Scuola, bloccati a Roma i fondi per la sicurezza

Alessandro Mondo – LaStampa

Forse ha ragione Roberto Simonetti, parlamentare leghista e presidente della Provincia di Biella, a pronosticare che «per colpa di questa polemica i fondi per mettere in sicurezza gli edifici scolastici rischiano di non arrivare più».

Il punto, però, è un altro. I fondi in questione (114 milioni, 11,5 destinati al Piemonte), se e quando arriveranno, rischiano di beneficiare scuole non necessariamente bisognose: mentre altre, che attendono da decenni interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, potrebbero restare con un palmo di naso. Parola di Stefano Esposito e Roberto Placido – deputato il primo, consigliere regionale il secondo, entrambi in quota Pd – che tornano alla carica: non solo dei quattrini non si vede traccia, ma da parte di alcuni parlamentari, come Simonetti, ci sarebbero ripetute pressioni per far sì che vengano distribuiti senza un criterio coerente. Accusa seccamente smentita dall’interessato.

Posizioni diverse, comune – almeno quella – la preoccupazione: in attesa di un’imprecisata seduta della Conferenza Stato-Regioni, preposta a sbrogliare la matassa accreditando le ragioni degli uni o degli altri – la cifra a sei zeri resterà congelata. Con buona pace di chi, in primis l’assessore regionale all’Istruzione Alberto Cirio, sollecita una soluzione a breve termine e si appella ai parlamentari di tutte le forze politiche perchè pongano il problema a Roma. «Chiediamo a Cirio, che condivide la nostra battaglia, di spiegare ai parlamentari di centrodestra che il tempo sta scadendo», replicano Esposito e Placido restituendogli la palla.

Il nodo, ancora una volta, è la ripartizione sul territorio di fondi aggiuntivi per la messa in sicurezza delle scuole ratificata il 2 agosto dalle Commissioni parlamentari Bilancio e Cultura in seduta congiunta: tutti d’accordo, tranne l’Italia dei valori. Peccato che la suddivisione è stata fatta ignorando la graduatoria regionale, con il punteggio delle scuole in base ai livelli di rischio, e le priorità delle Province.

Da qui la denuncia di Esposito e Placido: condivisa da Cirio e seguita da un documento del Consiglio regionale – trasmesso dalla Regione al Ministero – votato da tutte le forze politiche. Tra i primi ad essere informati, il sottosegretario Mantovano. Nè è da escludere che lo stop nell’assegnazione dei fondi rimandi alla volontà del Ministero di vederci chiaro.

Resta la sostanza: per ora i soldi restano sulla carta. Non solo. «Alcuni parlamentari, uno dei quali è Simonetti, continuano a esercitare pressioni perchè l’allocazione dei fondi avvenga sulla base della graduatoria stilata dalle Commissioni, e da noi contestata», attaccano i due esponenti del Pd. «Sono loro che, cercando di baipassare le decisioni delle commissioni parlamentari competenti, si ergono a giudici replica sdegnato Simonetti -. La graduatoria regionale? Abbiamo distribuito le risorse in base a un elenco del Ministero e, nel mio caso, tenendo conto delle indicazioni dei sindaci del mio territorio. Trattandosi di segnalazioni importanti, mi è sembrato giusto dare una risposta». Nel dubbio, e in attesa che la «querelle» si chiarisca, quei soldi – doppiamente preziosi dci questi tempi – restano nel cassetto. Le nostre scuole possono attendere.