoli da quando, appena un anno fa, la commissione annunciava il taglio di 9 milioni, sui 672 già assegnati alla Torino-Lione, per i ritardi accumulati. Che il vento fosse cambiato si era già capito a Parigi, poche settimane fa, quando al termine della commissione intergovernativa, il coordinatore europeo Jan Brinkhorst aveva sottolineato «la particolare soddisfazione per i passi avanti fatti dai due Governi negli ultimi mesi» riferendosi all´intesa sui costi e all´avvio dei lavori in Italia. Ieri la conferma: ora la Tav italo-francese gode di fiducia tanto che Bruxelles l´ha inserita tra le opere dieci super prioritarie.

«Quella di oggi è una decisione molto rilevante» ha commentato il presidente dell´Osservatorio Mario Virano, e il merito di questa promozione sta nel «grosso lavoro fatto da tutti, esclusi coloro che fanno l´apologia di reato» ha aggiunto riferendosi ad alcune dichiarazioni dei leader del Movimento No Tav. «Comunque – ha concluso il commissario – non mi stupisco di nulla, prendo atto di come stanno le cose. L´importante è andare avanti. E, per arrivare al contributo del 40%, dovremo continuare a essere rigorosi e rispettare le scadenze come, nonostante tutto, abbiamo fatto finora».

Soddisfazione per il risultati raggiunti a Bruxelles é stata espressa anche dal viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli: «Per il nostro Paese – ha dichiarato – si aprono interessantissime occasioni per accedere ai fondi europei destinati alle infrastrutture che, secondo quando presentato oggi, sono quadruplicati rispetto al precedente periodo finanziario».

Per Stefano Esposito (Pd) la decisione «certifica l´irreversibilità della realizzazione di un´opera fondamentale per il nostro Paese e per il Nord Ovest ed é la migliore risposta a chi continua a sostenere che l´opera e il cantiere sono illegali».

«E´ l´ulteriore conferma di quanto la Torino-Lione sia strategica per lo sviluppo dell´Europa e del nostro Paese». Ha commentato il sindaco di Torino, Piero Fassino. «A maggior ragione adesso – ha sottolineato il sindaco – vanno compiute e messe in atto le scelte per assicurare la realizzazione dell´opera, senza ritardi o dilazioni che non avrebbero giustificazione». Sulla stessa linea anche Paolo Balistreri, il segretario generale di Confindustria Piemonte. «E´ importante sapere di avere l´Europa dalla nostra parte – ha commentato – con priorità e finanziamenti, nonostante il clima di tensione. E´ ora – ha aggiunto – che anche gli Stati inizino a fare la loro parte per definire un piano di risorse per il territorio». Per il 25 é convocato un vertice tra le categorie economiche piemontesi per avanzare una serie di proposte.

Se almeno dal punto di vista dei soldi non paiono esserci nubi in vista, qualche problema per la Torino-Lione potrebbe arrivare dalla Liguria e dai vicini francesi. L´Europa ha infatti inserito tra le opere di interesse anche la linea ferrovia ad alta velocità tra Marsiglia, Nizza e il confine italiano. Un «mostro nero» nei sogni dei piemontesi perché c´è sempre stato il timore, anche alla luce del clima di opposizione all´opera che continua a esserci in Valsusa, che l´alta velocità in Costa azzurra e poi in Liguria potesse essere considerata un´alternativa alla Torino-Lione. Soprattutto perché il presidente ligure Burlando non ha mai nascosto ambizioni in questo senso, nonostante i francesi abbiamo più volte ribadito che Parigi non é interessata a questa soluzione perché non consentirebbe il passaggio delle merci, cosa che invece sarà possibile sulla nuova linea in Valsusa.