“Mi manda Raitre ha favorito i No Tav”

Maurizio Tropeano – LaStampa

Le scuse telefoniche del direttore di Rai 3, Antonio Di Bella, e la promessa di «assumere idonei correttivi» attenuano solo in parte la durissima lettera che il commissario straordinario per la Torino-Lione, Mario Virano, ha scritto al conduttore di Mi manda Rai 3, Edoardo Camurri, allo stesso Di Bella, ai vertici della Rai, e a Sergio Zavoli, presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza per contestare la parzialità di un programma dove «dei 18 minuti e 45 secondi dedicati alla TorinoLione solo due minuti mi sono stati lasciati per sostenere le ragioni dell’opera».

Virano parla di «un atto importante» da parte del direttore di Rai 3 che però non cancella l’accaduto: «E’ difficile sfuggire all’impressione che si trattasse di una mera foglia di fico per dare una parvenza di pluralismo ad una trasmissione univocamente indirizzata».

Nella lettera ai vertici Rai si ricostruisce la vicenda. Racconta di un pressing per ottenere la sua partecipazione e l’intesa per un dibattito di venti minuti. Dibattito che però nel corso della serata si è progressivamente ridotto in durata (4 minuti) e posticipato alla fine della trasmissione dopo un lungo reportage sulla manifestazione No Tav del 23 ottobre in Valsusa. Una scelta che il conduttore comunica a Virano spiegandogli anche che quei quattro minuti avrebbero dovuto essere equamente divisi con Luca Mercalli, meteorologo No Tav, e con il giornalista che ha realizzato il servizio. Per Virano è impossibile «spiegare le ragioni del Sì in una manciata di secondi e così spiego a Camurri che lascerò gli studi». A quel punto interviene un responsabile di trasmissione che lo convince a restare.

Alla fine Virano parlerà per 120 secondi. Commenta: «Mi amareggia, ma non mi sorprende più, che Rai 3 (dopo le trasmissione “Che tempo che fa”, “Report”, “Mi Manda Rai Tre”) abbia sposato le ragioni della minoranza No Tav, minoranza significativa, preparata e combattiva, ma pur sempre minoranza». Per Virano c’è anche un problema di costi: «Per la mia comparsata la Rai ha speso tra viaggio aereo, pernottamento e trasfer in aeroporto non meno di 480 euro». E visto che i «costi saranno posti in capo al canone Rai da parte di una trasmissione che fa della lotta agli sprechi il suo target chiedo alla Rai di quantificare quelle spese per poi pagarle di persona».

Ma è probabile che il caso finisca anche sul tavolo della commissione di vigilanza. Gli onorevoli Stefano Esposito (Pd) e Agostino Ghiglia (Pdl) ne chiedono l’intervento. Il primo per censurare la «faziosità» del programma e chiedere di ripristinare una corretta informazione. Il secondo per chiedere di bloccare la «propaganda televisiva a favore dei No Tav». E il deputato Giorgio Merlo, componente Pd della Vigilanza, chiama in causa il direttore di Rai 3 che deve «garantire lo stesso trattamento per chi sostiene le ragioni del sì e quelle del no». Intanto ieri il segretario nazionale del Pd, Pierluigi Bersani, intervistatoa Radio Anch’io, ha sottolineato la necessità che i lavori del cantiere vadano avanti: «Io sono per farla, con il dialogo, ma per farla. E’ diventata una battaglia ideologica che va contro il merito. A chi cavalca la ribellione dico: qui parliamo di una ferrovia, di treni, bunto e basta, non di un autostrada». Ma per il consigliere regionale grillino, Fabrizio Biolé «autostrada o ferrovia lo spreco (e l’impatto) non cambia».