Considerazioni relative alla trasmissione “Mi Manda RAI Tre” del 27/10/2011.

  1. Antefatti: In data 24 ottobre u.s. ricevevo da gentili e solerti responsabili della trasmissione un cortese invito a partecipare a “Mi Manda RAI Tre” il 27 ottobre con l’intento di “creare inalmente una sede di reale dibattito sul tema della TAV che da troppo tempo è solo terreno di disfide tra ultras dei due schieramenti” (citazione a memoria ma quasi letterale degli accattivanti intendimenti dell’organizzanda trasmissione). Mi veniva precisato che l’invito mi veniva rivolto nella mia veste di Presidente dell’Osservatorio, l’organismo che ha mantenuto vivo il rapporto con una parte importante del territorio pur in presenza delle contestazioni.
  2. Fatti: Previe innumerevoli e zelanti comunicazioni organizzative su biglietti aerei, transfer automobilistici e voucher alberghieri, ieri 27 ottobre, pur essendo febbricitante, come concordato arrivavo a Roma e alle ore 20,29 entravo nella sede Rai di Via Teulada, 66 dove assistevo in una saletta d’attesa prima al dispiegarsi di toccanti casi umani e poi di complesse problematiche sindacali oggetto dei primi due temi trattati in trasmissione. Nel frattempo il gentile e compito conduttore, dott. Camurri, mi segnalava che ci sarebbe stato un lieve slittamento dei tempi e che pertanto il dibattito sulla Torino Lione si sarebbe limitato ad una ventina di minuti. Quando verso le 23,00 si è finalmente arrivati a trattare il tema mi è stato detto che il tempo disponibile per il dibattito si sarebbe ridotto a meno di 4 minuti da suddividere fra tre interlocutori: Mercalli, Virano, Iannacone. Ho osservato che tutto ciò era poco serio perché è impossibile trattare un tema come la Torino Lione in pochi minuti. Ho detto pertanto che lasciavo lo studio. Si è allora presentato un gentile (e contrito) responsabile di trasmissione che, scusandosi per la cattiva gestione dei tempi legata alla diretta, mi ha pregato di non lasciare la sala. Ho suggerito di sdoppiare il tema far parlare quella sera le voci del No e in un successivo appuntamento quelle del Sì con le rispettive ragioni. Tra annunci e generiche aperture sul futuro è partito il servizio – peana di Iannacone sulla manifestazione di domenica 23 a Chiomonte della durata di 12’,30”; poi è intervenuto da Genova Mercalli a cui è seguito il mio intervento di 120” e le conclusioni di Iannacone che chiamato dal Conduttore ad una sintesi, ha sovvertito la logica hegeliana ritornando, semplicemente, alla tesi No Tav di partenza.
  3. Commenti: Dei 18’,45” dedicati alla Torino Lione solo due minuti sono stati lasciati al sottoscritto per sostenere le ragioni dell’opera così come configurata attraverso i lavori dell’Osservatorio. E’ difficile sfuggire all’impressione che si trattasse di una mera foglia di fico per dare una parvenza di pluralismo ad una trasmissione univocamente indirizzata. Ovviamente mi amareggia, ma non mi sorprende più, che RAI 3 (dopo “Che tempo che fa”, “Report”, “Mi Manda Rai Tre”) abbia sposato le ragioni della minoranza No Tav (minoranza significativa, preparata e combattiva, ma pur sempre minoranza sia in Val di Susa che nella provincia di Torino, nella Regione Piemonte e a livello nazionale). Analogamente non mi stupisco più che in questo contesto venga considerato come massimo esperto di trasporti e di economia dei trasporti un metereologo ancorché telegenico, elegante e di fama (pur, talvolta, con qualche caduta di stile che mi ha costretto nei giorni scorsi a querelarlo per tutelare il lavoro collegiale dell’Osservatorio da lui denigrato).
  4. Conclusioni: Lascio ovviamente a chi di dovere ogni considerazione e decisione dal punto di vista del servizio pubblico. Mi limito invece ad una concreta considerazione personale: la RAI per i 120” di mia comparsata nella trasmissione ha sostenuto il costo del biglietto aereo Torino Roma andata e ritorno, il pernottamento presso l’Hotel Donna Laura Palace per una notte ed il transfer dall’aeroporto per un costo complessivo che, pur tenendo conto delle convenzioni Rai, non può essere inferiore a 480 euro. Per 120” ciò significa 3 euro al secondo ovvero 180 euro al minuto che corrisponde ad un valore orario di 10.800 euro/ora. Non essendo io purtroppo una rock star che porta pubblicità alla rete devo dedurre che tali costi verranno posti in capo al canone Rai da parte di una trasmissione che fa della lotta agli sprechi il suo target. Personalmente non mi sento di gravare sulla collettività in base a standard di costo che non mi appartengono e in cui non mi riconosco. Chiedo pertanto alla Rai di quantificare precisamente tale ammontare affinché io possa accollarmelo personalmente completando così anche dal punto di vista pecuniario la innegabile e completa negatività della serata. Almeno non sarà la collettività a pagare il prezzo di insipienze altrui.

Cordiali saluti.

Mario Virano

P.S. Quando la bozza di questa lettera era già scritta ho ricevuto, nella tarda mattina di oggi un’inattesa ma assai gradita telefonata del Direttore di Rete Antonio Di Bella ( a cui la presente è comunque indirizzata) che con grande finezza e sensibilità si è scusato dell’accaduto promettendo di assumere idonei correttivi per il futuro. E’ un atto importante di cui gli ho dato subito atto e che con la presente voglio ulteriormente ribadire.