“Sito strategico? Pronti al ricorso”

Massimo Numa – LaStampa

Il giorno dopo la manifestazione pacifica dei No Tav a Chiomonte, arriva la notizia della bozza del provvedimento del governo, relativa all’istituzione del presidio strategico di interesse nazionale. In sintesi, sono previste sanzioni assai più severe per chi danneggia o tenta di entrare nel cantiere, procedure più rapide e meno complicate per gli espropri dei pochi terreni necessari per completarlo, in attesa della «fase due» ormai imminente. Il ruolo dell’esercito diventa più importante ma resta intatto il presidio interforze. Sarà un’area sottoposta a «una tutela speciale», così come, nel 2008, lo furono le aree della Campania su cui si dovevano realizzare le discariche per risolvere l’emergenza rifiuti. Verranno «individuate le occorrenti misure, anche di carattere straordinario, di salvaguardia e di tutela per assicurare l’assoluta protezione e l’efficace gestione…È di straordinaria importanza – così viene ulteriormente motivato il provvedimento – garantire il rispetto della tempistica indicata dall’Unione Europea».

Le reazioni La comunità montana protesta e annuncia un ricorso. La politica applaude in modo bipartisan. L’assessore regionale dei Trasporti, Barbara Bonino, dice: «Siamo soddisfatti. Abbiamo condiviso con il governo tutti i passi necessari e le valutazioni che hanno portato a questa scelta, opportuna e necessaria».

Stefano Esposito, Pd: «E’ bene precisare che queste misure, che sono state anche sollecitate da me ma anche da altri esponenti del Pd, non pregiudicano per nulla il diritto degli oppositori alla Tav di manifestare il proprio dissenso, ma in questo modo sarà possibile isolare definitivamente le frange violente del movimento». Agostino Ghiglia, Pdl: «La Tav è un’opera vitale che non può e non deve subire più ulteriori ritardi, e il provvedimento ne garantisce la realizzazione, senza rimanere in balìa di delinquenti che ne impediscono o comunque rallentano l’avanzamento dei lavori».

Critico Angelo Bonelli, presidente nazionale dei Verdi: «Così si dimostra che si vuole semplicemente bloccare la protesta senza rispondere nel merito dei problemi».

I lavori All’interno del cantiere Ltf, gli operai delle imprese si sono dedicati all’avvio del secondo turno dei sondaggi geo-gnostici nel piazzale destinato ad accogliere lo smarino proveniente dallo scavo del tunnel esplorativo. Si tratta dei sondaggi S91 e S92, tutti e due localizzati in località Clarea. Il primo, S90 è durato una decina di giorno, lo scavo è arrivato a 75 metri di profondità; idem il programma per il secondo e il terzo. La trivella della Geomont di Bussoleno sarà messa in posizione nelle prossime ore, in attesa che venga spianato un segmento del terreno. Entro quindici giorni i lavori saranno conclusi, assieme agli impianti elettrici. Quasi completata l’asfaltatura delle vie di comunicazione interne e i pozzi interrati con la rete delle varie tubazioni, I sondaggi, previsti da tempo, sono stati effettuati ora per verificare la tenuta dei terreni, destinati presto a sostenere il peso enorme dei residui di lavorazione, che saranno tenuti in sicurezza, per evitare la dispersione di polveri nell’atmosfera.

Le manifestazioni Per sabato altra manifestazione «soft» No Tav attorno alle reti: in programma una gara podistica con un tracciato che si snoda lungo le recinzioni. Titolo, «Di corsa contro il Tav». Il punto di partenza e di arrivo sarà la baita abusiva Clarea, a poche centinaia di metri dalle barriere e che è diventata uno dei simboli del movimento. Previsti «due giri attorno al cantiere che non c’è».