Holding delle Partecipate, è battaglia

DIEGO LONGHIN – Repubblica

«Chi pensa ad un ennesimo carrozzone sbaglia». Il vicesindaco Tom Dealessandri risponde così alla lettera del consigliere Davide Gariglio sul tema partecipate e vendita delle quote. Gariglio sostiene che prima di mettere in ballo i cosiddetti gioielli di famiglia sia necessario porre sul mercato altre partecipazioni, come Multimedia Park, Csea, Sitaf, Centrale del Latte, Farmacie comunali. E poi è critico sulla creazione di una holding, «altro carrozzone».

Dealessandri ribatte punto su punto: «La holding che abbiamo in mente non sarà un carrozzone. Non è corretto farla passare in questo modo. Ed è chiaro nella stessa delibera la prospettiva che si vuol dare: una prospettiva industriale, da socio industriale rispetto ai possibili partner privati. È l´esatto opposto all´idea di carrozzone». Sul resto il vicesindaco ribadisce che «molte delle partecipazioni citate da Gariglio sono già state cedute a Fct» e che questo intervento deve portare «ad un equilibrio utile per contenere l´indebitamento. E secondo noi quello che abbiamo studiato è il migliore dei modi possibili».

Il sindaco Fassino per metà mese vuol chiudere la pratica con l´approvazione del provvedimento in Sala Rossa. Nel Pd i distinguo non mancano. Il capogruppo in Comune, Stefano Lo Russo, sta ricercando un punto di mediazione. Il partito è diviso tra chi frena e chi chiede una svolta. Secondo Stefano Lepri, vicecapogruppo Pd a Palazzo Lascaris, «l´apertura ai privati nelle società partecipate va realizzata introducendo tetti massimi alla remunerazione del capitale investito almeno per i primi 5-10 anni, nonché norme che prevedano espressamente che gli investimenti siano ripartiti in proporzione alle quote possedute e non gravino, solo o prevalentemente, su fondi pubblici».

L´onorevole Stefano Esposito (Pd) considera l´operazione «fondamentale perché occorre costruire un´alleanza virtuosa con i privati, dove l´aggettivo ‘virtuoso´ sta a significare che il pubblico mantiene con certezza non solo la responsabilità di indirizzo, ma anche la proprietà delle reti e un controllo serio e incisivo sulla gestione. Il contrario di quanto accaduto negli ultimi anni in Sagat dove si è trattato di una privatizzazione degli utili con conseguente collettivizzazione delle perdite. Mi aspetto da Dealessandri e Passoni parole chiare in merito».

Il capogruppo di Sel in Sala Rossa, Michele Curto, vede di buon occhio la posizione di Gariglio: «Ora spero che i dubbi si trasformino in proposte, come quelle che Sinistra e Libertà ha già presentato nell´ultima riunione di maggioranza. Gariglio è d´accordo sulla creazione di un´authority? È favorevole alla partecipazione dei lavoratori e degli utenti nella holding?». Dalla parte opposta l´Idv. «La giunta sbaglia – dice Luigi Cursio – bisognerebbe vendere tutto, mantenendo il controllo solo su quelle strategiche come Smat».