Archive for ottobre 2011


Tav, cantiere “strategico” chi entra ora va in carcere

ottobre 25th, 2011 — 7:20am

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

La Maddalena diventa sito strategico di interessa nazionale. Almeno così è scritto a pagina 180 del Decreto sviluppo messo a punto dal governo con l´obiettivo di «assicurare la realizzazione della Torino-Lione e garantire lo svolgimento del lavori».

In pratica il cantiere diventerebbe come una grossa caserma, di 7 ettari quando sarà tutta recintata e per chiunque dovesse entrarci scatterà l´articolo 682 del codice penale: ovvero arresto da tre mesi ad un anno o ammenda da euro 51 a euro 309. Cambiano quindi le regole che hanno fino ora regolato i rapporti tra dentro e fuori le reti. Chi cercherà di tagliarle, obiettivo poi mutato della manifestazione di domenica, non rischia più solo la denuncia ma l´arresto. Un giro di vite non da poco che potrebbe anche influire sulla partita più impegnativa che riguarderà il cantiere nelle prossime settimane. Ltf fa facendo alcune verifiche «perchè non è prassi consueta» per capire se la dichiarazione di sito strategico possa in qualche modo semplificare le procedure di esproprio, contro le quali i No Tav si sono organizzati da mesi acquistando molti dei terreni su cui dovrebbe allargarsi l´ultima parte del cantiere.

«Mi dimetto» annuncia il Si Tav Renzo Pinard, sindaco pdl di Chiomonte, appena saputa la notizia. «Non accetto che in Italia si debba fare un´opera pubblica con la forza – spiega – indipendentemente dalla divisa che hanno gli agenti. Convocherò la mia maggioranza, approveremo il bilancio per il Commissario prefettizio e poi darò le dimissioni». «E´ un brutto precedente – aggiunge – che si attua solo perché la politica qui non ha saputo dare risposte». Ed è un segno della sconfitta della politica anche secondo Sandro Plano che sottolinea come «questa scelta rischi solo di aumentare la tensione».

«Hanno gettato la maschera, ma la nostra linea non cambia», commenta il leader dei No Tav Alberto Perino. «Non potranno più raccontare all´Unione Europea la bugia di un´opera condivisa con la popolazione», conclude.

Soddisfazione bipartisan invece nell´arco parlamentare. Stefano Esposito del Partito democratico, che da mesi chiede l´adozione del provvedimento con un pressing serrato sul ministro Maroni: «Ora è più chiaro il tema delle recinzioni e chi va oltre sa cosa rischia». «Adesso esistono gli strumenti per punire chi tenta di bloccare i cantieri», aggiunge il Pdl Agostino Ghiglia. «Scelta necessaria e opportuna», commenta l´assessore regionale Barbara Bonino.

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Marcia pacifica, e ora il cantiere verrà allargato

ottobre 24th, 2011 — 11:46am

MASSIMO NUMA – LaStampa

A tarda sera gli ultimi No Tav se ne vanno dai boschi di Clarea dopo avere rinunciato a tagliare le reti del cantiere della Torino-Lione, protette da un eccezionale spiegamento di forze. Si chiude così una giornata ad alta tensione, con premesse tutt’altro che rassicuranti.

I reparti anti-sommossa sono usciti dai cancelli e hanno fronteggiato a lungo gli attivisti ma sempre ben lontano dal sistema di sicurezza del cantiere. Niente cesoie, niente assalto, niente danni. Solo slogan e cori dopo una faticosa marcia tra strade e sentieri, nel vano tentativo di evitare le «forche caudine» create dalla polizia lungo tutto il percorso. All’inizio il taglio di una rete posta tra due alberi; falso ostacolo, lontano due chilometri dall’obiettivo, e poi la discesa verso la baita abusiva, e infine il ritorno alla base. Con la solita guerra dei numeri: 10 mila manifestanti secondo gli organizzatori, 3 mila 500 secondo la questura. Faceva già buio quando gli operai delle imprese Ltf hanno iniziato a togliere le barriere dai sentieri e oggi riprende la seconda fase dei sondaggi. La trivella è già nel grande piazzale asfaltato poche ore fa, ultimo atto prima dell’allargamento.

Un risultato che soddisfa tutti, da una parte i No Tav, paghi di aver violato in massa la «zona rossa» e di aver ancora una volta ribadito le ragioni del no, ma in modo pacifico; dall’altra il capo della Digos, Giuseppe Petronzi, che ha portato a termine con successo una difficile opera di mediazione. La polizia e i carabinieri della compagnia di Susa del capitano Stefano Mazzanti hanno fermato 15 manifestanti: molti i fogli di via e le denunce per possesso di cesoie e spranghe.

Le reazioni. «I nostri obiettivi sono stati pienamente conseguiti – afferma il prefetto Alberto Di Pace -. Esprimo apprezzamento per il modo pacifico con il quale si è svolta la manifestazione. Le forze dell’ordine hanno comunque garantito che le recinzioni del cantiere non fossero raggiunte o danneggiate. Avevamo l’obiettivo di consentire lo svolgimento di una manifestazione protetta da infiltrazioni violente e di evitare che i manifestanti entrassero nell’area del cantiere o ne danneggiassero le recinzioni». Stefano Esposito, deputato del Pd: «Viste le premesse, un risultato positivo. Speriamo non sia un fatto isolato. E adesso il cantiere deve subito allargarsi, senza incontrare altri ostacoli». Agostino Ghiglia, Pdl: «La marcia No Tav è solo una manifestazione dell’estrema sinistra residuale. La regia dei centri sociali dimostra che altro non è che una manifestazione della sinistra estrema, che nell’opposizione alle grandi infrastrutture cerca di riguadagnare un po’ di visibilità e una ragione di esistenza».

E Giorgio Merlo, Pd: «Evidente successo delle strategie delle forze dell’ordine che hanno consentito lo svolgersi di una giornata di protesta finalmente civile». Il segretario regionale dell’Italia dei Valori Luigi Cursio: «Il 23 ottobre è uno spartiacque per i No Tav: d’ora in poi, prevalga la protesta pacifica e non si ripetano mai più fatti violenti». Dice il presidente dell’Osservatorio Mario Virano: «Bene che sia stata una giornata pacifica. Da oggi riprendono i lavori nel cantiere». Infine Alberto Perino, leader No Tav: «Scontentati i gufi che prevedevano botte ma la lotta continua, quelle reti prima o poi cadranno».

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TAV: FIANO-ESPOSITO (PD), MANIFESTARE NON SIGNIFICA VIOLENZA

ottobre 24th, 2011 — 11:44am

(AGI) – Torino, 23 ott. – “Esprimiamo soddisfazione – affermano in una nota il responsabile sicurezza del Pd, Emanuele Fiano, ed il parlamentare piemontese Stefano Esposito – per l’andamento della manifestazione in Val di Susa che si e’ conclusa senza che sia stato registrato alcun incidente, come peraltro sempre dovrebbe avvenire. I tremila manifestanti hanno potuto esprimere la loro contrarieta’ alla linea Torino – Lione in maniera civile, a dimostrazione che la violenza non e’, per forza di cose, compagna di strada della protesta. Esprimere il proprio dissenso in maniera pacifica non e’ solo possibile ma anche doveroso in un paese dove manifestare e’ un diritto e non una possibilita’. Ringraziamo ancora una volta le forze dell’ordine che, pur trovandosi a lavorare in condizioni difficili causa i continui tagli imposti dal governo, hanno operato in Val di Susa con la solita professionalita’”. (AGI)

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I deputati si autotassano per la benzina in questura

ottobre 22nd, 2011 — 10:52am

Erica Di Blasi – Repubblica

Alle volanti della polizia manca la benzina? Ieri mattina i parlamentari del Pd hanno consegnato al questore Aldo Faraoni 7mila euro per il carburante. «Come segno di vicinanza e solidarietà – ha spiegato la delegazione di politici – a tutte le forze dell´ordine». Tra i parlamentari del Pd, Stefano Esposito, Anna Rossomando, Antonio Boccuzzi, Francesca Cilluffo, Pietro Marcenaro, Giorgio Merlo e, per i Moderati, Mimmo Portas. «Siamo convinti – sottolineano i parlamentari piemontesi – che il comparto della sicurezza meriti rispetto e attenzione».

Resta però uno scoglio burocratico. La Questura non può infatti ricevere soldi, se non passando attraverso il «patto per la sicurezza». I parlamentari dovranno quindi consegnare i soldi alla Provincia, che li potrà poi girare alla Questura. L´iniziativa ha già ricevuto il plauso e l´impegno concreto di diversi sindaci del Torinese: il fondo, da utilizzare in primis per le volanti a secco, potrebbe quindi ben presto diventare un viatico economico ben più consistente.

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Zona rossa più larga per blindare la Tav

ottobre 22nd, 2011 — 10:41am

Massimo Numa – LaStampa

Dalla mezzanotte di ieri sino alle 7 di lunedì 24 scattano i divieti d’accesso, per «persone e mezzi», di una vasta area che circonda il cantiere della Torino-Lione. Poi le altre misure preventive, disposte dalla questura. Gli attivisti No Tav che domani (raduno a Giaglione ore 10,30) partiranno dal campo sportivo per raggiungere le recinzioni (e tagliarle con le cesoie), in teoria dovrebbero fare dietrofront, per non rischiare di essere denunciati in massa all’autorità giudiziaria per la violazioni dell’articolo 650 del codice penale, che prevede tre mesi di arresto e sanzioni in denaro. L’ordinanza del prefetto Alberto Di Pace porta la data di ieri e prevede il blocco totale di via dell’Avanà, via Roma, strada provinciale 233, «dall’intersezione con la Statale 24 all’intersezione di via dell’Avanà nel Comune di Chiomonte». A Giaglione, invece, off limits l’intera strada per frazione San Rocco e la strada comunale per frazione San Giovanni.

L’interdizione non riguarda solo le vie di comunicazione principali, ma «è vietato l’accesso a tutti i sentieri e alle aree prative e silvestri dei Comuni di Giaglione e Chiomonte, nonché alle aree recintate retrostanti al museo archeologico e l’area della centrale idroelettrica di Chiomonte». Dunque, i No Tav che tenteranno di scendere verso il cantiere, dove gli operai sono al lavoro per completare le infrastrutture, in vista della fase due, si troveranno in una situazione di totale illegalità. L’ordinanza spiega le ragioni alla base del provvedimento: «… Rilevato che negli ultimi mesi, a partire dall’avvio del cantiere, si sono verificati numerosi episodi di grave turbativa dell’ordine pubblico, durante i quali gruppi di persone hanno tentato di entrare nell’area di cantiere danneggiando le installazioni e mettendo a repentaglio l’ordine, la sicurezza e l’incolumità pubblica con il lancio di ordigni, sassi e biglie d’acciaio che hanno causato feriti fra le forze di polizia… visto che potrebbero verificarsi ulteriori situazioni pregiudizievoli di ordine pubblico, atteso il proposito palesato pubblicamente dai promotori di avvicinarsi all’area di cantiere e porre in essere attività volte all’ingresso nella stessa… ordina la sottoelencata viabilità…». Al centro «permangono preminenti esigenze di tutela dell’ordine e della sicurezza, unitamente all’urgenza della prosecuzione dell’attività, in ragione degli impegni internazionali assunti». Stop alla caccia in quattro comuni: Venaus, Exilles, Chiomonte e Giaglione.

Ieri, vertice in questura con il sottosegretario all’Interno Michelino Davico: «E ora costruiamo un dialogo che passi attraverso il rispetto delle reciproche e diverse posizioni. Potremmo cominciare con una prima forma di partecipazione, ai lavori dell’Osservatorio, con qualche rappresentante dei sindaci No Tav. Impariamo la lezione di sabato a Roma e dalle manifestazioni che stanno avvenendo in Grecia, prenda così forma una risposta valsusina ai fatti violenti e distruttivi a cui abbiamo assistito». Il questore Aldo Faraoni ha poi disposto altre misure: divieto di coprire il volto, divieto di portare «armi e strumenti atti a offendere». Cesoie comprese. Infine il rispetto dell’ordinanza del prefetto.

Dal canto loro, i No Tav precisano che non ci saranno atti ostili contro le forze dell’ordine, che lasceranno bimbi e ragazzini lontani dalle reti e che sono «pronti a ritirarsi al primo lancio di lacrimogeni». Gruppi di manifestanti sono già arrivati in valle, molti viaggeranno in treno.

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Il questore non vuole i soldi del Pd

ottobre 22nd, 2011 — 9:40am

MASSIMO NUMA – LaStampa

Un gruppo di parlamentari piemontesi del Pd ha consegnato ieri mattina buoni benzina per 7 mila euro al questore Aldo Faraoni con l’obiettivo di contribuire ad alleviare la carenza di risorse da destinare al carburante, denunciata dai sindacati di polizia.

Il gesto è però rimasto solo simbolico: il questore ha spiegato infatti di non poter accettare i buoni per motivi tecnici e amministrativi. Lo riferisce Anna Rossomando, che insieme a Stefano Esposito, Antonio Boccuzzi e Giorgio Merlo, più l’esponente dei Moderati Mimmo Portas, componeva la delegazione. L’iniziativa è partita da sette parlamentari (vi hanno aderito infatti anche Pietro Marcenaro e Francesca Ciluffo), che per acquistare i buoni si sono tassati di mille euro a testa. «In questo incontro – spiega Esposito – è emersa l’ipotesi di collaborare in altre forme, promuovendo la riattivazione di nuovi patti per la sicurezza che coinvolgano gli enti locali, in particolare la Provincia». I sindaci del Torinese si stanno organizzando per proseguire la raccolta di fondi. Esposito ha poi reso noto che il presidio interforze «sarà presto dotato di una cucina da campo per alleviare i disagi di poliziotti, carabinieri e finanzieri impegnati nella difesa del cantiere».

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Le Regole del Gioco

ottobre 21st, 2011 — 8:33am

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I PARLAMENTARI PD CONSEGNANO AL QUESTORE BUONI BENZINA PER SOLIDARIETA’ CON LE FORZE DELL’ORDINE.

ottobre 20th, 2011 — 4:39pm

Venerdì 21 ottobre i Parlamentari del Partito Democratico On. Stefano ESPOSITO, Anna ROSSOMANDO, Antonio BOCCUZZI, Francesca CILLUFFO , Pietro MARCENARO, Giorgio MERLO e Mimmo PORTAS consegneranno nelle mani del Questore di Torino 7.000 euro di buoni benzina come segno di vicinanza e solidarietà a tutte le forze dell’ordine, dalla polizia ai carabinieri alla guardia di finanza alla forestale.

Alle ore 12.00 i Parlamentari incontreranno gli organi di informazione davanti alla Questura in Corso Vinzaglio, 10.

“Siamo convinti che il comparto della sicurezza meriti rispetto e attenzione e che coloro che vi lavorano debbano essere considerati con dignità. Non vogliamo limitarci a svolgere un’azione di opposizione parlamentare alla decisione del Governo di tagliare ancora una volta le risorse destinate alla sicurezza, e per questo abbiamo deciso di assumere un’iniziativa immediata e concreta, ovvero acquistare a testa 1.000 euro di buoni benzina che domani consegneremo nelle mani del Questore di Torino”.

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SAREBBE ORA DI SENTIRE DA CURTO QUALCHE PAROLA DI CONDANNA DELLA VIOLENZA

ottobre 20th, 2011 — 2:37pm

Secondo l’Avatar di Giorgio Airaudo in Consiglio comunale, Michele Curto, la responsabilità delle violenze dei No Tav è da attribuirsi all’incapacità della politica di distinguere chi protesta pacificamente da chi deve essere perseguito penalmente. Bene, è ora di dire basta a chi come Curto falsifica la realtà. Perché, se una responsabilità della deriva violenta dei No Tav esiste, questa è da addebitarsi a coloro che non hanno mai preso le distanze e isolato le frange violente, lasciando ad Askatasuna di dettare le parole d’ordine di ogni manifestazione e ad Alberto Perino di istigare all’illegalità.

Sono i siti ufficiali dei No Tav (notav.info e notav.eu) ad invitare al taglio delle reti, a sostenere che il lancio di sassi contro gli agenti è una reazione alla violenza dello Stato, a dire che ‘siamo tutti black block’. In questi mesi da Curto non abbiamo sentito una sola parola netta non solo contro le violenze, ma neppure contro le parole violente che in Valle di Susa hanno contribuito a creare un clima di paura e intimidazione di stile mafioso, l’habitat giusto per gli antagonisti e per tutti i balordi che perseguono finalità eversive. E altro termine non trovo per definire gli anonimi ‘neri’ che hanno rilasciato l’intervista che il quotidiano ‘Il Fatto’ pubblica quest’oggi. Curto la legga e, anziché polemizzare con il PD, pronunci qualche parola di condanna contro chi definisce i pacifisti ‘massa di cittadini belanti’ e annuncia di avere come obiettivo “la rivoluzione, la distruzione e il superamento dello stato di cose presenti”.

Perché non si sbagli, ricordo a Curto che i soggetti che usano questo linguaggio sono stati presenti negli ultimi mesi a Chiomonte e si sono resi responsabili del ferimento di oltre 300 poliziotti. Purtroppo non ricordo una sola parola di solidarietà confronti di questi ultimi da parte di Curto. Chi tra le fila di Sel vuole continuare a trovare giustificazioni a queste follie, non solo si assume una pesante responsabilità politica, ma finisce per condizionare pesantemente ogni prospettiva di alleanza.

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“Tra i capi dei No Tav quelli di Askatasuna, protagonisti a Roma”

ottobre 20th, 2011 — 2:32pm

Luigi Nervo – ArticoloTre

20 ottobre 2011 – Black bloc ancora protagonisti domenica scorsa a Roma quando alcuni di loro sono intervenuti durante la protesta pacifica degli indignati. Il risultato è stato quello di una città presa letteralmente d’assalto con danni stimati tra uno e due milioni di euro. Stesse azioni che si sono viste nei mesi scorsi nei boschi della Val di Susa dove alcuni di loro si sono infiltrati all’interno del movimento No Tav che si oppone alla costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione e sono venuti più volte allo scontro con le forze armate a copertura del cantiere. Abbiamo parlato di questi temi con il deputato piemontese del Pd Stefano Esposito che più volte si è occupato di questo tema dai banchi del Parlamento.

Cosa pensa della decisione di Roberto Maroni di istituire il Daspo per cortei e manifestazioni?

E’ una decisione giusta e opportuna. Sono quattro mesi che a Chiomonte si verificano ripetuti attacchi violenti al cantiere con centinaia di agenti feriti. E sono quattro mesi che chiedo, insieme al responsabile sicurezza del Pd Emanuele Fiano, nuovi provvedimenti legislativi urgenti, sul modello del Daspo, per impedire ai gruppi violenti di venire a inquinare qualsivoglia manifestazione, in Valle di Susa come a Roma.

Le azioni dei black bloc sembrano ben organizzate. Secondo lei vengono coordinate dall’alto? Da chi?

Spero che sia a tutti chiaro che i 500 o 1000 violenti che sabato scorso hanno messo a ferro e fuoco la Capitale sono gli stessi, per provenienza e credo ideologico, che negli ultimi quattro mesi si sono allenati in Valle di Susa al “tiro al poliziotto”. Come più volte denunciato, Chiomonte è stata utilizzata come una palestra per preparare e sperimentare azioni eversive da esportare poi nelle varie manifestazioni che caratterizzeranno l’autunno del nostro Paese. Tra i protagonisti delle vergognose violenze di Roma c’era il centro sociale Askatasuna i cui “capi” sono da sempre alla guida del movimento violento No Tav e che si autodefiniscono “autonomi come nel 1977”. Personaggi ben noti alle cronache, molti dei quali pluridenunciati, ma che continuano a circolare liberamente e a fare danni. Le violenze hanno dei mandanti, anche morali, ben precisi, così come precisi sono gli organizzatori di quelle azioni, da ricercarsi tra i “professionisti dell’antagonismo”.

Fino a che punto è lecita la risposta delle forze dell’ordine nei confronti dei violenti?

Alle forze dell’ordine deve andare il nostro ringraziamento per il senso di responsabilità con cui finora hanno gestito le situazioni più difficili, in particolare in Valle di Susa. La domanda deve essere ribaltata. È lecito assediare un cantiere protetto delle forze dell’ordine, cercare di tagliare le reti e lanciare sassi contro gli agenti? La risposta è una sola: no. Invece, troviamo personaggi come Alberto Perino le cui dichiarazioni sono autentiche istigazioni ala violenza. Il ragionamento di Perino, che è lo stesso dei vari comitati No Tav, opera un ribaltamento della realtà: per loro è il cantiere ad essere illegale, è lo Stato ad essere violento e i sassi contro la polizia altro non sarebbero che una reazione. Trenta anni dopo gli anni di piombo c’è ancora chi continua a pensare allo Stato come un nemico da abbattere. Tutti i ricorsi presentati contro la Tav dalla Comunità montana sono stati respinti. L’opera è stata deliberata dall’Unione europea, dal Parlamento italiano all’unanimità, dalla Regione Piemonte e dalla Provincia di Torino. L’Unione Europa ha inserito la nuova linea ferroviaria Torino-Lione tra le dieci infrastrutture prioritarie ed ha annunciato che il finanziamento europeo potrebbe arrivare fino a coprire il 40% dell’infrastruttura. In questo modo viene certificata l’irreversibilità della realizzazione di un’opera che come Pd abbiamo sempre definito strategica per il nostro Paese e per il Nord Ovest. E’ giunto il momento che i No Tav spieghino la base giuridica delle loro affermazioni, visto che l’Unione Europea è dichiaratamente di parere contrario. Dove sta il punto che separa il legale dall’illegale è una questione da porre ai No Tav e non alla polizia.

Teme che i fatti di Roma possano ripetersi domenica prossima in Val di Susa?

Il rischio c’è ed è grave, per le ragioni che ho prima esposto. Se si convoca una manifestazione avendo come obiettivo il taglio delle reti è evidente che ti poni nell’illegalità e, soprattutto, lanci un invito a tutti quei teppisti ed eversori che cercano lo scontro con lo Stato ovunque è possibile e che rispondono con entusiasmo al tam tam dei siti antagonisti. Purtroppo la parte pacifica del movimento che si oppone alla Tav non ha compreso di essere finita ostaggio di questa minoranza fanatica e non è in grado, o non vuole, isolarla.

È giusto predisporre degli arresti preventivi prima di manifestazioni dove si temono disordini?

Credo che l’applicazione del Daspo sia una misura sufficiente, sull’arresto preventivo nutro dei dubbi ma vedremo di approfondire il tema in Parlamento. Quanto alla Valle di Susa non invocherei l’arresto preventivo, perché la soluzione sta nell’istituire il sito strategico di interesse nazionale, come più volte chiesto dal Pd. Che non deve in alcun modo essere confuso con il sito militare. La tutela dell’ordine pubblico non può essere devoluto all’esercito e il cantiere deve continuare ad essere presidiato dalle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza e guardia forestale), con immutate regole di ingaggio, ma l’istituzione del sito strategico comporterebbe un opportuno inasprimento delle pene nei confronti degli eventuali assalitori del cantiere che potrebbero così venire immediatamente arrestati.

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