PARTECIPATE: LA GIUNTA STA LIBERALIZZANDO, NON PRIVATIZZANDO

Premetto che non comprendo perché nel dibattito intorno alle aziende partecipate di Torino si continui a parlare di ‘privatizzazione’, quando in realtà l’operazione che la Giunta Fassino sta portando avanti, attraverso la cessione di una quota tra il 40 ed il 49% di Gtt, Amiat e Trm, altro non è se non una forma di liberalizzazione dei servizi pubblici locali.
Detto ciò, considero tale operazione fondamentale, innanzitutto perché occorre costruire un’alleanza virtuosa con i privati, dove l’aggettivo ‘virtuosa’ sta a significare che il pubblico mantiene con certezza non solo la responsabilità di indirizzo, ma anche la proprietà delle reti e un controllo serio e incisivo sulla gestione. Tanto per capirci, un’alleanza ‘virtuosa’ è il contrario di quanto accaduto negli ultimi anni in Sagat dove non di liberalizzazione si è trattato, ma di una privatizzazione degli utili con conseguente collettivizzazione delle perdite.
Bisognerebbe, pertanto, concentrare l’attenzione su un punto che sta a monte rispetto alla decisione di cedere una quota delle partecipate ai privati, ovvero bisogna avere ben chiaro quale indirizzo industriale si vuole dare a questo tipo di liberalizzazione. Un limite che sta caratterizzando il dibattito intorno a questa vicenda sta nel fatto che è mancato il coinvolgimento nella decisione delle aziende dei Comuni dell’area metropolitana, in particolare per quanto riguarda i rifiuti, ma anche i trasporti. Questo coinvolgimento, infatti, avrebbe consentito di attivare una politica di pianificazione del sistema dei trasporti definendo un piano industriale complessivo per Torino e la Provincia. Invece, si preferisce discutere dell’operazione della Giunta Fassino mettendola in correlazione con la drammatica situazione del bilancio comunale. Se la vendita fosse fatta principalmente per ragioni di bilancio, allora avrebbe ragione Davide Gariglio. Ma se, come credo, l’operazione in questione è davvero finalizzata alla ‘liberalizzazione’ dei servizi pubblici attraverso la costruzione di un rapporto tra i privati e il pubblico in veste di socio di maggioranza, allora vorrebbe dire che ci troveremmo finalmente di fronte a una scelta che avremmo dovuto fare diversi anni fa, cioè la sfida dell’ ‘efficientamento’ delle aziende pubbliche, che è poi il vero tallone d’Achille di Gtt ed Amiat. Efficienza che si può garantire solo con un piano industriale serio e attraverso un cambio del management che consenta all’azionista di riferimento (l’ente pubblico) una diversa capacità di gestione delle aziende.
Invito l’amministrazione comunale, in particolare gli Assessori De Alessandri e Passoni, a un pronunciamento sul tema, per capire se siamo di fronte a una vendita per fare cassa o a una liberalizzazione per migliorare i servizi.