Archive for dicembre 2011


Lettera del Preside – Liceo Trescore

dicembre 30th, 2011 — 2:02pm

In settimana, ho ricevuto una risposta alla mia lettera dal Preside del Liceo Trescore. Visto che la discussione è pubblica, pubblico la lettera e la risposta che gli ho inviato.

Buongiorno  Onorevole Esposito,
avrei preferito non rispondere alla Sua mail per non alimentare polemiche per le quali non mi sento proprio portato.  Tuttavia non posso non difendermi   almeno dall’accusa di  aver tracciato  “un parallelismo tra due delle pagine più tragiche della storia italiana e l’opposizione nei confronti dell’Alta Velocità” o tra i poliziotti e i nazifascisti. Sulla lotta partigiana  io la penso come Lei, e come spero tutti gli Italiani; e condivido con Lei tutto quanto dice sullo Stato e sul ruolo importante delle Forze dell’ordine. Citando Marzabotto volevo soltanto ricordare una delle ultime uscite organizzate l’anno scorso e che, come quella in Val di Susa, fan parte di un progetto  in atto nell’Istituto già da diversi anni, prima che io diventassi Dirigente del Federici; progetto  inserito nell’offerta formativa dell’Istituto e che , sinteticamente si può riassumere con quanto scritto nel POF 2011-12: “Percorsi residenziali ed itineranti per studenti del triennio che offrono la possibilità di acquisire informazioni che permettano di cogliere la complessità dell’esistenza e della realtà sociale”. Io non so che idea si sia fatta di me e dei miei insegnanti ma le posso assicurare che l’obiettivo dell’iniziativa era del tutto coerente con la finalità sopra citata e che non vi era affatto l’intenzione di “mettersi dalla parte di chi lo Stato non lo rispetta e lo attacca con metodi violenti”. Di ciò potrà avere sicuramente conferma da parte di un suo collega di partito, l’On. Sanga, che conosce me e consce bene anche l’insegnante responsabile del progetto. Sono sicuro che se Lei potesse parlare con questo docente potrebbe veramente avere conferma  di queste mie parole.
Non aggiungo altro anche per non rischiare di essere nuovamente frainteso. 
Elio Manzoni  


Gentile preside, intanto ci tengo a dirle che non dubito in alcun modo della onestà, intellettuale dei docenti della sua scuola, ho l’impressione però che manchi anche a voi una idea di cosa sta succedendo e di cosa è successo in questi anni in val susa. Se mi posso permettere un suggerimento, che non vuole invadere il campo dell’autonomia didattica, dopo la gita invitate un funzionario dello stato, non un politico, che ha vissuto questi mesi dall’altra parte della rete e completate il percorso sul tema tav. Credo aiuterebbe anche il corpo docente e lei a farsi un idea più precisa sulla questione tav.
Grazie per la sua mail, magari capitera’ di incontrarsi. Colgo l’occasione per augurarle buon anno.

 

Ognunosi faccia la propria opinione

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La gita di classe con un No Tav nella zona rossa

dicembre 30th, 2011 — 11:44am

Marco Imarisio – Corriere della Sera
«Cari ragazzi, finalmente siamo arrivati alle recinzioni del cantiere Tav di Chiomonte per la nostra lezione sulla legalità. Una faticaccia anche per noi, i vostri insegnanti di religione. Il liceo è chiuso per le vacanze, e da Trescore Balneario alla Val Susa la strada è lunga. Ma ne valeva la pena. È il posto giusto per parlare di legalità. Qui sono successe cose gravi. Il 3 luglio ci fu una aggressione bestiale alle forze dell’ ordine: solo un centinaio di feriti, e vi garantiamo che fu una prova dell’ esistenza di Dio, poteva andare peggio. Il resto dell’ estate non fu diverso, ogni sabato un bell’ assalto. Ecco, questa continua violazione della legalità passa sotto silenzio, tra i sostenitori del no all’ Alta velocità. Elencano le loro ragioni, tutte rispettabili, ma dimenticano di spendere una parolina sulle violenze, come se il concetto di legalità fosse elastico a seconda della convenienza. Ma voi siete ragazzi svegli, e capite lo spirito della nostra gita. Sapete che la scelta di farci accompagnare da un militante No Tav pluridenunciato per gli scontri ha il suo perché. E non pensiate che avervi fatto commettere un reato durante una lezione sulla legalità, violando l’ ordinanza che vieta l’ accesso al cantiere, sia un esercizio di educazione civica al contrario. Adesso il nostro Cicerone vi sta raccontando i soprusi delle forze dell’ ordine, le vessazioni alle quali, da dentro il cantiere assediato, costringono la gente che sta fuori, e ci rendiamo conto che è una versione leggermente di parte. Ma lo facciamo per mettervi alla prova, per affinare la vostracapacità di discernimento». Non è andata proprio così. La visita molto guidata di un liceo bergamasco al celebre cantiere di Chiomonte, segnalata dal parlamentare Pd Stefano Esposito, è diventata un piccolo caso, un infortunio che non deve comunque mortificare insegnanti e studenti. Questi ultimi forse si sono accorti degli sguardi poco benevoli degli uomini in divisa, esibiti come animali in gabbia, costretti ad ascoltare in silenzio le consuete litanie «sulla nuova lotta partigiana contro l’ invasore». Agenti e carabinieri erano arrabbiati anche per altre ragioni. La notte prima della visita dei liceali, e quella precedente, gli amici del Cicerone hanno fatto una simpatica sorpresa, prendendoli a palle di letame, trattamento poi ripetuto anche a Natale. Ma questo l’ imparziale guida No Tav scelta dai professori per le loro classi si è dimenticato di dirlo.

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La scalata di Chiamparino ai vertici di Intesa: adesso il Pd ha una banca?

dicembre 30th, 2011 — 9:40am

Laura Cesaretti – ilGiornale
Roma – Ma stavolta una banca ce l’abbiamo oppure no?
La Stampa lanciava ieri la notizia: l’ex amatissimo sindaco Pd di Torino, Sergio Chiamparino, sarebbe «in pole position» per la presidenza della Compagnia di San Paolo – azionista principale di Intesa San Paolo – che verrà rinnovata la prossima primavera, su indicazione del primo cittadino.
Piero Fassino si è già attivato in vista di una partita di grande importanza per il sistema economico torinese e per il difficile equilibrio di poteri tra Torino e Milano dentro l’istituto bancario. E prima di Natale ha incontrato il suo predecessore, per capire se è disponibile a fare il presidente della fondazione di corso Vittorio.
Tre mesi fa, la risposta di Chiamparino era stata negativa: «Il mondo è già pieno di banchieri che non sanno fare il loro mestiere». Ora che le carte italiane si sono rimescolate, e vanno di gran moda i banchieri che si buttano in politica (vedi, a proposito di Banca Intesa, l’ascesa governativa di Corrado Passera, e pure di Elsa Fornero che della Compagnia era vicepresidente), ci starebbe tutta la contromossa di un politico che va a fare il banchiere. Ma chi – oltre a Fassino – ha fatto due chiacchiere in questi giorni con l’ex sindaco torinese lo ha sentito ancora assai recalcitrante: la sua grande passione resta la politica. Non chiede cariche o candidature: «Farei volentieri anche il vice del vice di Enrico Letta», è la battuta regalata agli amici. Ma rinuncerebbe volentieri al jogging mattutino, alle corse in bicicletta e anche a portare il nipotino ai giardinetti per fare di nuovo politica attiva nel Pd. E in questi mesi lo ha più volte segnalato, rompendo il silenzio per dire la sua, spesso da bastian contrario qual è, e alla sua ultima uscita pubblica nazionale – alla Leopolda fiorentina di Matteo Renzi, in novembre – ha raccolto un tripudio di ovazioni, finendo di nuovo nell’occhio del ciclone: si parlò anche di una sua possibile candidatura alle primarie, magari in tandem col sindaco di Firenze. Ora però la possibilità di elezioni anticipate è archiviata, nel Pd ci sono fin troppi galli a cantare e Pier Luigi Bersani, che pure è stato sollecitato da più parti a far tesoro della risorsa Chiamparino, ancora non ha deciso se correre il rischio e mettersi in casa un potenziale concorrente di quel livello.
Ecco quindi che la candidatura alla guida della Compagnia di San Paolo torna di attualità. E nel Pd (e non solo) piemontese molti si stanno dando da fare per convincere lui a dare la propria disponibilità, e il sindaco a sostenere la sua candidatura. Si racconta infatti che in realtà Fassino (che nei confronti del suo amico e alleato Chiamparino soffre un po’ la sindrome da «Rebecca, la prima moglie») tifi per l’economista Pietro Garibaldi. Peraltro il presidente uscente Angelo Benessia non ha ancora rinunciato ad un bis, mentre Enrico Salza (artefice nel 2006 con Giovanni Bazoli della fusione tra Intesa e San Paolo) punta sull’attuale vice Luca Remmert. La concorrenza insomma è agguerrita. Proprio per questo, spiega il parlamentare torinese Stefano Esposito, il Pd deve puntare tutto su Chiamparino: «È l’unica figura con forza e autorevolezza tali da garantire a Torino un ruolo meno subalterno rispetto al centro di potere milanese di Intesa, e da discuterci alla pari». Certo, «Sergio sarebbe di grandissima utilità anche nel Pd, ma mentre Bersani riflette sul suo utilizzo, un suo ruolo nella Compagnia sarebbe prezioso. Anche per Fassino.

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Richiesta tavolo yesmoke

dicembre 29th, 2011 — 10:44pm

A seguito delle richieste pervenute da parte della Yesmoke Tobacco spa, del Sen. Fluttero e dell’On. Esposito in merito alla problematica che interessa l’azienda di cui sopra e che in questi giorni si è ulteriormente acuita e che rischia di provocare una crisi occupazionale sul territorio piemontese, chiediamo di convocare un tavolo per definire l’iter procedurale cui l’azienda deve sottostare per poter mantenere la produzione industriale presso lo stabilimento di Settimo T.se.
Preoccupati per il rischio occupazionale che si sta prospettando, considerando che lo stabilimento di cui trattasi è all’avanguardia e permetterebbe ulteriori sviluppi produttivi, auspichiamo che i Ministeri, di concerto con l’AAMS, riescano ad individuare in tempi strettissimi una data utile per l’incontro.
Ringraziando per l’attenzione ed in attesa di un cortese riscontro, colgo l’occasione per porgere cordiali saluti.
Claudia Porchietto

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MI ATTENDO UN INTERVENTO IMMEDIATO DA PARTE DEL VICEMINISTRO GRILLI

dicembre 28th, 2011 — 1:13pm

Mi aspetto dal Viceministro all’Economia Vittorio Grilli un intervento immediato per sbloccare l’assurda situazione che sta condannando l’azienda Yesmoke di Settimo Torinese alla chiusura, mettendo a rischio il futuro di una sessantina di famiglie.
Non siamo di fronte a un’azienda in crisi o a uno dei tanti casi di ‘killeraggio imprenditoriale’ a cui siamo stati costretti ad assistere in questi anni (come la vicenda Agile-Eutelia). Il problema sta tutto nella fideiussione di 2 milioni e 400mila euro imposta dall’Aams ed è indispensabile ottenere una deroga al deposito cauzionale. Non è accettabile far chiudere un’azienda italiana che produce in Italia e dà lavoro, solo per favorire le multinazionali straniere che incassano oltre 2 miliardi di euro l’anno di utili senza produrre una sola sigaretta sul territorio italiano (infatti, dopo la privatizzazione dei monopoli la multinazionale Bat ha chiuso tutte le manifatture tabacchi in Italia).
Mi attendo dalla Professoressa Fabrizia Lapecorella, Direttore Generale del Dipartimento Finanze del Ministero, una risposta in merito alla necessaria deroga.
Mi auguro, poi, che anche la Regione Piemonte possa far sentire la sua voce attraverso l’Assessore Claudia Porchietto.

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“LA VALLE DI SUSA NON E’ MARZABOTTO E I POLIZIOTTI NON SONO I NAZIFASCISTI”.

dicembre 28th, 2011 — 1:12pm

L’ON. STEFANO ESPOSITO (PD) SCRIVE AL PRESIDE DEL LICEO BERGAMASCO: “LA VALLE DI SUSA NON E’ MARZABOTTO E I POLIZIOTTI NON SONO I NAZIFASCISTI”.

Successivamente alla polemica giornalistica relativa alla gita scolastica in Valle di Susa, l’On. Stefano Esposito (PD) ha scritto quest’oggi una lettera al Prof. Elio Manzoni, Preside del Liceo “Lorenzo Federici”di Trescore Balneario (BG).
“Mi sento in dovere di scriverLe per la profonda indignazione in me suscitata dalle sue dichiarazioni in merito alla ‘visita’ al cantiere di Chiomonte da parte di un gruppo di studenti del suo Istituto. Non mi riferisco alla difesa dell’operato degli insegnanti o alla precisazione che non di gita scolastica si trattava ma di ‘attività extracurriculare’. E neppure alla sua convinzione che studenti e professori non avrebbero commesso “nulla di illegale”, nonostante abbiano violato un’ordinanza prefettizia che vieta di avvicinarsi alle recinzioni del cantiere e abbiano scelto come ‘guida’ un personaggio pluridenunciato per atti illegali commessi in questi mesi contro il cantiere.
A indignarmi non è neanche il suo bizzarro tentativo di far passare una visita a un cantiere che è stato sede di violenti attacchi alle forze dell’ordine per ‘approfondimento sulla convivenza civile’, poiché non vi è nulla di ‘civile’ negli assalti succedutisi dal 3 luglio in poi (con pietre, bombe carta, biglie di ferro, ecc.), nei più di 300 feriti e contusi tra le forze dell’ordine, nelle minacce scritte sui muri o inviate con lettere intimidatorie o nel linguaggio para-militare adoperato da alcuni siti internet e dagli esponenti dell’area antagonista. Tutti fatti che immagino che Lei e i suoi insegnanti non abbiate mancato di ‘approfondire’ con i vostri studenti prima della gita in Valle di Susa.
A indignarmi, invece, è l’accostamento (questo non bizzarro, ma vergognoso e inaccettabile) che Lei ha voluto fare tra la scampagnata in Valle di Susa con i No Tav e le visite a Marzabotto e a Bologna fatte nel recente passato dagli studenti del Liceo ‘Lorenzo Federici’.
Come è possibile che il Preside di una scuola, che dovrebbe trasmettere il sapere e vigilare sulla correttezza della trasmissione dello stesso, arrivi a tracciare un parallelismo tra due delle pagine più tragiche della storia italiana e l’opposizione nei confronti dell’Alta Velocità? Cosa hanno a che fare una strage nazista e un attentato terroristico di matrice neofascista con i recenti fatti della Valle di Susa? Si vuol forse lasciar intendere che i poliziotti, che a Chiomonte difendono non un cantiere ma lo Stato, sono come i nazifascisti e che, quindi, chi si oppone con violenza alla Tav ha una qualche comunanza ideologica e morale con gli eroi della lotta partigiana?” (…).
“E’ legittimo che insegnanti e studenti abbiano un’opinione critica nei confronti della Tav come di qualsiasi altra grande infrastruttura. Ma non si può contrabbandare per “approfondimento sulla convivenza civile e sulla cittadinanza” una gita tra le montagne valsusine al seguito dei No Tav e voler conoscere le ‘ragioni’ di chi si contrappone illegalmente e violentemente allo Stato e alle forze dell’ordine non ha proprio nulla a che vedere con l’educazione alla legalità, ma ne rappresenta lo stravolgimento della stessa.
Gli agenti che quotidianamente sono impegnati nel cantiere sono esattamente come gli insegnanti: servono lo Stato. E non si può accettare che i secondi scambino i primi per dei ‘nemici’ e decidano di mettersi dalla parte di chi lo Stato non lo rispetta e lo attacca anche con metodi violenti”.

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Gita scolastica al cantiere Tav Esposito: intervenga il ministro

dicembre 28th, 2011 — 8:39am

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

Una giornata di studio in Valsusa si è trasformata in una bufera. E nel mezzo del ciclone sono finiti preside e insegnati del liceo Lorenzo Federici di Trescore Balneario, a una ventina di chilometri da Bergamo, che hanno accompagnato una sessantina di ragazzi a visitare, da fuori e con guide No Tav, il cantiere della Torino-Lione a Chiomonte.

È accaduto il 23 dicembre, quando tre pullman di studenti, accompagnati da due insegnati di religione, sono partiti dalla cittadina bergamasca in direzione Valsusa. Una tappa in mattinata a Bussoleno, con visita al centro metereologico Nimbus, di Luca Mercalli, sostenitore della causa No Tav, e al pomeriggio si sono spostati alla Maddalena dove, accompagnati dal consigliere comunale di Villarfocchiardo, Guido Fissore, sono arrivati fino alle recinzioni del cantiere. Proprio accanto alle reti una breve spiegazione sulle ragioni dell´opposizione alla Tav. Le forze dell´ordine hanno subito identificato gli insegnanti e i maggiorenni perché avvicinarsi alle reti non è consentito.

È quanto basta per scatenare le bufera. Artefice, ancora una volta, il parlamentare pd Stefano Esposito che ha scritto al ministro dell´Istruzione Francesco Profumo chiedendo il suo intervento. «La gita scolastica, organizzata per approfondire l´argomento della lotta all´alta velocità – scrive Esposito – parrebbe essere stata autorizzata dal Consiglio d´istituto ed è stata una lezione “di parte” incentrata sul teorema che lo Stato occupa illegalmente una valle contro la volontà dei pacifici valligiani. Portare gli studenti – aggiunge – peraltro minorenni, a violare un´ordinanza prefettizia e ascoltare “sermoni” contro lo Stato non ha nulla a che vedere con l´approfondimento del fenomeno sociale e politico dell´opposizione alla Tav, ma si è trattato di una grave strumentalizzazione delle scolaresche da parte dei loro insegnanti». I No Tav, dal canto loro, invitano a Chiomonte tutte le scolaresche d´Italia.

Dal ministro nessuna risposta. E´ secca invece la replica del dirigente scolastico del liceo «Federici» Elio Manzoni: «Ero avvisato, ma non si tratta di una gita scolastica. E´ un´attività extracurricolare a cui i ragazzi aderiscono volontariamente e nelle ore libere – racconta – Fa parte di un progetto di approfondimento sulla convivenza civile e sulla cittadinanza: non vedo che problema ci sia se i ragazzi usano il loro tempo per approfondire l´attualità. L´hanno scorso sono andati a Marzabotto e quest´anno in Valsusa». E a proposito degli insegnanti e dell´opportunità di portare i ragazzi «proprio lì» Manzoni precisa «Ho parlato stamattina con l´insegnante che ha organizzato la visita: è una persona molto seria e competente, di cui mi fido ciecamente».

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GITA DIDATTICA “NO TAV” AL CANTIERE DI CHIOMONTE IN VALLE DI SUSA.

dicembre 27th, 2011 — 12:06pm

L’On. Stefano Esposito (PD) ha scritto quest’oggi una lettera al Ministro dell’Istruzione Prof. Francesco Profumo, relativamente a un fatto sconcertante che si è verificato nel pomeriggio del 23 dicembre 2011, quando gli studenti di due classi del Liceo ‘Lorenzo Federici’ di Trescore Balneario (Bergamo), in gita didattica e accompagnati da due insegnanti di religione, hanno fatto la loro comparsa in prossimità delle recinzioni del cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa.
A fare da ‘cicerone’ agli studenti c’era Guido Fissore, consigliere comunale del Comune di Villarfocchiardo, pluridenunciato per atti illegali commessi in questi mesi contro il cantiere, insieme a un gruppo di militanti No Tav.
“A sconcertare non è il fatto che militanti No Tav mettano a disposizione anche delle scolaresche il loro zelo missionario e il loro instancabile impegno propagandistico – scrive l’On. Stefano Esposito – bensì che possa essere promossa ed autorizzata una gita didattica in un luogo dove da mesi si commettono reati, dove centinaia di agenti sono stati feriti e contusi in occasione dei ripetuti assalti ai cantieri, consentendo a personaggi responsabili di atti illegali di fare ‘lezioni’ contro lo Stato e le istituzioni europee ed italiane”.
Gli insegnanti sono stati denunciati dalle forze dell’ordine per inosservanza dell’ordinanza del Prefetto che vieta la circolazione nell’area circostante al cantiere.
Aggiunge l’On. Stefano Esposito: “Portare degli studenti, peraltro minorenni, a violare un’ordinanza prefettizia e ad ascoltare ‘sermoni’ contro lo Stato non ha nulla a che vedere con l’approfondimento del fenomeno sociale e politico dell’opposizione alla Tav, ma si è trattato di una grave strumentalizzazione delle scolaresche”.

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Yesmoke, Natale in fabbrica

dicembre 27th, 2011 — 10:09am

MARCO TRABUCCO – Repubblica

SONO in autogestione, hanno lavorato a Natale a lavoreranno anche a Capodanno per impedire che l´Aams (l´amministrazione autonoma dei monopoli di Stato) metta i sigilli alla loro fabbrica. Intanto però fuori dalla stabilimento, a Settimo Torinese, staziona giorno e notte un´auto della Guardia di Finanza per impedire che dai magazzini esca qualche prodotto.

Stiamo parlando della Yesmoke, l´unica fabbrica «indipendente» di sigarette d´Italia, se non d´Europa. L´unica che non fa parte del circuito delle tre grandi multinazionali, la Philip Morris, la Bat (British American Tobacco) e la Japan Tabac che domina il mercato mondiale. Una storia molto italiana quella che vi stiamo raccontando: la storia di una azienda che dà lavoro a una sessantina di persone, che ne ha già assunte altre 20 (ma non sa se potrà dar seguito alla cosa visto il blocco in corso) e a cui lo Stato invece di dare una mano crea ogni tipo di ostacolo possibile. Per questo il sindaco di Settimo Torinese Aldo Corgiat e il parlamentare del Pd Stefano Esposito hanno preso a cuore la vicenda e stanno battendosi perché al burocrazia non uccida ancora una volta una azienda sana come quella dei due fratelli Carlo e Gian Paolo Messina.

Il blocco è scattato perché la Yesmoke, come tutte le altre aziende che producono sigarette ha l´obbligo del cosiddetto «deposito fiscale», cioè deve pagare una cifra consistente all´Aams come garanzia dei prodotti che tiene in magazzino (le sigarette sono prodotto di monopolio). Un obbligo che non vale se però l´impresa interessata risponde a certi requisiti e dà garanzie di solidità. «Noi quei requisiti li abbiamo e quelle garanzie le diamo – dicono i fratelli Messina – Ciò nonostante l´Aams pretende il versamento della cauzione: sono 2 milioni e 400 mila euro, una cifra altissima. Ma perché dobbiamo immobilizzarla quando potremmo investirla?».

Proprio su questo punto si batterà nei prossimi giorni Esposito: «Credo che si possa fare: stiamo facendo passi avanti, probabilmente la cauzione dovrà essere versata, ma sarà restituita in pochi mesi perché le garanzie ci sono». «D´altronde – spiega Antonio Serlenga, sindacalista della Cisl – qui addirittura siamo arrivati a 21 turni settimanali, in pratica la produzione va a ciclo continuo». Peccato che a causa del blocco, da un mese tutte le sigarette prodotte rimangano in magazzino: «E da un mese ovviamente nessuno ci paga» dicono i Messina.

Che di battaglie contro lo strapotere delle multinazionali (e contro i Monopoli di Stato che nei confronti delle big sarebbero a loro parere accondiscendenti) ne hanno già fatte molte in passato. Quella ad esempio sul prezzo minimo prefissato delle sigarette che esiste solo in Italia e che hanno portato fin davanti alla Corte Europea: hanno avuto ragione, ma qui non è cambiato nulla. Il loro mercato infatti è quasi tutto all´estero: «Vendiamo nel Nord Europa, nei paesi dell´Est europeo e dei Balcani in Iran, in Corea del Nord e del Sud, a Taiwan, in Giappone e adesso stiamo entrando anche nel mercato africano», In Italia no. «Perché – spiega Esposito – si deve sapere che un mercato come quello italiano delle sigarette che frutta circa 2 miliardi di euro l´anno di utili, è nelle mani di aziende straniere che quel denaro lo portano a casa. E che qui hanno ucciso l´industria del tabacco, Ornai tutte le sigarette vendute in Italia sono prodotte all´estero, a parte la Yesmoke non è sopravvissuto niente, anche le Ms e le Nazionali vengono fatte in Polonia. Bisognerebbe obbligare Philip Morris e le altre almeno a far produrre qua e a dare lavoro agli italiani. E non combattere chi come i Messina già lo fa e potrebbe ancora aumentare di molto l´occupazione».

L´allarme è stato lanciato ai primi di dicembre: «Chiudete la fabbrica di Settimo». Era partito dai Monopoli di Stato l´ordine di fermare i macchinari della Yesmoke, la fabbrica di sigarette in cui lavorano una cinquantina di persone, motivato dal mancato pagamento di alcune pendenze.

I sindacati si erano imbufaliti. «Siamo molto preoccupati – aveva spiegato Denis Vayr della Flai-Cgil- e temiamo che la situazione precipiti. Per il momento la proprietà ha dato mandato di continuare a produrre e non vorremmo che i sigilli ai macchinari fossero imposti dalle forze dell´ordine».

Nata come negozio online svizzero che vendeva i più popolari brand di sigarette (tanto da indurre la Philip Morris a una causa legale) nel 2005 Yesmoke si è spostata in Italia con una fabbrica di 14 mila metri quadri identica a quelle delle multinazionali – in grado di produrre ogni anno 10 miliardi di sigarette, ovvero 500 milioni di pacchetti – e una politica di prezzi competitivi per combattere il cartello dei produttori mondiali.

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La battaglia delle bionde “Yesmoke non chiuderà”

dicembre 27th, 2011 — 8:45am

Nadia Bergamini – LaStampa
Davide contro Golia. Continua la battaglia della Yesmoke Tobacco di Settimo, l’unica fabbrica italiana produttrice di sigarette, contro le multinazionali infastidite dalla sua presenza e contro la condanna di chiusura che l’Aams, l’amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, vorrebbe imporre all’azienda. Per evitare i sigilli i lavoratori da qualche settimana fanno autogestione. Anche ieri, nonostante la giornata di festa, erano nella fabbrica di via San Giusto, insieme con i titolari dell’attività, i fratelli Carlo e Gianpaolo Messina. Nel tardo pomeriggio ai lavoratori ha fatto visita il parlamentare torinese del Pd, Stefano Esposito, che da tempo si occupa della paradossale situazione dell’azienda settimese.
La fabbrica dal 2007 produce sigarette made in Italy (molto apprezzate all’estero, soprattutto nei Paesi emergenti), dà lavoro ad una sessantina di persone (a gennaio è prevista l’assunzione di altri 24 dipendenti) e ha grandi prospettive di crescita e occupazione. Tutto positivo in un momento di crisi economica, se non fosse per il fatto che a mettere il bastone fra le ruote alla Yesmoke è proprio l’Aams, che pretende una fideiussione di 2 milioni e 400 mila euro a garanzia del magazzino, pena il sigillo dello stabilimento che continua a produrre ininterrottamente anche se l’azienda non può far uscire da via San Giusto neppure un pacchetto di sigarette.
A questo proposito, Esposito si è impegnato già oggi ad avere un confronto con il viceministro dell’Economia, Grilli. «Il problema è che il Monopolio è in mano alla Bat (British American Tobacco) – spiega il parlamentare Pd –, che dopo aver fatto chiudere tutte le manifatture tabacchi in Italia, distruggendo un intero settore, non vuole la Yesmoke tra i piedi. La normativa sui depositi fiscali è ampiamente interpretata e va chiesta alle aziende che non hanno solidità economica. Non è questo il caso. Ecco perché serve un’azione politica mirata che consenta alla Yesmoke di poter non solo sopravvivere, ma lavorare e crescere. Il mio impegno sarà per l’ottenimento della deroga al deposito cauzionale». Esposito poi ricorda come le multinazionali del tabacco, Philip Morris, Japan Tobacco e Bat, in realtà in Italia non producono un solo posto di lavoro, non pagano le tasse, ma hanno fatturati da oltre un miliardo di euro. «Questi hanno la strada spianata – prosegue – e invece si fa di tutto per far chiudere chi produce in Italia e soprattutto crea occupazione in un momento di deindustrializzazione. È un’assurdità».
I fratelli Messina, vinta solo formalmente la causa per il prezzo minimo, si sono messi l’animo in pace, continuando a mantenere solo una fetta minima di mercato nazionale. «Il grosso lo esportiamo – dicono i titolari –: se ce lo lasciano fare, naturalmente. In questo momento il magazzino straripa di sigarette, ma se mai arrivasse il nulla osta dall’Aams, sono tutti ordini. Non ci sarebbe l’esubero di neppure un pacchetto. Speriamo che l’onorevole Esposito possa convincere il viceministro Grilli e che finalmente dopo anni di battaglie possiamo fare finalmente il nostro lavoro senza più intralci e problemi».

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