Crisi alla Defendini Oggi il comitato di sorveglianza

Alessandro Mondo – LaStampa

«Defendini», ultimo appello. Stamane si insedierà il comitato di sorveglianza con il compito di ripianare il dissesto dell’azienda, 7,5 milioni il «buco» accertato dalla Procura, e cercare di ricostruirle un futuro. Lo compongono Giovanni Castelluccio, il presidente, affiancato da Lorenza Morello e Daniela Paradisi in qualità di esperti. Ne fanno parte anche Gtt e Most srl, entrambi creditori di «Defendini». Giancarlo Innocenzi, invece, è il commissario straordinario.

Come spiega la Morello, unica piemontese nel Comitato, la partita è complessa: i 12 milioni di utile del bilancio 2010 quest’anno scenderanno a 6, al netto dei debiti. In una parola, è arrivata l’ora delle scelte: puntare su una liquidazione rateale del debito o rinviare il saldo al 2012, mettendo in conto l’aumento degli interessi. La partita per garantire un futuro all’azienda, e ai suoi 140 lavoratori, non è meno impegnativa. Una delle strategie, aggiunge la Morello, prevede di puntare sulle risorse umane, vero patrimonio di un marchio attivo dal 1926: magari lavorando per trasformare «Defendini» nell’«alter ego» di Poste Italiane sul mercato torinese.

Si vedrà. Al momento resta il «buco» ma anche i crediti, come ricorda Stefano Esposito: «Mercoledì Gtt ha pagato 210 mila euro. Palazzo civico, invece, era in debito con Defendini di 2 milioni prima dell’arrivo del commissario straordinario. Soldi congelati con la motivazione che potrebbero servire per pagare i creditori. Non è finita. Dal 9 marzo il Comune ha maturato un debito con l’azienda di altri 900 mila euro: 400 mila sono stati versati lunedì».

Un problema nel problema, spiega il deputato del Pd: «Non si tratta solo di pagare gli stipendi. Non avendo liquidità, Defendini non può garantire le fideiussioni e quindi partecipare alle gare». Emblematico il caso di quella bandita dal Comune qualche tempo fa: «L’azienda è stata esclusa. Per fortuna Poste Italiane ha presentato ricorso contro il bando, determinandone l’annullamento e riaprendo la partito». Conclusione: «Comprendo le difficoltà degli enti locali, ma in tempo di crisi tutti devono fare la loro parte».